Archive for the ‘Filosoffiando?’ Category

Voler bene


2009
11.21

è un po’ che ci penso.
Penso che sia molto più importante, molto più forte dire “mi vuoi bene” rispetto a “ti voglio bene”.
Provo a spiegarmi meglio: è facile dire “ti voglio bene” e poi magari essere egoista, o convinto di volerne a qualcuno ed invece volerne solo a me.
Altrettanto facile è dire “ti voglio bene” e prendere in giro.

Dire invece “mi vuoi bene” vuol dire che senti forte il bene che ti viene dato il bene che magari l’altro non crede neppure di dare.

Quando ti dico che da te mi sento amato è vero, sento provenire da te, dalle cose che fai per me dalle cose che dici un bene immenso, grande, avvolgente

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Parallelismi 10


2009
10.31

La terra è sferica per tanto applicare una geometria di tipo euclideo, che prevede la presenza di un piano piatto è solamente un’astrazione della realtà che non la rispecchia pienamente se non su scala ridotta.
Le rette parallele sono definite nel V Postulato di Euclide. Esistono altri modi di considerare il piano che considerano validi i primi quattro postululati euclidei ma non questo quinto.
In particolare nella geometria iperbolica le rette divergono, ed è quindi possibile trovare molte rette parallele (cioè che non si intersecano). Nella geometria ellittica le rette convergono e quindi non esistono rette parallele.

Geometrie non euclidee

Schema rappresentante le gometrie non euclidee

Tuttavia due rette parallele quando si avvicineranno, pur restando se stesse vibreranno sempre di una luce tale da illuminare anche il mondo circostante, due rette, indipendentemente dal mondo circostante.

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2009
10.23

a Chiara

Più dipende da cose esterne a te, più hai facilità nel perderla.
Questo non significa essere egoisti, significa stare bene con se stessi per poter donare se stessi agli altri.
Se io ho bisogno di te per stare bene cosa do a te? Certamente non tutto me stesso.

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Sulla felicità


2009
10.23

secondo te vale la pena aspettare una persona?† parlo di quel tipo di persona..
nel senso che magari non c’è più niente (in teoria) con una persona ma sai che potrebbe essere la tua unica felicità

no, non ha senso aspettarla e non deve essere la tua unica felicità, NESSUNO e NIENTE può essere la tua felicità, sarebbe una catena, sarebbe una felicità apparente, una schiavitù.
TU devi essere la tua felicità non so se hai letto i “Parallelismi” sul mio blog, dal primo al nono (che sarà probabilmente il penultimo) ma è questo che dicono: non puoi modificare radicalmente la tua vita per incontrare una persona, ne devi trovare una che cammini nella tua direzione e affiancartici.
Le cose e le persone ti danno solo del sollievo, dell’allegria, dello star bene, ma non la felicità.
Hai mai guardato negli occhi una ragazza che ha perso la casa, la famiglia e l’intera vita e che ti sorride dicendoti che ora che ha perso tutto sta meglio?
A me è successo. LEI era una persona felice, perché dentro di se aveva la felicità anzi HA la felicità e nessuno glie la porterà mai via!
Se a te succedesse lo stesso saresti felice tanto quanto lo sei ora con la tua casa la tua famiglia e tutto?
Il problema di oggi è che andiamo un po’ tutti nella direzione sbagliata, cerchiamo la felicità nelle cose sbagliate ed infatti non la troviamo, cerchiamo l’amore nel modo sbagliato perché pretendiamo di riceverlo prima che darlo e infatti non lo troviamo.
Tutto quello che non troviamo, o che roviniamo è semplicemente perché ne abbiamo una concezione sbagliata.

Prendiamo la lavatrice, le diamo il nome di lavastoviglie e ci mettiamo dentro i piatti. Poi ci lamentiamo di averli rotti e non capiamo perché, e allora diamo colpa alla lavastoviglie (che è e resta una lavatrice).

a volte dai, e sai che è tremendamente vero, ma non ricevi… c’è da dire anche questo..non per forza si deve essere sbagliati..

Ma dai per lui o dai perché speri di conquistare lui?
Se la tua felicità fosse dare non ne soffriresti eppure amare non dovrebbe essere la felicità nel donarsi senza riserve?

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La donna dei sogni


2009
10.23

23/10/2009 00:11
Mi hai chiesto del tuo lasciarmi in passato ad aspettarti, del tuo non presentarti e lasciarmi solo.

Io non credo di valutare una donna in base a cosa lei sia disposta a fare per me o a darmi, ma in base a quanto sarei disposto io a dare per lei.
Non so da cosa sia dettato questo quanto, è in genere legato a fattori in lei per nulla superficiali, ma soprattutto, credo, nella sua capacità di trasmettere la poesia. Non necessariamente di crearla però.

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Parallelismi 9


2009
10.22

Un linea retta può traslare mantenendo il parallelismo con la propria retta parallela.

Due linee parallele possono avvicinarsi al punto da parere indistinguibili, non potranno mai essere una sola ma potranno sembrarlo, restando pur sempre distinte ad un esame accurato.
Esse influenzeranno a vicenda le proprie auree tanto da rendersi tra loro simili sotto diversi aspetti.

Ogni retta continuerà ad appartenere a diversi piani non necessariamente in comune tra le due, ciò implica che incontreranno diverse rette non necessariamente in comune tra loro le quali influenzeranno a loro volta le due auree differenziandole a tratti ma non incidendo sul parallelismo.

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Parallelismi 8


2009
10.14

Una linea retta talvolta può scegliere di ruotare su di un punto.
Ruotando su esso cambieranno le prospettive del suo futuro, del suo passato, di ogni suo altro punto.
Cambieranno gli angoli di incisione con tutte le rette e finalmente potrà incontrare (o accorgersi di aver già incontrato) quella che un tempo era la sua retta parallela.
A quel punto però quest’ultima non sarà più la sua parallela, e la linea stessa non sarà più la linea che era in precedenza, sebbene la somiglianza nei colori rimarrà notevole.
Probabilmente esisterà altrove almeno un altra linea parallela.

Questo accade più spesso di quanto si creda

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Parallelismi 7


2009
10.10

In un mondo con più di due dimensioni una retta può appartenere a molteplici piani.
Ad ogni piano appartengono molteplici rette.
Una retta può essere in relazione ed incontrarsi con due o più rette ma esse non sono necessariamente in relazione tra loro.
Due rette appartenenti a due piani distinti e non in relazione tra loro sono dette sghembe.

Corollario: Probabilmente esistono infinite rette sghembe ma io non ne ho mai incontrate.

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Parallelismi 6


2009
10.06

Ho sempre pensato che il mondo fosse regolato da una singola energia in grado di esprimersi in molteplici modi, da una singola legge universale -che forse è Dio- e che a partire da un qualunque concetto di base fosse possibile spiegare ricorsivamente qualunque altro concetto.
Come dall’elettricità si spiega il magnetismo, dal magnetismo le onde, dalle onde le particelle dell’atomo, dall’atomo l’elettricità e la massa, dalla massa la gravità, dalle onde la luce, e il suono e le vibrazioni credo che da ogni concetto ho sempre creduto si possa riuscire ad esprimerne un qualsiasi altro.

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Vite


2009
10.02
Credo che tra le tante divisioni del tipo “il mondo si divide in due, quelli che… e quelli che” possa dividersi in questo modo.
Quando scopri che un pezzo metallico che non doveva essere lì ti sta ruotando da un po’ di tempo nella zona pastiglie dei freni e dintorni di una ruota della tua automobile, automobile con la quale hai già avuto qualche lieve diverbio e che tale pezzo avrebbe potuto inchiodare la ruota improvvisamente, quando ti accorgi che è sufficientemente consumato da darti l’idea che sia lì da un po’ hai due modi secondo me per prendere questa questione.
Il primo è dire “Cacchio ma quanta sfiga ho? Andrà a finire che prima o poi mi sfracellerò da qualche parte se vado avanti così” oppure “Cacchio ma quanto sono fortunato? Mi va sempre bene, avrei potuto sfracellarmi un sacco di volte tra questa macchina e l’altra ma alla fine o accorgendomi di un rumorino anomalo o controllando la perdita di aderenza o in qualche altro strano modo me la sono sempre cavata!”
Io la vedo nel secondo modo, e sorrido, ed ogni volta che accade qualcosa del genere sono contento perché so che da qualche parte si è scelto che dovesse andare così. Certo, sicuramente prima o poi come per tutti sarà il mio momento no? Ma non ora evidentemente, o non così, ed è bello vedere che il mondo prosegue.
E così ancora una volta oggi sono tornato a girare con la mia Cincent, non che lei sia esente da problemi, no, ho rischiato di cappottare già almeno un paio di volte, di cui una non certo per colpa mia o perché corressi…
Ed eccomi li, il tettuccio aperto che ti fa vedere il mondo da un’altra prospettiva, che ti mostra dettagli delle case, del cielo, delle strade, del mondo che non puoi notare altrimenti, e ti fa ridere del traffico e della gente con i macchinoni che non sa far manovra e del fatto che nei parcheggi devi solo sperare che la gente parcheggi male, perché sai che nello spazio lasciato da chi non sa parcheggiare tu con la tua piccolina ci stai perfettamente.
E così ringrazio quella vite che ha rischiato di bloccarmi il sistema frenante e che mi ha fatto passare un pomeriggio allegro!
Vite

Vite

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