Archive for the ‘Filosoffiando?’ Category

Assenza


2011
10.11

Surivived to night, I may going down pensandoti.
E ai momenti passati accanto seppur brevi intensi.
Tutto questo scatenato da un : l’assenza.

Non esiste nulla più forte del sentire la mancanza non per la distanza, non per il tempo ma per l’assenza.
Sono tante le persone della mia che non ci sono.
“Non ci sono” non “sono lontane”, “non so dove sono” o “non ci sono più”.
Non ci sono.
Quando di una persona si perde il contatto, ogni contatto, ogni modo di trovare un contatto, in qualche modo cessa di esistere, peggio del modo in cui cessa chi muore perché è talmente assente che non sai neppure se sia vivo o morto, se sia. Chi sia.
Capita, è la vita, e sono tante le persone scomparse così, nella vita di ognuno, dal compagno di asilo all’ex collega e non mancano, non sono e non mancano.
Ma qualcuna di queste però e, una in pericolare per me, è qualcosa, è molto, è più di un pugno nello stomaco, è assente. Non so più dov’è, chi è, se è viva o morta, se mai lo saprò, non so. E questa assenza, questa impossibilità di qualsiasi cosa è così priva di qualsiasi essenza da essere un buco nero. Vuoto. Silenzioso ma presente.
E questo impedisce di non essere.
Impedisce.

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Sull'esistenza dell'anima (spiegazione per induzione)


2011
05.05

Giorni fa riflettevo sull’anima. Se esiste, dov’è, come dimostrarne l’esistenza o quantomeno come averne una percezione, una teoria che la renda più vicina, più reale.
Dire che non esiste è semplice, basta dire “io non ci credo”, “non ce ne sono prove”, “non l’ho mai vista” quindi risulta francamente poco stimolante come operazione.

Ammetto che in realtà questa ricerca è partita anni prima quando volevo ” che sarebbe una enorme teoria filosofica sulla , trasversale alle diverse religioni e culture, teoria che poi ho accantonato in attesa di risolvere alcune contraddizioni. Una di queste era la convivenza tra materiale e immateriale, insomma qualcosa alla base dell’esistenza dell’anima e di Dio.
Una delle parti di “pensiero” è quella relativa al Ka, una sorta di destino fatto di vettori che trascinano gli eventi in determinate direzioni. Negli anni da quando ho iniziato a ragionarvi ad oggi ho letto diversi libri inerenti e soprattutto non inerenti all’argomento, alcuni nel tempo, pian piano mi hanno fatto arrivare ad una visione nuova sull’esistenza dell’anima.

Non sarà facile spiegarlo ma ci proverò. (continua…)

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Piangi. Piangi con un sorriso.


2010
12.20

Ho ascoltato una canzone qualche tempo fa, “Cry With A Smile” degli After Forever, non ha molto a che fare con quanto voglio , il testo è più un infarcitura di clichè emo-gothic per quanto la trovi una canzone musicalmente e stilisticamente di un buon livello.
Quasi quasi giù in fondo ne lascio così, a tributo, una versione ascoltabile così… dovesse interessare.
Ma di cos’era quindi che volevo parlare?!

Piangi. Piangi con un sorriso.
Si sente dire spesso in giro “non serve a nulla piangere”, “io non so più piangere”, “cerco sempre di non piangere”, “non piangere per lui/lei”, “lui/lei non vorrebe che tu piangessi”, “non piangere, su, pensa a come è stato bello”, “Ehi guarda che stupido, piango/piangi”, “Non piangere per me”. Nei vari clichè della modernità semidepressa emo e adolescenziale si parla invece spesso di sorridere piangendo, di sorrisi, tristi, di piangere con un sorriso.
Piangi. Si, piangi. Ti dico di piangere. Di piangere più che puoi, di buttare fuori tutto quello che devi buttare fuori, di sputare l’anima, di non trattenere neppure una lacrima fino all’ultima e a quella dopo. Piangi. Piangi con un sorriso.
Ma non è questione di fare i (continua…)

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Il mio mondo di scrivere è cambiato.


2010
09.05

Il mio mondo di è cambiato, si il mondo non il modo.
Accorgermene è stato quasi improvviso, quasi in quanto in realtà sotto sotto me ne stavo accorgendo da anni.

Ho scritto diversi libri, quelli che ho completato sono tutti di . Ho pubblicato “Contrapposizioni” che in quel momento era il meglio di ciò che avevo ma che pecca a tratti dei difetti della gioventù, ho tentato poi di pubblicare “Ritratti” che nonostante sia ormai datato a rileggerlo mi emoziona ancora, è ricco di citazioni, cita ognuno degli altri libri che ho scritto e mai pubblicato, contenine significati più o meno nascosti nei meandri delle frasi, come e meglio di “Contrapposizioni“, e soprattutto contiene tanto, tanto me. Ho cercato di pubblicarlo ma ho avuto solo problemi, tanto da dovermi rivolgere ad avvocati. Ci proverò ancora, lo so già,
Poi… finito ho cominciato a dire che scrivo poco, che non scrivo più. Ho scritto altre poesie ma in modo inorganico, ne ho scritte alcune che sono tra le più belle che ho scritto, sono riuscito a esprimere concetti che volevo esprimere da anni ma… la poesia stava calando.

Scrivere è un po’ come l’amore, quando sei adolescente ami con un intensità, un calore, una forza innate, non esiste che l’amore nasca nei meandri della mente e si insinui, l’amore quando sei adolescente arriva come un tram in corsa e ti colpisce portandoti via in un istante e poi… e poi chissà spesso lo perdi alla prima fermata, o ti perde lui. Col passare del tempo l’amore cambia, non è meno intenso, è solo diverso, l’amore quando cresci un po’ comincia ad essere meno impetuoso ma più stabile, non ci sono giorni in cui ami alla follia e giorni in cui non ami affatto, ci sono giorni in cui ami, ami sempre non ci sono più i giorni in cui ti strappi l’anima ma non ci sono neppure quelli in cui lasceresti perdere tutto per una discussione.
Controlli di più le sensazioni e apprezzi di (continua…)

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Dai tempo al tempo senza che il tempo porti via il tuo tempo.


2010
08.23

Dai tempo al tempo senza che il tempo porti via il tuo tempo.

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Fogli


2010
07.24

Fogli, carta bianco giallastra di un quaderno con la copertina nera.
Parole vergate di nero in fretta o lentamente,
seguirne la velocità, comprenderne i dubbi,
l’animo,
i .

Non credo ci sia nulla come una lettera di carta, un quaderno scritto per te, nel tempo, in quanto tempo ci vuole, ragionato, ricco di cancellature.
Vorrei fare un filmato di come scrivo al computer, forse sarebbe l’unica soluzione per rendere davvero soddisfacente la scrittura sul web.

Tanti anni or sono, prima dei bLog (andrebbe con la L maiuscola… viene da Web Log) prima di Skype, di MSN, mySpace, Facebook, quando ICQ si stava espandendo questo aveva un sistema di scrittura oggi considerato bizzarro.
ICQ non è altro (perché esiste ancora) che un sistema di messaggistica immediata analogo a MSN, Skype e gli altri, ma all’epoca aveva una funzione di chat che permetteva di vedere in tempo reale quello che scriveva l’altra persona.
Lettera per lettera.
Vedevi se faceva un errore e tornava indietro, si leggevano le indecisioni, le insicurezze, se entrambi scrivevano entrambi si leggevano contemporaneamente, in due parti diverse delle finestre.
Si perdeva lo scripta manent? No! Perché nei log restava la scrittura come era stata fatta, potevi rivedere come l’altro aveva scritto, non solo COSA ma COME, QUANDO, velocemente o lentamente, o in modo sicuro, o insicuro, vedere le cancellature, era uno vivo, forse addirittura più vivo della carta, uno dialogando, uno senza le incomprensioni che le chat e gli sms portano ora, era uno simile al parlare dove scrivi in diretta senza minuti di pausa di riflessione, uno più nudi, più veri, più vivi.
Ecco mi manca.
Mi manca almeno per scrivere con le persone che amo, con le persone con cui vorrei condividere i miei istanti ma vivono lontane, con le persone con cui non posso parlare ogni volta che voglio e che non hanno il tempo di scrivere lettere di carta, di carta vera e parole e con cui non posso vivere di sorrisi, di voce e di sguardi.

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Ricordi di ricordi di ricordi di ricordi di ricordi di ricordi


2010
07.24

Ci sono momenti che restano trasversali alla .

Incroci qualcosa, qualcuno, una persona, la incroci in un momento della tua vita, come un linea trasversale alla tua, come un vettore che si incrocia.

Cambia la tua vita? No, non è cambiato nulla, ma è cambiato tutto.
Non si torna indietro. Non si torna indietro a prima di questo incontro, ma non si torna indietro neppure al momento in cui è stato.
Non si torna mai indietro  e basta.

Eppure alcune parole, alcuni istanti, alcuni scambi fanno rivivere ancora, e ancora, e ancora i sogni le sensazioni i sentimenti i colori le luci gli odori di allora, la pista, il sole, la tangibile mancanza di un fuoco che sarebbe bello ci fosse stato, la comprensione profonda di sconosciuti, di vite parallele, una vita parallela alla mia accanto alla vita parallela di qualcun altro che viveva come me una vita parallela alla propria. Incroci di vite parallele e paradossi, scontri incontri, ed anime che si sfiorano, si girano attorno, si osservano come gatti a coda alta e poi d’un tratto torna la vita reale, quella che non è più, o quella che è ancora, quella che è sempre stata ma che non è più quel che era, un’orchidea.
Ma restano ancora
vite parallele che non si incontreranno
forse
all’infinito.

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La ricerca: i più intelligenti non tradiscono, chi lo fa è meno evoluto


2010
03.05

La ricerca: i più intelligenti non tradiscono, chi lo fa è meno evoluto

Le coppie – L’ultimo saggio di Satoshi Kanazawa, della London School of Economics

Se gli economisti studiano l’infedeltà

La ricerca: i più intelligenti non tradiscono, chi lo fa è meno evoluto

Davvero più un uomo è infedele, più è fesso? Sul serio i monogami hanno un quoziente intellettivo più alto dei playboy? Se è vero, in Italia siamo messi male. Se la teoria del professor Satoshi Kanazawa venisse confermata, fornirebbe una possibile (seppur parziale) spiegazione degli attuali guai nazionali. Si potrebbero serenamente incolpare gli uomini della nostra classe dirigente (cioè quasi tutta la nostra classe dirigente). Sono in maggioranza donnaioli, qualcuno si appassiona ai trans, sono comunque poco fedeli. A volte se ne vantano; spessissimo vengono giustificati e ammirati.

Il maschio femminaro (nell’inconscio collettivo e ultimamente anche nel conscio) è percepito come più potente e abile dei monogami; in molti casi viene scelto come capo. In troppi casi, viene blandito con offerte di femmine (magari consenzienti, ma non in un ruolo entusiasmante) che diventano merce di scambio tra grandi fedifraghi. Purtroppo, sostiene Kanazawa, oggi come oggi meno un uomo è fedele, meno è intelligente. Il suo ultimo saggio (pubblicato sulla rivista Social Psychology Quarterly) sarà probabilmente impopolare dalle nostre parti, ma tant’è. Il professore di psicologia dell’evoluzione alla London School of Economics sostiene che gli uomini sono sempre stati «leggermente poligami». Ora però in molti «entrano volontariamente in una relazione sessualmente esclusiva». Il che è una « evolutiva». Sono i più intelligenti ad adottare queste ; e a diventare «più evoluti» (gli eroi delle riviste e dei siti di pettegolezzi non sono tanto evoluti, allora; qualcuno/a lo sospettava). Conclusione di Kanazawa: gli uomini che non riescono ad adattarsi, che cedono alle tentazioni e tradiscono sono probabilmente più stupidi. Mentre i più svegli «sono in grado di capire il valore della fedeltà» (non ci sono molti maschi svegli nei reality, e in altri ambienti; anche questo lo temevamo).

Kanazawa non diventerà un’icona culturale dei latin lover, è evidente. Ma susciterà qualche simpatia tra le donne non impeccabili. L’equazione «infedele uguale scemo» al femminile non funziona. Alle donne è sempre stato chiesto di essere fedeli a un unico compagno; anche nelle società poligame (d’ora in poi chi ha molti fidanzati o ha tradito il marito potrà spiegare «ho fatto un salto evolutivo», perché no, può darsi). E la diversità di genere, per il noto studioso, esiste eccome. Tra le sue opere precedenti spicca «Why Men Gamble and Women Buy Shoes», perché gli uomini giocano d’azzardo e le donne comprano scarpe, su come l’evoluzione ha creato diversi comportamenti e reazioni dei due sessi. Acclamato su poker e scarpe, Kanazawa ha avuto meno consensi quando si è occupato di aspetto fisico.

Il suo saggio sul «perché la gente bella ha più figlie femmine» è stato smontato da uno statistico della Columbia University; e le chance in più di avere femmine per le coppie bellone sono state ufficialmente ridotte dal 26 all’8 per cento. Ma intanto: in attesa di venire smentito su intelligenza e fedeltà da qualche scienziato seduttore, Kanazawa, nel suo ultimo saggio, mette di cattivo umore anche i monogami di centrodestra. Analizzando i dati dell’American National Longitudinal Study of Adolescent Health, ha scoperto che i giovani intervistati sicuri di essere «molto liberal» hanno un quoziente intellettivo medio di 106; mentre quelli che si definiscono «molto conservatori» non superano una media di 95, insomma non risulterebbero furbissimi (forse sono quelli che in Italia mandano a presentare le liste, vai a sapere).

Maria Laura Rodotà
02 marzo 2010

FONTE

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Parole, parole… parole?


2010
02.08

Una volta per sempre ti vien dato questo precetto:
ama e fa’ ciò che vuoi.
Se taci, taci per amore.
Se parli, parla per amore.
Se correggi, correggi per amore.
Se perdoni, perdona per amore.
Sia il tuo cuore radicato nell’amore.
Da questa radice non può uscire che del bene
(Sant Agostino d’Ippona commento alla prima lettera di san Giovanni apostolo) (continua…)

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Perché le persone gridano quando sono arrabbiate


2009
12.30

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

Mahatma Gandhi

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