“Robert, c’è una creatura in te che io non ho la capacità di tirare fuori e neppure raggiungere. A volte ho la sensazione che tu esista da un’infinità di tempo e abbia vissuto in luoghi segreti che il resto di noi non si è mai neppure sognato. Mi spaventi, anche se con me sei gentile. Se non lottassi per mantenere il controllo quando sono con te, credo che potrei perdermi e non ritrovarmi mai più”
Seppure oscuramente, lui sapeva di cosa stava parlando, ma era a sua volta incapace di metterlo a fuoco. fin da bambino, quando viveva in una piccola città dell’Ohio, aveva avuto di questi pensieri vaghi, un malinconico senso del tragico combinato con una grande potenza fisica e intellettuale. Mentre gli altri ragazzini cantavano Row, Row, Row Your Boat, lui imparava la melodia e il testo inglese di una canzone da cabaret francese. (continua…)
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