Mag 232018
 

Urlo

Non è per loro che scrivo,
non è per loro che suono,
non è per loro che sento il bisogno di esprimermi

talvolta in modo sgraziato
o ricercato
o dolce
o nella rabbia di versi inumani.

Non è per qualcuno, che creo, ma contro.
Contro di te.
Contro le tue ostruzioni.
Contro le Continue reading »

Mar 112018
 

La vita è fiume.
Diramazioni continue,
salti, gorghi voluttuosi in rivoli di cascate.
Imprevedibili.

Voltati e non c’è uno ieri, voltati e non c’è un domani.
salti, gorghi voluttuosi in rivoli di cascate.
Imprevedibili.
La vita è fiume.

Gen 172018
 

Non puoi comprenderlo,
né io pretenderlo.
Non puoi comprendere cosa ruota dentro talvolta.

Il ricordo di ciò che non ho fatto,
che ho avuto il coraggio di non fare
che ho avuto il terrore di fare.
Ciò che non ho fatto.

Non puoi comprenderlo,
Continue reading »

Gen 162018
 

È del silenzio che anelo la presenza,
talvolta.
Non di questa musica ripetitiva,
altalenante,
precaria musica.

Anelo il silenzio.
Un abbraccio e il silenzio e niente altro.

Il silenzio. Continue reading »

Ott 212017
 

Cerco in me la rabbia di un tempo
quella che mi strappava parole.

Ma ci sei tu. Ne assorbi ogni lembo
in modi che nessuno saprebbe immaginare.

Ott 062017
 

Era quel suono.
Ma non solo quel suono.

Il rumore delle foglie gialle e rosse
calpestate dai miei scarponi da montagna,
e quell’odore così forte di sottobosco e pioggia.
I silenzi e il fiato grosso, il cuore.

Era tutto questo e altro:
la grandine in testa che faceva sorridere
il cielo, le nubi
ma soprattutto era che Continue reading »

Ott 032017
 

È la paura di accelerare che conta, e il desiderio.
Essere qui, quando so che dovrei andare.
Quell’istante che non può durare per sempre tra il prima e il dopo.
Quando sei dietro al palco e stai per salire e respiri il momento,
quando il giudice ha detto “Ai vostri posti” e deve ancora pronunciare “Pronti”
quando ogni muscolo si blocca e il tempo rallenta.
È la paura di accelerare che Continue reading »

Ott 022017
 

Io non ero lì.
Il mio sé era altrove, in un mondo lontano da me.

Ho aperto gli occhi
-hai risposto a una domanda-
e occhi azzurri di fronte a me mi stavano osservando
-forse ho parlato nel sonno?-

Erano lì, ero lì io, eri lì tu,
allo stesso punto della Continue reading »

Set 052017
 

Scrivevo molta più poesia un tempo.
Ho scritto sempre molto, ricordo il primo racconto che ho scritto era qualcosa come il 1990. avevo otto anni, forse nove. Raccontava di un viaggio nello spazio in cui io, nel 2017 andavo su Marte e incontravo una popolazione aliena, ma non era fantascienza, utilizzava il cliché inizio novecentesco della perdita di sensi momentanea a distinguere la parte reale da quella immaginaria, un trucco mutuato da Poe o da altri scrittori della sua epoca. Avevo descritto la morte da dentro il morente descrivendo una serie di deformazioni sensoriali e poi la sua resurrezione in questo mondo alieno. Non spiegavo se il protagonista fosse morto davvero o no, se fosse inteso come reale o no tutto quanto accadeva dopo. Avevo otto anni, era il mio primo racconto e non so dire da dove venisse, avevo letto Il Richiamo Della Foresta, 20.000 leghe sotto i mari, forse qualcosa di Salgari non di più. La mia vocazione era lì. Nello scrivere. Nella tensione. Nello sperimentare. Nel crossover di generi. L’anno prima avevo imparato per la prima volta cosa fosse quello che le persone chiamano amore. L’amore di bimbo, sia chiaro, ma il mio piccolo cuoricino era esploso per la prima volta con le conseguenze imprevedibili con cui esplode un cuore quando un cuore esplode. Amavo anche i chiasmi. Ci vollero altri tre anni prima che esplodesse di nuovo per quel ricciolo su una fronte. Esplose la poesia in quegli anni. Continue reading »

Set 052017
 

Come sentire sulla schiena spingere.
Tra le scapole.
In mezzo.

L’avrei chiamato destino un tempo
-quando avevo una fede-
l’avrei chiamato il cospirare del mondo,
non fosse che il mondo lo conosco.

Io non ci credo.
Siete voi a farlo ed è questo che spinge avanti.
Tra le scapole.

© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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