 James Brown |
Esordì alle fine degli anni Quaranta come interprete di gospel, destreggiandosi anche alla batteria, all’organo ed al pianoforte. Alla metà del decennio successivo fondò la sua prima band (firmando un contratto con una delle più celebri case discografiche dell’epoca, la King Records): i The flames che, alla fine del 1955, composero il loro primo pezzo, Please, please, please (vanta ben 40 dischi d’oro), che schizzò immediatamente nella hit parade americana. Seguirono due album e altri singoli come Night train, che ottennero tutti un ottimo successo. |
Negli anni Sessanta Brown fu stabilmente in vetta alle classifiche dei dischi di rhythm & blues con brani come Prisoner of love, I got you, It’s a man’s world, Cold sweat e I’m black and I’m proud. Nel 1962 venne registrato un concerto tenuto all’Apollo Theater che darà vita all’album Live at the Apollo, diventato un best seller. Grazie alla sua popolarità riuscì a trasmettere messaggi sui temi sociali e esistenziali, come l’importanza dell’istruzione e la necessità di migliorare la propria condizione individuale e sociale (eclatante la sua battaglia, negli anni 2002-2003, a favore di Amina Lawal, donna nigeriana di 30 anni, condannata ad essere lapidata a morte per aver avuto una bambina fuori dal matrimonio). Seguirono altri grandi successi per Brown, tra i quali It’s too funky in here e I got the feeling.
Gli anni Settanta lo videro ancora grande protagonista con ben otto album di successo: dopo una serie di dieci canzoni che lo proiettarono immancabilmente in classifica, James Brown venne consacrato come “The Godfather of Soul” e fu proclamato anche Re del R&B.
Negli anni Ottanta interpretò la parte del predicatore nel famoso The Blues Brothers (di John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd) recitando a fianco di altre stelle della musica come Aretha Franklin e Ray Charles; travolgente fu anche la sua esibizione con Living in America nel film Rocky IV (con Sylvester Stallone).
Negli anni successivi proseguì l’attività di concerti e incisioni, incoraggiando la rivalità tra Prince e Michael Jackson, da lui considerati suoi successori.
James Brown purtroppo muore il 25 dicembre 2006 a causa di una polmonite lasciando un vuoto incolmabile in cio’ di cui lui è sempre stato il portavoce: il Soul.
James è stato uno dei più grandi di tutti i tempi.
Resterai sempre con noi.
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