Archive for the ‘Libri’ Category

I giochi del caso


2008
03.26

Come noterete in alto a destra compaiono delle frasi a caso… non sono a caso, le ho scelte io, sono frasi che sono parte di me, servono a me per ricordar chi sono, servono a voi per impararlo un po’.
Mi è appena comparsa questa

“La tua opera, Johannes… prima di scriverla dovresti viverla.”
“E’ vero”, disse Johannes. “Non ci avevo mai pensato. Non avevo nemmeno pensato che vivere potesse essere utile.”
“Eppure io so come rendere interessante la tua vita”.
“Ah sì? E come?”
“Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto.”
“E dov’è, questa parte di sogno?”
“Un po’ dovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te!”

Da “Il violino Nero

Grazie per chi mi ha prestato questo libro anni fa, e grazie delle notti passate a Brescia leggendolo in fuga.
Ci stavo ripensando oggi, credo tornerò a comprarlo.

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Le ali del tempo.


2007
11.11

“Quando un disegnatore è alle prese con un problema, s’impegna fino ad esaurire tutte le proprie forze. Crolla. S’assopisce. Dorme. E all’improvviso, ecco la soluzione! La scarabocchia su una busta. un qualsiasi pezzetto di carta che ha sottomano, ed ecco sistemato il suo problema. Da dove pensi che arrivino le risposte?”
[..]
“I disegnatori migliori sono quelli che sanno quando smettere di arrovellarsi e si rilassano permettendo a un nuovo progetto di affidarsi alle loro mano per arrivare sulla carta”

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Ricordo bene il suo sguardo.


2007
08.22

Ricordo bene il suo sguardo.
Attraversa ancora la mia anima
Come una scia di fuoco nella notte.
Ricordo bene il suo sguardo. Il resto…
Sì, il resto è solo una parvenza di vita.

Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona.
Ho guardato le vetrine spensieratamente
E non ho incontrato amici con i quali parlare.
D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste,
così triste che mi è parso di non poter
vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi,
ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.

Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona.
Mi duole vivere in una situazione di disagio.
Debbono esserci isole verso il sud delle cose
Dove soffrire è qualcosa di più dolce,
dove vivere costa meno al pensiero,
e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole
e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali
né al giorno del mese o della settimana che è oggi.

Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale
che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.

Da Poesie Inedite di Fernando Pessoa

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La Storia Infinita


2007
08.22

Si!!!! L’ho trovato!!!!!
Ho trovato qualcuno che ha la versione originale del libro de La Storia Infinita!!!
Lo cercavo da tantissimo!!!!

Grazie grazie grazie!!!!!!!!

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Notizia 2


2007
07.02

Come anticipato precedentemente…. ecco un’altra !

Il mio secondo libro è in !
Tiratura iniziale 2.000 copie, verrà inviato a dei critici per valutare una estensione a livello europeo dell’opera, con traduzione!

Evvai!

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Il cammino.


2007
06.24
La vita.
Non è forse un cammino, interiore ed esteriore?
Oggi, ieri, ho camminato molto, viaggio esteriore ed interiore.
Con amici.
La fatica, il sudore che scende, la tua acqua che finisce, un amico ti porge la sua, e si riprende, ancora, in salita, dove non vedi nulla, dove pian piano cominci a veder e il panorama di ciò che hai passato dietro, dove poi cominci a veder finalmente una meta.
E poi sei lì. Chi ha camminato sul serio e faticato, chi per un motivo o l’alto ha preso la seggiovia, che importa?
Sei lì, lassù. E con gli altri puoi ridere del mondo, di quei puntini accaldati che neppure riesci a scorgere là lontano, tra il lago ed altri monti, nella pianura sconfinata, ovunque attorno a te, ma sotto di te.
E osservare lontano il mondo che hai abbandonato, almeno per un po’, osservarlo con attorno Il “Nessun dorma” che impera. E poi… il vento che rinfresca, quasi il freddo, e il sole.
Consumare un pasto tra amici con i in sottofondo e ridere, e parlare, e confrontarsi, come il mondo la sotto non esistesse più.Scoprire una biblioteca, Gibran, Prevert, , Dickens, Dumas, Freud, Kipling, Poe, Hamingway, Nietzche, Shakespeare, , sulle storie delle religioni, di tutte le religioni, c’è saggezza.Ti viene alla mente qualcuno da poco conosciuto, pian piano, il volerlo scoprire un po’ di più, e guardare un tramonto, le luci delle città dall’alto di un monte e pensare al desiderio soffuso e diffuso di incontrarlo ancora.
Presto.
In questi giorni un po’ del tuo futuro si sta scrivendo, decidendo, pianificando e vorresti condividerlo mentre osservi le luci della città sotto che il monte va lentamente a dormire e sopra le luci di stelle che invece staranno tutta la notte a proteggerti.
E il giorno dopo tornare a casa, accaldato e felice, un po’ più vivo, un po’ più vero, un po’ più te.
E un po’ più cotto.
Ho camminato, cammino esteriore ed interiore, ho pensato a scelte, al futuro.
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Contrapposizioni …..infine ecco la "fine".


2007
05.14

Contrapposizioni, Il Filo Edizioni è il mio primo libro edito. Vincitore di una targa e un diploma di merito al Premio Internazionale di “San Domenichino” Città di Massa è in fine giunto a scadenza del contratto.

Sarà reperibile nelle principali librerie di Verona (in particolare da Gheduzzi e al Gelso) e ordinabile in tutte le librerie italiane ancora per qualche settimana e poi non ne sarà più garantita la reperibilità.

Dalla Prefazione:
Stefano Giolo osserva la vita attraverso un caleidoscopio di poesia che riporta le immagini di un mondo complesso. La vita appare nei suoi versi come il teatro dalle apparenti contraddizioni, in un palcoscenico di carta Stefano Giolo mette in scena l’assurdo che regola la percezione dell’essere ingabbiandola a priori in griglie di senso prestabilite. Una silloge fatta di vetri che come echi di pensieri s’infrangono nell’anima riflettendo e ricomponendo una realtè nascosta, della quale egli tenta di rivelare le profonde contraddizioni intrinseche ai diversi punti di osservazioni che si decide di adottare per comprenderla. E di svelarne la bellezza, quella che arriva improvvisa dalla vita, e che ci trova spesso impreparati di fronte a noi stessi.

Un articolo de “L’Arena” il quotidiano di Verona:

La silloge del giovane musicista alla Gheduzzi «» nella poesia di Giolo Prima di tutto il ritmo. Chissà se è un caso che il giovanissimo Stefano Giolo, veronese, classe 1982, suoni il sassofono nel gruppo latin rock jazz «Raku Quintet»: la sua prima prova poetica, intitolata «» (Edizioni Il Filo, pp. 103, euro 12), sembrerebbe proprio smentire la casualità. Si tratta infatti di un’agile raccolta dai tempi più vari che si caratterizza e che trova il suo elemento unificante nella musicalità: intesa non nel senso di una scelta metrica precisa, quanto come «orecchio», come naturale talento che il giovane poeta rivela nell’accostamento di termini che, vicini, producono di per sé una suggestione. Ce lo lascia intendere del resto l’autore stesso, nel capitolo VIII, che si intitola «Poesia. Per me». Vi leggiamo: «C’è qualcosa nell’aria questa sera. Ho voglia di scrivere, un po’ soffrire, senza dolore, come amare, senza dormire, come stare in un prato di notte sotto le stelle e sentire il respiro del mondo…». C’è un senso di trascinamento nelle parole, come se l’autore volesse farci intendere che questo per lui è poesia: un affidarsi delle cose ai suoni. Le cose infatti appaiono a Giolo come «», la realtà è tensione tra sentimenti contrastanti, di cui è difficile intuire il senso e il destino. Nel suo lavoro giustamente Valentina Scacchi nella Prefazione che apre il volume afferma che in queste liriche «la vita appare come il teatro delle apparenti contraddizioni, in un palcoscenico di carta. Stefano Giolo mette in scena l’assurdo che regola la percezione dell’essere…Un sentimento di vertigine pervade questi versi che tentano di spiccare il volo ma sentono il peso della loro costrizione a terra». La , il respiro segreto della parola o, meglio, dell’incrociarsi delle parole, diventa la via necessaria a ridare un senso, un ordine alla realtà. E, nello stesso tempo, si pone come strumento in grado di liberare la lingua, a sua volta vittima della contraddizione inscritta nella vita, dalla non autenticità cui oggi è costretta: dulice liberazione dunque, la scrittura poetica, dalla prigione dell’esistenza ma anche dallo schematismo di scritture omologate. La ricerca di verità risulta per altro dominante anche nei contenuti: lo vediamo bene nella parte finale della raccolta, per esempio nella lirica, bellissima, intitolata Mirco, dove l’iterazione degli stessi termini scandisce l’autenticità della disperazione. O ancora in Elena, dove la brevità secca e aspra dei versi racconta l’asciuttezza impietrita del dolore di un’assenza. A riprova vale ancora quanto afferma il poeta. Quando parla di poesia, intesa anche come arte e dunque, in generale, come ispirazione, Giolo scrive infatti «contraddizioni assurde che per contraddizione/ spiegano la realtà/ perdendo allora la contraddittorietà». Il libro, premiato con una targa e un diploma di merito al concorso letterario internazionale «San Domenichino- Città di Massa», verrà presentato domani, venerdì, alle 18,30 alla libreria Gheduzzi-Giubbe Rosse in Corso Sant’Anastasia.
-Alessandra Galetto-

Voglio riportare ancora una volta i ringraziamenti che compaiono alla fine del libro
Per questo mio figlio voglio sentitamente ringraziare Assunta Reffi  che è stata per due anni, mia insegnante di lettere. Mi ha incoraggiato dopo la lettura di “Amore & Pioggia” ed è per i suoi complimenti, probabilmente, che ho continuato a scrivere. Voglio ringraziare anche Manuela, altra mia insegnante per non avermi in alcun modo spinto, per non aver creduto in me, per aver spinto il mio orgoglio verso il dimostrare che si sbagliava.

Ringrazio chi mi ha ispirato e chi crede in questo progetto e tutti gli artisti di (www.scheggedicristallo.com).
Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine in questi anni e tutte le persone che ho incontrato per caso, per pochi istanti o a lungo, che mi hanno ispirato, spinto, frenato, amato, ferito, curato, che mi hanno dato motivo di scrivere.
Ringrazio i sassi sulla riva dell’Adige e il ponte di Castel Vecchio, con i suoi scorci di Verona. Ringrazio chi me li ha fatti amare.

In fine trovo doveroso aggiungere un ringraziamento al Bencio che mi ha fatto scoprire questa casa editrice, Valentina  della casa editrice stessa che con la sua simpatia mi ha accompagnato in questi due anni tra i meandri dei concorsi letterari, tutti quelli che hanno acquistato (o che lo faranno in queste settimane) il libro in tutta Italia, Mari che mi ha aiutato nella stesura definitiva, e chiunque mi abbia fornito una critica positiva o non di ciò che ho scritto.
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Cercasi collaborazioni.


2007
05.08

Lo scrivo qua….
so che non troverò probabilmente ciò che cerco ma cerco due cose.
La prima è un illustratore\trice, potrebbe essere ad esempio che ci sia la possibilità… che so…. di realizzare una produzione a livello europeo con l’illustrazione di una silloge. Altro al momento non posso dire.
La seconda è un batterista (valuto anche altri componenti) in grado di spaziare tra l’hard rock e il jazz per realizzare un gruppo con sonorità analoghe a quelle dei Faith No More ma con influenze progressive e jazz.

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Facciamo un giochino


2007
05.04
Cari i miei “numerosissssssimi” e “affezionatissssimi” lettori, facciamo un giochino.
Fingiamo ad esempio che questa mattina mi sia arrivata una proposta editoriale. Io ho scritto tante cose negli ultimi anni, alcune di qualità decente alcune che onestamente non varrebbero una pubblicazione cartacea. Fingiamo mi propongano carta bianca sul “sa pubblicarsi”, e supponiamo pure che io abbia pure pochi giorni per decidere il materiale da mandare.
Cosa potrei pubblicare? Una delle sillogi già “preconfezionate” (Luna nuova, Rupe, Dei Sassi Della Riva Dell’Adige, Ritratti ovviamente riveduta, ripulita e corretta prima della pubblicazione), una commistione tra le varie sillogi con i pezzi di qualche tematica particolare, un nuovo percorso con alcuni dei pezzi migliori tirati fuori qua e là, una raccolta senza alcun filo conduttore?
Infine supponiamo che nell’eventualità ci fosse una pubblicazione dell’opera effettiva ci sarebbe il vostro nome nei ringraziamenti.
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…si continua…


2007
04.18
Dopo queste ecco una nuova FotoPoesia sempre ovviamente uscita dalla collaborazione tra me e Francesco in questa come promesso è stato valorizzato maggiormente il volto di Lara, la “nostra modella” che ancora ringrazio. Inoltre è online anche la mia nuova silloge Ritratti lo stile è un po’ diverso dalle mie ultime produzioni e dal mio solito (per chi mi conosce bene), soprattutto per quanto riguarda il tipo di filo conduttore, vi auguro una buona lettura se vorrete affrontarla.
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