Archive for giugno, 2007

Misogino?


2007
06.29

Oggi parlando con una mia cara amica mi ha detto che sto diventando misogino….
Il guaio è che ha ragione.

Qual’è il dritto e quale il rovescio in una moneta?


2007
06.29

A volte suoni, a volte sei Dio, a volte sei Il Male, a volte il silenzio esprime meglio il tuo essere.

Una suonata pessima in pubblico, e un cattivo umore, poi la gente pensa che tu sia di cattivo umore per la pessima suonata, e se suonavi male per il pessimo umore invece?
O se le due cose fossero una unica?
E se fossero invece totalmente due cose distinte, non legate?
A cosa era dovuto l’umore? E a cosa il pessimo suonare? Cosa importa? Il “pubblico”, la gente attorno ha le proprie opinioni, ha il proprio mondo, che ruota nella propria direzione.
Ho scritto un libro tempo fa “Luna Nuova”, si dovrei sistemarlo, migliorarlo, è ancora una bozza, nelle mani di chiunque voglia cercarlo ma ancora solo una bozza.

Inizia con un tramonto a est, finisce con un’alba ad est. Una notte in cui il mondo ruotava al contrario, in cui tutto girava per il verso sbagliato. Ma davvero quello era il verso sbagliato?
Talvolta scopro che forse è proprio quello che io considero il verso sbagliato quello giusto, quello verso cui il mondo, il mio mondo -senza tanti generalismi, senza tanti pessimismi universali, senza tanti era meglio quando si stava peggio, non esistono più le mezze stagioni e simili, il MIO mondo, ciò che mi circonda- spinga davvero tutto in una direzione che non è quella che io scelgo, quella che io spero.
Mi guardo intorno e mi scopro girato a guardare nella direzione giusta-sbagliata che non è la direzione dove va il resto di me.
E poi il mondo ruota, cambiano le prospettive, cambiano mille cose, ma alcune no. E sono quelle contro cui eternamente remo. Quelle restano fisse. Forse quello è il vero unico verso giusto, quello contro cui remo.

Mi torna alla mente un discorso fatto anni fa con una mia vecchia cara amica, Francesca, filosofa non tanto per la laurea che ha quanto per ciò che è, in una delle tante ore fatte girando a vuoto in macchina. Non so se fosse una visione sua o di qualche “filosofo riconosciuto” ma parlava di noi persone come sfere, palle di pongo che ruotano. Nasciamo di un colore, o forse neppure e poi cominciamo a rotolare in salita, verso una vetta. Che vetta? Non si sa, rotoliamo.
Ci incontriamo con altri, ci mescoliamo un po’, alcuni nostri pezzi si mescolano ai pezzi degli altri, alcuni li perdiamo per strada scontrandoci con qualcosa, e qualcuno passando su questi pezzi li raccoglie ed entrano a far parte di lui.
E la nostra superficie un tempo liscia si trova nel tempo piena di segni, di colori, di pezzi di se e di altri. Graffi, sfregi e intarsi stupendi.
Qualcuno rotolando si consuma, diventa sempre più piccolo, sempre più disgregato, qualcuno invece cresce, si (continua…)

Il cammino.


2007
06.24
La vita.
Non è forse un cammino, interiore ed esteriore?
Oggi, ieri, ho camminato molto, viaggio esteriore ed interiore.
Con amici.
La fatica, il sudore che scende, la tua acqua che finisce, un amico ti porge la sua, e si riprende, ancora, in salita, dove non vedi nulla, dove pian piano cominci a veder e il panorama di ciò che hai passato dietro, dove poi cominci a veder finalmente una meta.
E poi sei lì. Chi ha camminato sul serio e faticato, chi per un motivo o l’alto ha preso la seggiovia, che importa?
Sei lì, lassù. E con gli altri puoi ridere del mondo, di quei puntini accaldati che neppure riesci a scorgere là lontano, tra il lago ed altri monti, nella pianura sconfinata, ovunque attorno a te, ma sotto di te.
E osservare lontano il mondo che hai abbandonato, almeno per un po’, osservarlo con attorno Il “Nessun dorma” che impera. E poi… il vento che rinfresca, quasi il freddo, e il sole.
Consumare un pasto tra amici con i Pink Floyd in sottofondo e ridere, e parlare, e confrontarsi, come il mondo la sotto non esistesse più.Scoprire una biblioteca, Gibran, Prevert, Oscar Wilde, Dickens, Dumas, Freud, Kipling, Poe, Hamingway, Nietzche, Shakespeare, Omero, libri sulle storie delle religioni, di tutte le religioni, c’è saggezza.Ti viene alla mente qualcuno da poco conosciuto, pian piano, il volerlo scoprire un po’ di più, e guardare un tramonto, le luci delle città dall’alto di un monte e pensare al desiderio soffuso e diffuso di incontrarlo ancora.
Presto.
In questi giorni un po’ del tuo futuro si sta scrivendo, decidendo, pianificando e vorresti condividerlo mentre osservi le luci della città sotto che il monte va lentamente a dormire e sopra le luci di stelle che invece staranno tutta la notte a proteggerti.
E il giorno dopo tornare a casa, accaldato e felice, un po’ più vivo, un po’ più vero, un po’ più te.
E un po’ più cotto.
Ho camminato, cammino esteriore ed interiore, ho pensato a scelte, al futuro.

Vorrei


2007
06.24

Vorrei (Francesco Guccini – D’Amore Di Morte E Di Altre Sciocchezze)
(continua…)

Notizia 1


2007
06.22

Su VeronaTime di luglio potete trovare un mio racconto!
Da luglio in edicola!

Incontri


2007
06.20

A volte stai camminando nel nulla, nella paura di tutto e di niente, ti giri e stancamente e lentamente di lato e vedi qualcosa, qualcuno.
Poi ti senti a tuo agio,
poi sorridi e ti rilassi.
E poi?
Scorderai, vivrai, o forse cadrai.
O forse neppure queste tre cose.
La vita prosegue comunque ma da un lato restano colori soffusi nel vuoto che è un po’ meno vuoto.

Notizie su Schegge Di Cristallo


2007
06.18

Ultimamente il mio tempo (e forse la voglia) di scrivere non è moltissimo però volevo segnalarvi una novità su Schegge Di Cristallo.
Non si tratta di una delle novità accennate nel post precedente, ma è pur sempre qualcosa che può interessare.
Da ora è possibile commentare e votare ogni opera (poesia, racconto, immagine, file audio, file video) presente sul sito, questo può aiutare gli artisti a crescere e ad avere dialogo con i propri visitatori.
Sotto ad ogni opera trovate una segnalazione analoga a questa

Voti e commenti (2)

che indica la media dei voti (da 1 a 5) e la presenza di commenti.

In ogni caso dalla pagina delle news è possibile chiedere di essere aggiornati sulle novità del sito!
…a presto con le novità vere…
Speriamo.

….e ancora….


2007
06.13

Dopo questi recenti accadimenti mi aspetta qualche altra novità a breve, qualcuna piccola, qualcuna meno piccola, qualcuna grande e … forse qualcuna… molto grande.

Stanotte


2007
06.10

Ti ho sognata questa notte.
Si, è vero, è stata una notte di sogni strani, ho sognato anche di essere a scuola, tra l’altro in un’altra città, ma ti ho sognata.
Perché? Come fossi rifugio, dolcezza in cui riposarsi dopo la confusione dei giorni passati.
Ti ho sognata. Te.
Vorrei specchiarmi in te, fata.
E non ricordo nulla del sogno se non che stavo bene.

Poi d’un tratto mi sono svegliato.

Specchi e candele.


2007
06.09

Qualche giorno fa una mia cara amica (amica? Posso chiamarla amica? » un’amica? Ed è cara? .. va beh, non importa) scriveva
Forse è un’emozione che va tenuta dentro, seguita, nella mia testa soltanto, nello stomaco, cullata. Non ci sono parole per dirla e è troppo intensa per scriverla. Complessa, anche. [..] Probabilmente è anche perchè è così difficile riuscire a descrivere emozioni positive. Cioè belle. E’ così facile invece descrivere struggimenti, sensi di mancaza e dolori, emozioni nega-positive o solo negative. Invece qualcosa di bello è molto più difficile, complicato…banale.

L’emozione inesprimibile si esprime a pieno nello scrivere la propria incapacità di descriverla.

La felicità è lo stato che dovrebbe essere normale, per questo è così difficile esprimerlo.

Immagina di descrivere l’essere cieco, il non avere le gambe, il non avere la parola. Quanto potresti scriverne? Ore, pagine.
Ora prova a descrivere il vedere, l’avere le gambe, l’avere parola. La difficoltà è maggiore.

Parlare con un cieco ti fa capire come sia difficile per chi ha spiegare a chi non ha mentre risulta così semplice per chi non ha esprimere la propria mancanza.

Credo sia simile l’esprimere la felicità.
Felicità è avere qualcosa, tristezza è non avere felicità. L’energia è la felicità, la sua mancanza è la tristezza, come il calore è l’energia e il freddo solo la sua mancanza, o la luce è l’energia e il buio solo la sua mancanza.

Proprio perché la felicità è tale energia essa va alimentata, curata, “trattenuta”, onde evitare che si dissipi, che se ne vada lasciando il vuoto, in questo ricorda il calore, o ancor più la luce.

Hai mai provato ad accendere una candela al buio e vedere quanta poca luce faccia? Ma hai mai provato poi a circondarla di specchi in modo che questa luce si rifragga su di essi e vedere quanto la stessa luce possa essere più forte, più viva?
Noi siamo quella piccola candela, e noi per primi dobbiamo alimentare tale felicità, ma gli amici, gli affetti, gli amori sono questi specchi che ci aiutano a far si che quest’energia non vada sprecata nel vuoto, far si che non si dissipi senza scopo morendo in breve.