Archive for dicembre, 2007
Guarda Là
12.25
Guarda Là
- Edoardo Bennato – Kaiwanna (1985)/Afferrare una stella 2001
Guarda là – in quel punto – una luce si accende
è un pianeta che gioca col tempo
Guarda là – nel silenzio – una frase si perde
la risposta a tutti i perché
E chissà – se quel suono – è una musica vera
o uno scherzo della tua fantasia
Guarda là – questa sera – la finestra di sempre
tu ti affacci e domani chi è!…
Guarda là – nella pioggia che cade a settembre
c’è un’estate che non tornerà
Guarda là – questo amore che ci può far volare
e che forse non si fermerà mai
Non sono né un artista né un poeta.
12.23
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube,
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi mai si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine,
la mia fame e la mia sete.
La calamità è che la nube, la mia realtà,
anela di udire qualcun altro che dica:
“Non sei solo in questo mondo
ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu”
-Kahlil Gibran-
Irene Grandi
12.22
Irene grandi….
Irene grandi è una delle cantanti che più mi piace da sempre, ricordo di averne visto una foto tanti anni fa su Topolino!!! Si su Topolino! e così volevo ascoltarla e mi è piaciuta un sacco!
In questi giorni mi sono rimesso ad ascoltata, credo sia una delle migliori cantanti italiane in attività, una delle più belle voci, una delle cantanti con più carica e capace di vendersi un po’ ma non troppo mantenendo il suo spirito rock.
Almeno così pensavo, ho riascoltato un po’ di sue vecchie produzioni e di nuove, in particolare “BUM BUM” e “In vacanza (continua…)
L’arte italiana scompare dalla Rete
12.21
Roma – Pochi giorni fa il Ministro Rutelli ha annunciato il rientro nel nostro territorio di opere d’arte italiane trafugate e portate illegalmente all’estero. Dal 21 dicembre al 2 marzo, sessantotto manufatti d’epoca romana, greco-romana ed etrusca, avranno temporaneamente casa in una mostra al Quirinale, di ritorno dalle teche di prestigiosi musei e gallerie di tutto il mondo (tra i quali il Metropolitan di New York), per poi trovare collocazione nei più importanti musei della penisola.
L’intellighenzia italiana, con in prima fila il ministro Rutelli, si è felicitata e congratulata per quello che rappresenta indubbiamente un notevole successo per i beni culturali nostrani.
Queste opere però – e non solo queste – sono condannate da una misconosciuta legge italiana ad un limbo burocratico dal quale sarà ben difficile tirarle fuori, e che rischia di consegnarle all’oblio più completo.
Il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (che chiameremo Codice Urbani, dal nome del suo ispiratore), regola tutte le opere gestite da enti pubblici italiani, e sta creando non pochi problemi alla loro promozione nel mondo. Tale codice prevede il divieto assoluto di fotografare le opere in mancanza di un’autorizzazione dell’ente che le gestisce (museo, comune, ministero…). Per lo stesso motivo è vietata anche la riproduzione su internet.
Nel silenzio generale dei media, sotto la scure del Codice Urbani sono già passate l’Annunciazione di Leonardo, la Venere di Botticelli, il Bacco di Caravaggio ed altre notissime opere di Raffaello, Tiziano e Rembrandt: tutte scomparse dalla maggiore enciclopedia online del mondo. Ma non è tutto: altre decine e decine di fotografie di opere notissime stanno scomparendo proprio in questi giorni a causa della suddetta legge. E con loro, chissà quante altre nel silenzio di siti più piccoli spersi per la Rete.
Anche le opere appena recuperate rischiano la stessa sorte, con la tutto sommato piccola aggravante che il tempo per fotografarle è pure più ristretto. I reperti, infatti, dopo il breve periodo di permanenza al Quirinale, partiranno per le loro collocazioni definitive in musei e gallerie italiane. A chi volesse fotografarli per inviarne la foto alla nonna che vive in Svizzera, non resta che appostarsi davanti al Quirinale per intercettarli durante il loro ultimo viaggio verso la galera burocratica dei musei italiani (sempre che, com’è ovvio che sia, non siano già ora in gestione a un ente pubblico).
Il governo, interrogato sulla questione, ha recentemente confermato ufficialmente il ruolo e i poteri operativi di questa legge. Nella stessa dichiarazione, il sottosegretario ai beni culturali Andrea Marcucci ha chiarito incontrovertibilmente che anche la “Libertà di panorama” in Italia non esiste.
Riassumendo: non solo non è possibile fotografare le moderne opere architettoniche pubbliche, non è nemmeno possibile fotografare quadri e sculture di qualsiasi epoca presenti nel territorio italiano.
In una società sempre più pervasa dalla tecnologia e dall’immediatezza di comunicazione, dove la maggioranza delle informazioni viene acquisita online, l’Italia si chiude dietro a leggi burocratiche e farraginose che stanno facendo scomparire tutta la sua arte dal Web: coi danni che questo comporterà nel breve ma soprattutto nel lungo termine.
E ora c’è già chi pensa che le opere trafugate stessero molto meglio nei musei che, fino ad oggi, le hanno esposte molto più liberamente.
Nuove foto
12.20
Potete trovare qui delle nuove foto scattate da me.
Questa notte ne aggiungerò delle altre.
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Selva di Cadore: immagine
12.19
Freddo,
gelo.
e vuoto.
Eppure in lontananza i colori del calore del ricordo del tempo.
Vaghi tratti delle nubi rosse che lasceranno sempre traccia in questi luoghi.
E altrove.
E dentro.
Aspetto, niente altro che aspetto forse, ma aspetto.
Aspetto un ancora.
Aspetto un appiglio
vago tra monti
nelle albe vago
impreciso nell’aspetto.
Ma sto qui.
Ancora.
Selva di Cadore
12.18
Ho fatto una strana vacanza.
Dovevi esserci tu e non c’eri dove ti ho conosciuta.
C’erano amici, gente nuova, gente vecchia.
Scout, gente comune.
Mondo al rovescio.
Parlare con serietà con il più casinista ed apparentemente superficiale.
Filosofia, vita.
Sciare bene su monti senza neve, (continua…)
……
12.18
Il cavallo di legno
-Premiata Forneria Marconi – Ulisse (1997)-
Ho fatto un sogno lungo la mia strada
una lacrima non mi disseterà
ma almeno i sogni vada come vada
non si piegano a nessuna volontà
Ho sognato che la cosa più importante
non è chi sei ma quel che vuoi
e la Luna sembrava un diamante
e tu dentro un mondo più libero
correvi con noi
Ogni cuore batteva nell’anima accanto
e le voci formavano un coro soltanto
nell’aria nell’aria gridava
Noi siamo di noi Noi siamo di noi
Noi siamo di noi
Ogni cuore batteva con noi
e le voci cantavano
noi siamo di noi
Ma un cavallo di legno sta viaggiando
presto arriverà dentro la città
ci deve essere una breccia in questo mondo
certo si sarà
Nel ventre della terra ci sarà
nei cessi di stazione o sugli altari
tra i panni appesi ali vicoli quaggiù
…… nel tuo cuore di ragazza ……
Lungo la strada battuta dal vento
qualche notte mi sembra
di udire quel canto
nell’aria nell’aria che grida
Noi siamo di noi Noi siamo di noi
Noi siamo di noi
Ogni cuore batteva con noi
ogni cuore batteva nell’anima accanto
Ogni cuore batteva con noi
e le voci formavano un coro soltanto (continua…)