Archive for febbraio, 2009

Faith No More Reunion!!!!


2009
02.26

The official statement from the band:

Faith No More has always stood out as some sort of unique beast; part dog, part cat–its music almost as schizophrenic as the personalities of its members. When it all worked, it worked really well, even if the chemistry was always volatile. Throughout our 17 years of existence, the mental and physical energy required to sustain this creature was considerable and relentless. Though amicable enough, when we finally split, we all followed paths seemingly destined to opposite ends of the universe.

Yet during the entire 10 years that have passed since our decision to break up we’ve experienced constant rumors and requests from fans and promoters alike. Nevertheless, for whatever reason, none of us kept in regular touch, much less to discuss any possibilities of getting together.

What’s changed is that this year, for the first time, we’ve all decided to sit down together and talk about it. And what we’ve discovered is that time has afforded us enough distance to look back on our years together through a clearer lens and made us realize that through all the hard work, the music still sounds good, and we are beginning to appreciate the fact that we might have actually done something right.

Meanwhile we find ourselves at a moment in time with zero label obligations, still young and strong enough to deliver a kickass set, with enthusiasm to not only revisit our past but possibly add something to the present. And so with this we’ve decided to hold our collective breaths and jump off this cliff….
BACK, GOD FORBID, INTO THE MONKEY CAGE!!!

We can only hope that the experience of playing together again will yield results erratic and unpredictable enough to live up to the legacy of FNM.
Who know where this will end or what it will bring up…only the future knows. But we are about to find out!

FAITH NO MORE are:
Mike Bordin, Roddy Bottum, Bill Gould, Jon Hudson and Mike Patton

Le belle di Disney!


2009
02.25
Le belle di Disney

Le belle di Disney

Evvia le ronde!


2009
02.22

Evvia le ronde! Si, finalmente avremo qualcuno che ci protegge, finalmente potremo sentirci sicuri nelle nostre città, finalmente le nostre figlie, ragazze, mogli, amiche e cugine non verranno più violentate, neanche quella passante lì che quei razzi stanno infastidendo, no.
Tutto questo mi sembra ridicolo.
Parto da un fatto accadutomi qualche tempo fa, non è la prima volta che mi capita di aiutare una ragazza derubata, o molestata ma questa è particolarmente indicativa riguardo all’utilità effettiva delle ronde.
Mi trvovavo sull’autobus, dalla stazione alle (continua…)

Thinking Day


2009
02.22

« Il modo vero di essere felici è rendere felici gli altri. Prova a lasciare questo mondo un po’ meglio di come l’hai trovato e, quando arriva il tuo momento per morire, tu puoi morire felice nel sentire che in ogni caso non hai perso il tuo tempo ma hai fatto del tuo meglio. »
B.P.

Il 22 febbraio di 152 anni fa a Paddingto nacque un uomo, un uomo semplice.
Era il 185 in famiglia e fra amici veniva chiamato Stephe ma il suo nome completo era Robert Stephenson Smyth Powell, il sesto figlio di otto del reverendo Baden Powell il quale morì però tre anni dopo.
Quando Robert aveva 12 anni, sua madre, con (continua…)

Auguriiiiiiii!!!!!!!


2009
02.19

Un buon non compleanno
un buon non compleanno
un buon non compleanno per noi
Un buon non compleanno a me a (continua…)

Re-Return to Facebook, i nostri diritti saranno suoi per sempre.


2009
02.18

Facebook fa marcia indietro
le licenze tornano agli utenti
In seguito alle critiche il social network reintegra le vecchie disposizioni: foto e multimedia restano agli iscritti nonostante la cancellazione dell’account

Facebook fa marcia indietro le licenze tornano agli utenti

Non sono bastate le spiegazioni. Contro l’ira degli utenti di Facebook, minacciati da una restrizione alle licenze che avrebbe reso il social network padrone (continua…)

Return to Facebook, i nostri diritti saranno suoi per sempre.


2009
02.18

Roma – Facebook non attenta al diritto d’autore dei netizen, non intende appropriarsi delle loro vite online, né arrogarsi inquietanti diritti sui contenuti postati. Le modifiche alle condizioni di utilizzo del servizio, spiegano da Facebook, sono da imputare alla realtà contingente: se l’utente abbandona il social network, la piattaforma non può assicurare la rimozione dei contenuti che lui stesso ha disseminato fra i nodi della propria rete sociale.

L’apprensione era montata nei giorni scorsi. Una modifica ai terms of service stabiliva che, oltre a detenere una licenza perpetua, irrevocabile e trasferibile che consente ai gestori della piattaforma di fare ciò che vogliono dei contenuti postati dagli utenti, Facebook si sarebbe riservato di conservare i contenuti postati dai netizen che avessero disattivato il proprio account.

Se la licenza che Facebook detiene sui contenuti pubblicati era già parte del precedente contratto con l’utente e sembra costituire uno standard presso i fornitori di servizi che operano online, viene ora a mancare la disposizione con cui Facebook assicurava al netizen la possibilità di rimuovere in qualsiasi momento il materiale postato, una rimozione che avrebbe automaticamente fatto decadere tutti i diritti di sfruttamento che la piattaforma rivendicava sui contenuti.


Facebook cessa ora di informare l’utente dello status dei contenuti che rimangono depositati nei server anche dopo l’abbandono della piattaforma: le speculazioni si sono affollate online, al di qua e al di là dell’oceano. Fra i cittadini della rete erano in molti a temere che il contratto con Facebook equivalesse a consegnare tutta la propria vita online alla piattaforma, che avrebbe potuto disporre a proprio piacimento di dati e contenuti. I gruppi organizzati con lo scopo di catalizzare il dissenso sono proliferati sulle stesse pagine del social network che sarebbe responsabile di vampirizzare la vita online dei cittadini della rete.

Mark Zuckerberg, a capo di Facebook, è intervenuto sul blog ufficiale del servizio per placare i tumulti. “La nostra filosofia – così rassicura i netizen – prevede che le persone possiedano le loro informazioni e che siano loro a decidere con chi condividerle”. Perché Facebook dovrebbe trattenere queste informazioni fino alla fine dei tempi? “Quando una persona condivide qualcosa come un messaggio con un amico, si creano due copie di quella informazione: una nella sua posta inviata e una nella casella di posta in arrivo dell’amico”. Anche qualora un utente decidesse di non fruire più del servizio, non si potrebbe imporre al destinatario del messaggio di rimuovere la comunicazione che ha ricevuto dalla persona che ha serrato l’account.

Nessun intento spionistico, nessuna cospirazione pubblicitaria. Zuckerberg chiarisce che Facebook non approfitterà delle informazioni ricevute dagli amici di coloro che hanno rinunciato a partecipare: la licenza serve a Facebook semplicemente per continuare a garantire agli amici iscritti la possibilità di accedere alle informazioni che gli amici rimossi hanno condiviso con loro e che eventualmente si fossero diffuse in maniera virale.

Sono questioni importanti e intricate, ricorda Zuckerberg: coesistono le istanze di coloro che esigono il controllo sui propri dati e le istanze di coloro che vorrebbero disseminare dati e informazioni altrui presso altri utenti e altri servizi, coesistono le istanze di coloro che considerano Facebook come una vetrina e di coloro che considerano Facebook come uno strumento di comunicazione fra persone che si conoscono. Zuckerberg chiede agli utenti di avere fiducia.

Gaia Bottà

Fonte: Punto Informatico

Facebook, i nostri diritti saranno suoi per sempre.


2009
02.17

di Antonio Dini | 17-02-2009

Il più popolare social network al mondo cambia politica. Da oggi tutti i dati e le informazioni che gli utenti caricano nel loro profilo, foto comprese, resteranno per sempre di proprietà dell’azienda anche quando si volesse cancellare la propria identità online.

In questi giorni ha compiuto cinque anni e si è regalato un’altra polemica. Facebook, il social network più famoso del momento e che sta definendo un’epoca, ha infatti annunciato nei giorni scorsi di aver cambiato “giusto un attimo” le norme che regolano l’accordo con gli utenti del servizio. E il cambiamento sta provocando un’esplosione di polemiche in rete.

Il punto centrale è la gestione dei contenuti. Tutti i social network e tutte le aziende digitali “Web 2.0″ sono basate sul concetto che i contenuti vengono prodotti dagli utenti. A partire da Second Life, paradigma (adesso passato in secondo piano, per fortuna) del mondo generato dagli utenti che pagano solo per il privilegio di esserci, fino a Facebook, sorta di Ikea del social networking, dove tutti hanno spazi più o meno uguali da arredare con le proprie immagini e i commenti scritti muro a muro.

Cosa succede però a quei contenuti quando qualcuno decide di averne avuto abbastanza e di volersene andare? Non è come sparecchiare e tornarsene a casa propria, perché secondo il nuovo regolamento di Facebook, adesso i contenuti caricati sul social network non appartengono più al singolo ma al network stesso, cioè a Facebook.

È il volere di Mark Zuckeberg il discusso fondatore di Facebook, il ragazzino prodigio che ha pagato alcuni milioni di dollari a qualche compagno di scuola che l’accusava di aver fondato Facebook copiando loro idee e mettendo così a tacere non solo l’ipotesi di copia ma anche l’idea che inventare e creare sia meglio che copiare (gli ex compagni di scuola adesso si sono pagati la pensione con un’idea che non hanno mai provato a realizzare, mentre Zuckeberg ha dimostrato che non è necessario essere creativi ma basta copiare con determinazione per avere successo). Una vicenda complicata, non alla portata della comprensione di tutti gli utenti ma che sta facendo rumore in rete.

L’etica del capitalismo, lo spirito della rete: cioè il desiderio di far soldi (in maniera oscena, considerando la ricchezza costruita sui contenuti prodotti da altri di Google, Facebook e via dicendo: almeno Bill Gates il suo software a codice chiuso se lo produce da sé) e quello di contribuire in effetti alla crescita dell’economia digitale. La valutazione di Facebook è secondo alcuni sproporzionata rispetto al suo reale valore.

Si parla di miliardi di dollari. Soprattutto, se ne parla senza avere una idea di come si producano gli introiti che giustifichino il valore dell’azienda se non vendendo tutte le informazioni e i contenuti prodotti da e sugli utenti del servizio a terzi. Ma anche così, c’è chi comincia a dubitare che si riuscirebbe mai a produrre anche solo una parte della ricchezza stimata per Facebook: 175 milioni di utenti nel mondo (8 in Italia, tutto stimato), 300 milioni di dollari di fatturato nel 2008 (stimati, in crescita), un valore dell’azienda Facebook stimato fra i 3,75 e 5 miliardi di dollari, secondo il settimanale economico statunitense BusinessWeek.

FONTE MACCITYNET

Luce Chiara


2009
02.15

Luce Chiara
15/02/2009

Osservo il tuo sguardo
lucido di lacrime
gioia
comprensione
sogni
osservo il tuo sguardo che osserva a sua volta
dentro te
come fosse dentro me osservarti

E poi…
e poi d’un tratto dal banale si entra in qualcosa che è nubi
ed è cielo ed è montagna e i fiori che la popolano
e luci
e colori
e neve
e prati
e tutto
e tutto ciò che è contraddizione stessa del tutto
tutto e ciò che ancora si scontra con l’esistenza
e ciò che non esiste si trova ad essere tutto ciò che è e che ha senso
tutto ciò che credevo realtà si capovolge
tutto ciò che un giorno prima era il mio essere diviene il non essere, il perdere me stesso
tutto ciò che era il mio fuggire diviene il mio divenire
d’un tratto il cielo diventa mare e il mare cielo,
la terra innevata diviene nube bianca, le rosse nubi fiori, i fiori stelle
ed io a testa in giù cammino sulle mani e rido,
rido ancora un po’ prima di saltare verso un cielo di nubi sparse,
prima di saltare tra fiori e stelle
e foglie e lucciole che erano prima stelle
e farfalle che eran prima foglie
e immagini di quadri che ora sono realtà e luoghi divenuti immagini
e sogni.
Rido ancora un po’ prima di saltare e nuovamente vivere
quel che non è sogno, non è realtà, ne immaginazione ne sentimento.
Rido un po’ e poi vivo.
Quel che è certo qui, è che vivo.

Ho imparato a sognare.


2009
02.11

Ho imparato a sognare, e a rincorrere i sogni.
Ho imparato a sognare e non smetterò mai più.

Ho Imparato A Sognare
-Negrita-

Ho imparato a sognare,
che non (continua…)