Archive for the ‘Grazie.’ Category

I miei ragazzi…


2008
05.04

Ho  rivisto i miei ragazzi quest’oggi.
Bello.
Bello davvero sentire l’affetto dei ragazzi che hai contribuito a crescere nell’adolescenza e che ormai stan diventando adulti, vedere che dopo tanti anni ancora ti abbracciano, sorridono, stimano.
Li sento un po’ come miei figliocci con quel fazzonettone blu e amaranto al collo.
Voglia di abbracciarli, di sentire come sono diventati, cresciuti, cosa vivono, voglia di essere ancora tra loro.
Nonostante tutto.
Voglia di sentirsi ancora parte di quel mondo che pian piano nel invece si allontana irrimediabilmente.
Lontano, lontano, lontano…

lontano….

Tags: , ,

Related posts

Karol Józef Wojtyła


2008
04.02

(Wadowice, 18 maggio 1920 – Città del Vaticano, 2 aprile 2005)

Come al delle lance e delle spade, così anche oggi, nell’era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell’uomo. (dal messaggio agli scienziati riuniti ad Erice nella prima sessione (1981) dei Seminari di Erice sulle Guerre Nucleari)

Garantiamo il diritto a non emigrare. Costruire condizioni concrete di pace per i migranti e i rifugiati significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria patria. (citato ne Il Messaggero, 24 dicembre 2003, p. 12}}

In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo – opera di giustizia è la pace – mentre la guerra (continua…)

Tags: , , ,

Related posts

I giochi del caso


2008
03.26

Come noterete in alto a destra compaiono delle frasi a caso… non sono a caso, le ho scelte io, sono frasi che sono parte di me, servono a me per ricordar chi sono, servono a voi per impararlo un po’.
Mi è appena comparsa questa

“La tua opera, Johannes… prima di scriverla dovresti viverla.”
“E’ vero”, disse Johannes. “Non ci avevo mai pensato. Non avevo nemmeno pensato che vivere potesse essere utile.”
“Eppure io so come rendere interessante la tua vita”.
“Ah sì? E come?”
“Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto.”
“E dov’è, questa parte di sogno?”
“Un po’ dovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te!”

Da “Il violino Nero

Grazie per chi mi ha prestato questo libro anni fa, e grazie delle notti passate a Brescia leggendolo in fuga.
Ci stavo ripensando oggi, credo tornerò a comprarlo.

Tags: , , ,

Related posts

Paradosso


2008
03.14

Paradosso.
Tu che mi hai ferito più d’ogni altra cosa in vita.
Tu che hai distrutto i miei castelli a colpi di mortaio,
che mi hai massacrato col tuo affetto senza pietà.

Tu paradosso.

Sei tu ora che curi le mie (continua…)

Tags: , , ,

Related posts

Da chi ho preso?


2007
09.18

Papà: Chi ti ha regatalo questi biscotti fatti in casa?
Stefano: Una mia amica.
Papà: Sposala.
Mamma: Per i biscotti?
Papà: Beh si! Una che ti fa i biscotti fatti in casa…. va sposata!

Tags: , ,

Related posts

Nubi Rosse


2007
08.05

Verdi falene volano
sotto nubi rosse, variegate più lunghe o corte,
Volano su rossi fiori.
Essere o non essere?
Quanto distano essere e non essere?
Non eravamo nulla io e te non contavamo nulla, eppure eravamo in due a non contare.
Eravamo in due.
Nubi Rosse
Ci sono istanti tra un pensiero e il successivo,
tra una fine e un inizio
istanti tra un durante e un dopo
sono istanti che lasciano la sensazione del ricordo
tra i ricordi delle sensazioni vissute
ci sono istanti come questo
istanti distanti
e ricordi d’istanti che non morranno.

E mentre verdi falene ruotano attorno al mio zenith, e il vento muove rosse nubi variegate di ricordo ringrazio e mi inchino a chi non conta, sotto il ricordo di quella luna, di quelle stelle, delle tante parole, dei lunghi silenzi densi.

Tags: , , , ,

Related posts

Le cose cambiano


2007
07.07

Sono solo a casa, da qualche giorno, ancora per diversi giorni.
La casa deserta, girando per la casa ci sono diversi mondi.
Camera mia sconvolta, disfata, in disordine, il letto sfatto.
Il salotto in ordine, pronto ad accogliere.
La cucina in fermento, ordinata, pulita ma con ancora il profumo del cibo appena cucinato, ho preparato il panino per domani, con la cotoletta e l’insalata, ho preparato la cena, carne cotta ai ferri col rosso, verdura.
Le tartarughe ed i pesci che mangiano felici, l’orto bagnato e sistemato.
Camera mia in disordine.
Mondi. Mondi distinti.
Il mio mondo dentro, quello che vedo io, e i mondi esterni.
Ascolto ad libitum “Alessandra” di Biagio Antonacci, di quando Biagio era un po’ più… vero forse.
Non ha nulla a che fare con il mio stato d’animo ma è sempre stata una canzone di “pausa” di riflessione. Come anche “Fata Morgana” dei , o il primo album di Carboni, “Farfallina”, “Silvia lo sai”.
Ma perché il titolo di questo testo è “le cose cambiano”?
Ho per le mani progetti nuovi, sogni nuovi, novità.
Ieri un amico mi ha guardato negli occhi e mi ha detto il mondo. In una birra.
Una “sciafa” (per gli extra veneti si legge s-ciafa e significa schiaffo) per l’esattezza, ossia -nel locale in cui andiamo- un litro di birra con dentro un bicchiere (l’intero bicchiere di vetro) pieno di Porto Rosso.
Cos’è il mondo che ho visto? La Visione, il futuro?
Nulla in realtà.
Ma il mondo cambia, ci saranno novità.
Ieri una mia amica mi ha fatto parlare del mio mondo passato.
Ricordo (ed era tanto che non ne parlavo) gli , la corsa ad di un . Correre. Correre.
Saltare.
Aggredire l’ostacolo.”Meglio di ieri Peggio di Domani”, si Carlo, grazie di questa frase, spero che da dove sei ora tu possa ancora ripetermela cento, mille, un milione di volte: “Meglio di ieri Peggio di Domani”.
Cosa sono gli ostacoli? “Devi partire al 100% della tua forza e arrivare alla fine al 120%”
“Accelera sempre”
“Spaccalo quell’ostacolo”
“Affrontalo come fosse un muro che devi sfondare”
(Grazie anche a te Micaela, la mia maestra di vita di allora. Chissà dove sei finita, ti avevo promesso di scrivere di te e mai ancora sono riuscito a farlo.)
L’ostacolo.
Partire al 100%, dai blocchi, alzarsi entro i primi cinque-sei metri, 13 passi. Ostacolo. Tre passi Ostacolo. Tre passi Ostacolo. Tre passi Ostacolo. Tre passi Ostacolo, e se non ci arrivi con i tre passi non allungarli, accelera, accelera e basta, è contro natura, contro la mente, ma fallo, credici. Quando avrai paura di aver sbagliato, quando avrai paura di cadere, di prendere in pieno l’ostacolo allora sarà l’ostacolo perfetto, quello che salterai perfetto.
Contro natura.
Si.
Salta però ora, sei al prossimo ostacolo, e se ti sbilanci non importa, tu accelera.
E se cadi rialzati e corri.
Ricordo quella volta, prendere dentro all’ostacolo con la seconda gamba, l’ostacolo che si impiglia tra le gambe, non c’è modo di districarsi, comincio a cadere avanti, penso “ok ora mi fermo, appoggio le mani avanti e mi fermo” e le braccia che cedono, la faccia che sbatte, parte dell’ostacolo che vola sopra la mia testa, e io che inizio a rotolare, con il resto. Ogni giro penso “ok, ora appoggio la mano e mi fermo” e mi faccio male al polso e rotolo, fin addosso all’ostacolo dopo. Resto a terra, pieno di escoriazioni, la fronte, la gamba, il braccio. Botte.
Dolore.
E poi io che vado al rubinetto, mi sciacquo le ferite, rido, vado a rimettere gli ostacoli in pista e mi rimetto ai blocchi di partenza.
Via, un altro giro.
Da quanto non è così?
O forse è ancora così?
Le cose cambiano, i sogni cambiano, le parole cambiano, i tempi di recupero cambiano. I tempi di recupero, sempre stati il mio forte quando correvo. Infortuni esclusi ovviamente.
Bene.
Ora che ne dici se si riparte?
Seguire il proprio sogno, non quello di altri.
Seguire quello che si crede, e saltare l’ostacolo. Affrontarlo, spaccarlo. E…. e se cado? Probabilmente stai facendo il migliore ostacolo della tua vita, ma se cadi davvero, non sarà l’ostacolo a farti male ma la pista e non potrai prendertela che con te stesso.
Alzati e battiti, batti te stesso, il tuo personale.
Il resto attorno non conta. Sei tu. I tuoi ostacoli, la tua pista. Mangiala la pista.

Tags: , , , , , , , ,

Related posts

Iris.


2007
07.04

Incontri.
Quando non ti aspetti di incontrare.
Incontri.
E scontri anche, un po’.
Chiarezza.
L’ilarità poi scorre un po’ nelle vene, nel bene e nel male, con i suoi pro e i suoi contro.
Mi guardano. Pazzo? Sei strano. Stranamente vivo.
Non che sia morto di solito, è chiaro.
Ma vivo.
Cambia l’entusiasmo, muta, (continua…)

Tags: ,

Related posts

Specchi e candele.


2007
06.09

Qualche giorno fa una mia cara amica (amica? Posso chiamarla amica? » un’amica? Ed è cara? .. va beh, non importa) scriveva
Forse è un’emozione che va tenuta dentro, seguita, nella mia testa soltanto, nello stomaco, cullata. Non ci sono parole per dirla e è troppo intensa per scriverla. Complessa, anche. [..] Probabilmente è anche perchè è così difficile riuscire a descrivere positive. Cioè belle. E’ così facile invece descrivere struggimenti, sensi di mancaza e dolori, nega-positive o solo negative. Invece qualcosa di bello è molto più difficile, complicato…banale.

L’emozione inesprimibile si esprime a pieno nello scrivere la propria incapacità di descriverla.

La felicità è lo stato che dovrebbe essere normale, per questo è così difficile esprimerlo.

Immagina di descrivere l’essere cieco, il non avere le gambe, il non avere la parola. Quanto potresti scriverne? Ore, pagine.
Ora prova a descrivere il vedere, l’avere le gambe, l’avere parola. La difficoltà è maggiore.

Parlare con un cieco ti fa capire come sia difficile per chi ha spiegare a chi non ha mentre risulta così semplice per chi non ha esprimere la propria mancanza.

Credo sia simile l’esprimere la felicità.
Felicità è avere qualcosa, tristezza è non avere felicità. L’energia è la felicità, la sua mancanza è la tristezza, come il calore è l’energia e il freddo solo la sua mancanza, o la luce è l’energia e il buio solo la sua mancanza.

Proprio perché la felicità è tale energia essa va alimentata, curata, “trattenuta”, onde evitare che si dissipi, che se ne vada lasciando il vuoto, in questo ricorda il calore, o ancor più la luce.

Hai mai provato ad accendere una candela al buio e vedere quanta poca luce faccia? Ma hai mai provato poi a circondarla di specchi in modo che questa luce si rifragga su di essi e vedere quanto la stessa luce possa essere più forte, più viva?
Noi siamo quella piccola candela, e noi per primi dobbiamo alimentare tale felicità, ma gli amici, gli affetti, gli amori sono questi specchi che ci aiutano a far si che quest’energia non vada sprecata nel vuoto, far si che non si dissipi senza scopo morendo in breve.

Tags: , , ,

Related posts

Incontro quasi mistico


2007
05.21

Ieri un mio vecchio amico è diventato prete, non capitano tutti i giorni ste cose…

per anni ha fatto con mio fratello e per uno con me, quando ero piccolo, così alla festa sono stati invitati i mitici capi scout di quei tempi, tra essi Ema, il mio primissssimo capo scout e sua moglie Sara. Sono i due capi a cui sono legato di più, non lo so il perché ma sono sempre stati i miei preferiti, quelli da cui ho preso di più (assieme a Marco e la Chiara e in genere gli altri che all’epoca hanno fondato il gruppo).
Per me è stato una specie di viaggio mistico.
Nella mia storia di scout ho avuto diversi problemi e sconfitte, non ho mai preso la partenza, sono stato più o meno forzato ad andarmene dalla comunità capi perché per qualcuno risultavo scomodo (soprattutto per il prete) eccetera. Abbiamo parlato un sacco della mia storia e lui mi ha raccontato della sua.
Stupendo. (continua…)
Tags: ,

Related posts