Archive for settembre, 2006

da “l’Arena”


2006
09.22

La silloge del giovane musicista alla Gheduzzi «Contrapposizioni» nella poesia di Giolo Prima di tutto il ritmo. Chissà se è un caso che il giovanissimo Stefano Giolo, veronese, classe 1982, suoni il sassofono nel gruppo latin rock jazz «Raku Quintet»: la sua prima prova poetica, intitolata «Contrapposizioni» (Edizioni Il Filo, pp. 103, euro 12), sembrerebbe proprio smentire la casualità. Si tratta infatti di un’agile raccolta dai tempi più vari che si caratterizza e che trova il suo elemento unificante nella musicalità: intesa non nel senso di una scelta metrica precisa, quanto come «orecchio», come naturale talento che il giovane poeta rivela nell’accostamento di termini che, vicini, producono di per sé una suggestione. Ce lo lascia intendere del resto l’autore stesso, nel capitolo VIII, che si intitola «Poesia. Per me». Vi leggiamo: «C’è qualcosa nell’aria questa sera. Ho voglia di scrivere, un po’ soffrire, senza dolore, come amare, senza dormire, come stare in un prato di notte sotto le stelle e sentire il respiro del mondo…». C’è un senso di trascinamento nelle parole, come se l’autore volesse farci intendere che questo per lui è poesia: un affidarsi delle cose ai suoni. Le cose infatti appaiono a Giolo come «contrapposizioni», la realtà è tensione tra sentimenti contrastanti, di cui è difficile intuire il senso e il destino. Nel suo lavoro giustamente Valentina Scacchi nella Prefazione che apre il volume afferma che in queste liriche «la vita appare come il teatro delle apparenti contraddizioni, in un palcoscenico di carta. Stefano Giolo mette in scena l’assurdo che regola la percezione dell’essere…Un sentimento di vertigine pervade questi versi che tentano di spiccare il volo ma sentono il peso della loro costrizione a terra». La musica, il respiro segreto della parola o, meglio, dell’incrociarsi delle parole, diventa la via necessaria a ridare un senso, un ordine alla realtà. E, nello stesso tempo, si pone come strumento in grado di liberare la lingua, a sua volta vittima della contraddizione inscritta nella vita, dalla non autenticità cui oggi è costretta: dulice liberazione dunque, la scrittura poetica, dalla prigione dell’esistenza ma anche dallo schematismo di scritture omologate. La ricerca di verità risulta per altro dominante anche nei contenuti: lo vediamo bene nella parte finale della raccolta, per esempio nella lirica, bellissima, intitolata Mirco, dove l’iterazione degli stessi termini scandisce l’autenticità della disperazione. O ancora in Elena, dove la brevità secca e aspra dei versi racconta l’asciuttezza impietrita del dolore di un’assenza. A riprova vale ancora quanto afferma il poeta. Quando parla di poesia, intesa anche come arte e dunque, in generale, come ispirazione, Giolo scrive infatti «contraddizioni assurde che per contraddizione/ spiegano la realtà/ perdendo allora la contraddittorietà». Il libro, premiato con una targa e un diploma di merito al concorso letterario internazionale «San Domenichino- Città di Massa», verrà presentato domani, venerdì, alle 18,30 alla libreria Gheduzzi-Giubbe Rosse in Corso Sant’Anastasia. Alessandra Galetto

Le mie cinque abitudini


2006
09.15
Questo non sarebbe un vero e proprio Blog personale ma visto che lo sta diventando mi metto anche a rispondere alla catena di Zia Petunia rilanciatami da Mattia ….
La catena consiste nell’elencare 5 proprie strane abitudini….
Ebbene si dia il via:

  1. Quando accade qualcosa che ritengo importante nella mia storia di “musicista” aggiungo un dettaglio alla mia “tenuta da concerto”. In origine era composta da camicia bianca con maniche arrotolare e jeans neri, poi avevo perso quest’abitudine fino a riprenderla quando mi hanno nominato “Giolo Sun”. Ora la mia tenuta da concerto è composta da stivali texani o scarpe da running (a seconda della stagione), camicia violetto, cravatta rossa con puntini bianchi, spilla a forma di sassofono dorata con cristalli, polsino borchiato, catenella al polso con appeso plettro fender hard rosso. Qui le foto di un concerto di qualche anno fa, il primo nelle vesti di Giolo Sun che un po’ come successe ad Alice Cooper è diventato un personaggio che è al di là di cosa sono io. Ogni tanto chiaccheriamo io e Giolo Sun, ma prevalentemente quando c’è uno non c’è l’altro.
  2. Quando tengo molto ad una donna capita spesso che le regali in momenti inaspettati delle roselline rosse da decorazione.
  3. Non sono in grado di mentire. Tutt’al più riesco a nascondere verità ma se mi si fanno domande troppo precise ed esplicite tendo a dire la verità. Ovviamente posso benissimo dirte “non te lo dico”
  4. Faccio durare i rullini delle foto anche più di un anno perchè ho sempre la macchinetta ma scatto solo quando ho un lamo di genio artistico. Poi prendo il rullino, lo faccio sviluppare e lo butto via quasi sempre tutte le foto. Non fotografo quasi mai le persone. Fortuna che mi hanno regalato la macchina digitale avrò meno foto da buttare in giro…
  5. Finisco sempre tutto cio che in….

Premio internazionale di pesea “San domenichino – Città di Massa”


2006
09.05

Ho vinto il mio primo premio letterario!!! Al premio internazionale di poesia “San Domenichino – Città di Massa”
Purtroppo per una serie di problemi contingenti non sno riuscito a presenziare alla presentazione ufficiale e quindi ho dovuto accontentarmi di farmi spedire a casa il premio e i vari articoli i giornale correlati.
Ho vinto un “Diploma d’onore”

Diploma del Premio San Domenichino

Diploma del Premio San Domenichino

e una “Targa di merito”

Targa del Premio San Domenichino

Targa del Premio San Domenichino

sono davvero felice di avere avuto questa fortuna! Tra gli altro i partecipanti erano sugli 800 poeti e il mio libro è svettato tra tutti questi!
Non credo vincerò mai un altro premio quindi sono molto orgoglioso di questo riconoscimento. Le acque ultimamente si stanno un po’ smuovendo, sto riuscendo a presentare o leggere qualcosina anche se putroppo tra pochi mesi scadrà il contratto con la casa editrice de da quel momento… chi può dire cosa potrà accadere?
Voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini in un modo o nell’altro nella scrittura e nella pubblicazione di “Contrapposizioni”. Volgio ringraziare come già alla fine del libro Assunta Reffi, ma voglio ringraziare anche Silvia, Monica, Anna, Francesca perchè senza di esse molte cose non le avrei mai scritte e sopratutto Mariachiara perchè senza di lei questo libro sarebbe stato molto più povero e disorganico di quanto è invece risultato.
Grazie