Archive for gennaio, 2009

“La magia di Escher” a Verona: Palazzo Forti


2009
01.31

Dal 30 gennaio al 29 marzo 2009 Palazzo Forti ospita la mostra “La magia di Escher”
La Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti apre la stagione espositiva del nuovo anno con diversi appuntamenti.
A partire da venerdì 30 gennaio Palazzo Forti ospita, fino al 29 marzo 2009,  la mostra La magia di Escher, a cura di Federico Giudiceandrea,  dedicata a Maurits Cornelius Escher, l’artista olandese, morto nel 1972, noto per le sue straordinarie opere costruite sull’illusione e sull’immaginazione sviluppate attorno al ragionamento matematico. Litografie, incisioni e disegni vedono quasi sempre protagoniste costruzioni dalla prospettiva vertiginosa, scale ripide senza una fine, scenografie di mondi impossibili che tanto ricordano la pittura fiamminga che Escher amava.
La rassegna si inserisce nell’ambito di Infinita…mente, il festival dedicato ai temi dell’intelligenza artificiale e delle neuroscienze, ideato dall’Università di Verona in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona e il consorzio Verona Tuttintorno.

“Il Cammino dell’uomo” – Martin Buber (post modificato)


2009
01.31
“Il Cammino dell’uomo”, tratto da una conferenza del 1947 del filosofo Martin Buber (ebreo, vissuto in Austria, Ucraina, Germania, e Israele, morto a Gerusalemme nel 1965), è un piccolo libricino di circa sessanta pagine, in cui l’autore commenta alcuni insegnamenti chassidici, parlando di spiritualità con stile esemplarmente semplice.

Questo libro mi è stato regalato qualche settimana fa da una carissima amica che tanti anni fa era la mia animatrice del gruppo giovani, lo ritengo davvero bellissismo, tra l’altro a me piace molto il tipico modo di scrivere ebraico in cui vengono spesso aneddoti interessanti e ricchi di saggezza.
Come lascia intendere il titolo parla del cammino dell’uomo, aiuta a chiedersi “dove sono?” e a capire come ogni singola persona sia importante per quello che è. Aiuta a capire come non abbia senso cercare di essere qualcun altro ma che sia necessario essere proprio se sessi. Mostra come per cambiare il mondo e la propria situazione sia necessario proprio in primis cambiare se stessi, non i dettagli che ci girano attorno, non le piccolezze e i piccoli comportamenti, ma se stessi. Sempre restando e valorizzando ciò che già si è.
Da questo libro si capisce che tu sei importante per quello che sei, e che non devi affatto essere troppo diverso da quello che sei per realizzarti a pieno.

Hermann Hesse a Martin Buber scrisse

La nuova educazione del controllo via sms


2009
01.29

Si, lo so sono un po’ in ritardo su questa notizia ma in questi giorni ho avuto parecchio da fare, da scrivere e da sistemare in altri ambiti…

Lo aveva già annunciato lo scorso maggio e oggi il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha ribadito l’intenzione: entro un anno la stragrande maggioranza delle famiglie italiane potrà vedere on line la pagella scolastica dei propri ragazzi. Non solo. Ai genitori che lo desiderino, la scuola potrà mandare un sms per segnalare l’assenza del figlio. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini,

Con te partirò


2009
01.24


Le partenze son sempre istanti importanti, ma per quanti una partenza ha il significato che ha per te, per me, per tutti quelli della nostra specie?
Ma anche tra questi per quanti la partenza significa così forte quello che significa per te, e per me che invece in un pomeriggio d’estate, seduto attorno ad un cerchio al sentire la parola “diverso” ho deciso di partire diversamente?
Ricordo, penso ancora a cosa farei alla mia partenza certe volte, quali segni farei, penso a chi parte e penso “Io alla mia partenza farò…. ah…. no, non lo farò più oramai”.
Penso al simbolo che regalerei a te creandolo con le mie mani… quanto ci vorrebbe? Una settimana? Forse di più tra il cercare il materiale, definire il progetto per intero e il realizzare il tutto e poi?
E poi te lo darei e non importa la tua reazione.
Vorrei essere lì come a vedere un film, vedere scorrere le scene senza disturbare il tuo momento, senza esistere davvero lì, ma vedere il tuo sorriso, le tue lacrime che senza dubbio scorreranno, le lacrime degli altri, e gli abbracci, abbracci veri, abbracci di chi ti vuole bene, di chi ha condiviso con te gran parte della tua vita, di chi… chissà forse la condividerà ancora e forse no. Vedere il tuo genio e la tua poesia e la tua arte come avranno disegnato ogni istante, ogni segno, il luogo stesso, certamente tra le montagne e il lago, Malcesine? Forse si, se ti conosco un po’.
Finisce qui qualcosa, inizia qui qualcosa.
Prendi in mano la tua storia e traducila in qualcosa di concreto per il mondo. Sii sale della terra ora, vai, buona strada.

Il Giardino


2009
01.23

Il giardino è grande, grande davvero eppure…. eppure pian piano nell’erba due ricci si avvicinano tra loro.
Si allontanano, ognuno nella sua parte di giardino, ognuno con le sue cose.
Uno intento rotolar sulle foglie gialle e rosse autunnali, infilarle, raccoglierle, catalogarle, comporre nuovi disegni, nuove sculture e rappresentazioni, cammina, si muove un po’ goffo di qua e di là dondolando sulle zampette corte, pof pof pof… poi vede una foglia che gli piace, e ci rotola sopra, la porta alla sua tana e poi comincia a scuotersi (continua…)

Foto.


2009
01.21

Vorrei fare una foto, forse la foto di un ricordo, chissà, vorrei essere in grado di fare una foto, vorrei poter fare una foto.
Seduta in auto nella penombra, unica luce un lampione lontano, o forse i fari di un’auto di passaggio.
I capelli sono lunghi qualche ciuffo attraversa stancamente il viso, sono un po’ mossi, non molto. Nella semi luce si vede che sono chiari ma non ne è ben chiaro il colore, l’immagine è color seppia, quasi bianco e nero a causa dell’assenza di luce.
Nel bordo del vetro del finestrino aperto per metà la luce del lampione o di chissà di cosa si filtra e un po’ come in un prisma si allarga in un raggio, una linea che le taglia il volto, dalla fronte ampia e liscia, passa all’attaccatura del naso, accanto ad un occhio, (continua…)

Nuove foto online


2009
01.21

Avviso della presenza di nuove foto online nella mia sezione immagini su Schegge di Cristallo.

Questo ne è un piccolo esempio.

Edgar Poe


2009
01.19

“Mi hanno chiamato folle; ma non e’ ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell’intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell’intelletto in generale”.

Edgar Poe

Edgar Poe

Ricorre oggi, 19 Gennaio 2009 Il duecentenario della nascita di Edgar Poe.
Sono molto legato a lui come scrittore di poesia.
Di lui ancora molto di quanto si studia della sua vita è incerto, sbagliato o impreciso, di lui per molto ancora si parlerà e si scriverà. Precursore di molti venuti dopo, genio incompreso all’epoca, abbandonato e solo.

Edgar Poe, non Edgar Allan Poe. Lui avrebbe voluto essere ricordato con questo nome.

A..

Non m’importa che la mia terrena sorte
ben poco abbia di terreno in sè -
che anni d’amore così siano cancellati
nell’astio di un momento: -
a me non duole, o cara, che altri infelici,
di me siano più felici,
ma che tu abbia a soffrire per il mio destino,
che è solo quello d’un fuggitivo.

Quadri


2009
01.17

Non è facile talvolta osservare alcuni quadri, certe immagini così scomposte o compostamente prive di appigli, immagini in cui l’immagine trascende se stessa fino a confondere la mente e l’idea.
A volte diventa inutile incaponirsi, cercare di attribuire un significato che non sia emozione, dare un’interpretazione di ciò che l’autore pensava, di ciò che voleva trasmettere se qualcosa voleva trasmettere.
A volte la cosa migliore è fermarsi davanti al quadro e chiudere gli occhi, liberare ogni pensiero, riaprirli, allargare la vista, lasciarla annebbiare, riprenderne il controllo ed entrarvi dentro, entrare nel quadro. (continua…)

Io sono.


2009
01.17

Sono un illuso
-un illusore?-
Sono un sogno
-un sognatore?-
Un misto d’amore
-o di indifferenza-
e speranza
-o cinismo?
Sono tutto questo e nulla?
Chi o cosa sono?

Io lo so
-lo sai, lo sei-
Lo so chi sono
migliore di un tempo passato
-e inconsapevole-
peggiore di un tempo futuro
-e consapevole-
io sono e attendo
io suono e attendo

Io darò quel che posso,
sarò quel che posso.