Archive for the ‘Poleminformatica’ Category

/* For Dennis Ritchie */


2011
10.14
/* For Dennis Ritchie */
#include <stdio.h>
void main ( )
{
printf("Goodbye World \n");
printf("RIP Dennis Ritchie");
}
Tags: , , ,

Related posts

Openoffice è morto. Lunga vita a LibreOffice!


2011
03.30

è un progetto sponsorizzato da Sun per lo sviluppo di una suite da ufficio alternativa a prodotti come Microsoft Office, gratuita e di buona qualità. Purtroppo negli ultimi mesi Sun è stata acquistata da Oracle la quale sembra non voler dare lo stesso supporto a un prodotto gratuito. In passato è già esistita una versione a pagamento di , era Staroffice, ma è naufragata. Ora a quanto pare stesso è in naufragio e gli sviluppatori stanno abbandonando.

Ma non si tratta però di una brutta notizia perché gli ex sviluppatori di OpenOffice se ne sono andati per fondare “The Document Fondation”, nell’attesa che Oracle accetti di rilasciare il marchio Openoffice (se lo farà) lo sviluppo del software prosegue con un altro marchio: , il cui sito è www.libreoffice.org .

LiberOffice è alla versione 3.3, per ora come Openoffice, tuttavia per ricevere ulteriori aggiornamenti è necessario installare LiberOffice al posto di OpenOffice.

Openoffice è morto. Lunga vita a LibreOffice!
O se non è morto comunque lunga vita al progetto che sta dietro a entrambi.

Tags: , , ,

Related posts

Stuxnet: tentativo di attacco ad una centrale nucleare?


2010
12.19

Symantec recentemente ha pubblicato un’analisi particolarmente approfondita riguardo al virus/worm Stuxnet, che sembra essere un attacco attacco informatico costruito su misura per le centrali nucleari iraniane.
Stuxnet agisce soltanto quando il sistema di controllo industriale è dotato di convertitori di frequenza di due marche e usa specifiche marche di moduli di .
Stuxnet interviene soltanto se i convertitori di frequenza pilotano motori a velocità molto elevate, come ad esempio le centrifughe di un impianto per l’arricchimento dell’uranio.

A parte le centrali nucleari, quali altri sistemi industriali utilizzano apparati del genere?

Symantec ha infine descritto il metodo di funzionamento di Stuxnet: l’attacco modifica le frequenze di uscita e quindi le velocità dei motori per brevi periodi nell’arco di mesi, sabotando così il normale funzionamento del processo industriale controllato dai PLC presi di mira. Il rapporto tecnico aggiornato è qui.

Tags: , , ,

Related posts

Nuovo sensazionale prodotto


2010
09.08

Tags: , , , , ,

Related posts

Il mio libro su google books


2010
08.04

Come da oggetto Contrapposizioni è su google libri!!

Tags: , , ,

Related posts

Fogli


2010
07.24

Fogli, carta bianco giallastra di un quaderno con la copertina nera.
Parole vergate di nero in fretta o lentamente,
seguirne la velocità, comprenderne i dubbi,
l’animo,
i pensieri.

Non credo ci sia nulla come una lettera di carta, un quaderno scritto per te, nel tempo, in quanto tempo ci vuole, ragionato, ricco di cancellature.
Vorrei fare un filmato di come scrivo al computer, forse sarebbe l’unica soluzione per rendere davvero soddisfacente la scrittura sul web.

Tanti anni or sono, prima dei bLog (andrebbe con la L maiuscola… viene da Web Log) prima di Skype, di MSN, mySpace, , quando ICQ si stava espandendo questo aveva un sistema di scrittura oggi considerato bizzarro.
ICQ non è altro (perché esiste ancora) che un sistema di messaggistica immediata analogo a MSN, Skype e gli altri, ma all’epoca aveva una funzione di chat che permetteva di vedere in tempo reale quello che scriveva l’altra persona.
Lettera per lettera.
Vedevi se faceva un errore e tornava indietro, si leggevano le indecisioni, le insicurezze, se entrambi scrivevano entrambi si leggevano contemporaneamente, in due parti diverse delle finestre.
Si perdeva lo scripta manent? No! Perché nei log restava la scrittura come era stata fatta, potevi rivedere come l’altro aveva scritto, non solo COSA ma COME, QUANDO, velocemente o lentamente, o in modo sicuro, o insicuro, vedere le cancellature, era uno vivo, forse addirittura più vivo della carta, uno dialogando, uno senza le incomprensioni che le chat e gli sms portano ora, era uno simile al parlare dove scrivi in diretta senza minuti di pausa di riflessione, uno più nudi, più veri, più vivi.
Ecco mi manca.
Mi manca almeno per scrivere con le persone che amo, con le persone con cui vorrei condividere i miei istanti ma vivono lontane, con le persone con cui non posso parlare ogni volta che voglio e che non hanno il tempo di scrivere lettere di carta, di carta vera e parole e con cui non posso vivere di sorrisi, di voce e di sguardi.

Tags: , , , ,

Related posts

Il mio blog e Facebook


2010
07.08

Un problema comune di chi importa il proprio blog su è che le persone commentano su invece che sul blog e poi il blog risulta privo di commenti….
Lavorando a Stupidolandia ho trovato una cosa stupenda!
Da ora potete commentare finché volete su Facebook e i vostri commenti appariranno anche sul bLog!

Tags: ,

Related posts

WordPress 3.0


2010
06.21

La versione 3.0 di WordPress è uscita questa versione porta alcune grosse , la prima sarà la possibilità di creare un multiblog, ossia sulla stessa installazione sarà possibile creare più blog per più utenti.

Volete un blog www.staipa.it/quellochevuoi?
Ora si può.
Ora con WordPress sarà possibile gestire interi siti e non più solo blog, quindi chiunque sarà in grado di fare un sito decente senza sapere nulla di programmazione…
In fase di installazione ora è possibile scegliere lo username dell’amministratore e scegliere la propria password.
Verrà proposto admin come amministratore ma, sarà possibile modificarlo in modo da migliorare la sicurezza.
Il campo password,se lasciato vuoto, creerà una password random come succedeva prima ma, potete scegliere la vostra password.
Consiglio a tutti gli utenti wordpress di aggiornare alla nuova versione, tanto l’aggiornamento si fa con un click, come sempre!
Io ho appena aggiornato, ora vediamo come va!

Questa versione porta alcune grosse novità, la prima sarà la possibilità di creare un multiblog, ossia sulla stessa installazione sarà possibile creare più blog per più utenti.Volete un blog www.staipa.it/quellochevuoi?Ora si può.Ora con WordPress sarà possibile gestire interi siti e non più solo blog, quindi chiunque sarà in grado di fare un sito decente senza sapere nulla di programmazione…In fase di installazione ora è possibile scegliere lo username dell’amministratore e scegliere la propria password.Verrà proposto admin come amministratore ma, sarà possibile modificarlo in modo da migliorare la sicurezza.Il campo password,se lasciato vuoto, creerà una password random come succedeva prima ma, potete scegliere la vostra password.
Consiglio a tutti gli utenti wordpress di aggiornare alla nuova versione, tanto l’aggiornamento si fa con un click, come sempre!
Io ho appena aggiornato, ora vediamo come va!

Tags: , ,

Related posts

Ricercatore si vanta di essere il primo uomo infettato da un virus informatico. I media abboccano


2010
05.28

FONTE dell’articolo: attivissimo.blogspot.com

Cosa non si fa per attirare l’attenzione ed abbeverarsi alla vacua fonte della celebrità. Mark Gasson, ricercatore del Cybernetic Intelligence Research Group dell’Università di Reading, nel Regno Unito, dichiara di aver memorizzato un virus su un chip e di essersi impiantato il chip dentro il corpo, diventando così il “primo uomo infetto da virus per PC”. Così almeno scrive il Corriere della Sera, nella rubrica Scienze, in un articolo a firma di Elmar Burchia, senza alcun accenno di critica sulla plausibilità della notizia.

Anzi, sottolinea il Corriere, questo dimostra che “dispositivi medici avanzati come pacemaker o impianti cocleari possono essere vulnerabili ad attacchi di hacker.” Roba da panico. Abbocca anche la BBC, dalla quale il Corriere ha tratto la notizia (una volta tanto linkandola, in un lodevole gesto di trasparenza).

Meno abbagliati dalla spettacolarità dell’annuncio si rivelano invece gli informatici: The Register, Graham Cluley di Sophos, Punto Informatico deridono gli annunci apocalittici di Gasson liquidandoli come “sciocchezze”. La BBC si è scusata.

Le ragioni della derisione sono semplici. Gasson si è impiantato in una mano un normale chip sottocutaneo RFID del tipo utilizzato per identificare gli animali domestici. Sul chip, al posto dei normali dati identificativi, ha scritto il codice di un virus informatico.

Questo genere di RFID è un aggeggio minuscolo (foto qui a destra) che non ha alcuna interazione con il corpo. Se ne sta lì, sotto la pelle, e basta: se interrogato da un apposito scanner, risponde trasmettendo i propri dati. È un parente dei dispositivi antitaccheggio dei supermercati. Non infetta l’organismo che lo ospita. Per cui parlare di “primo uomo infetto da virus per PC” è una sciocchezza totale.

Avere un RFID sotto pelle in questo modo è esattamente come averlo cucito dentro la fodera della propria giacca: è semplicemente un po’ più difficile da perdere. Ma attira infinitamente di più l’attenzione dei media, come nota Graham Cluley. Specialmente se si annuncia che questa tecnologia potrebbe permettere a presunti hacker di attaccare informaticamente il pacemaker di una vittima e che un RFID infetto potrebbe propagare l’infezione ad altri RFID. Qui la sciocchezza diventa ancora più grossa.

Infatti l’unico modo di leggere il codice ostile contenuto nell’RFID è usare uno scanner apposito. Il software di questo scanner dovrebbe avere una vulnerabilità colossale che, invece di leggere i dati e trattarli appunto come dati, li esegue come istruzioni. È come pensare di poter infettare un registratore di cassa semplicemente facendogli leggere un particolare codice a barre. Poi bisognerebbe trovare la maniera di queste istruzioni dentro altri chip impiantati. Non è del tutto impossibile, ma è uno scenario assolutamente improbabile.

Spaventare così gli utenti di dispositivi salvavita e confondere i lettori è irresponsabile. Non c’è, quindi, alcun bisogno di acquistare antivirus per pacemaker o defibrillatori impiantati o di mettersi un foglio di stagnola sul petto. Sarebbe molto più opportuno e pratico educare i lettori e gli utenti a stare in guardia contro i virus informatici reali, quelli che hanno nel PC, che contro quelli immaginati da chi ha fame di attenzione.

Tags: , ,

Related posts

L'evoluzione della privacy su Facebook


2010
05.17

di Antonio Dini | 17-5-2010

Se su Google si cerca “” e “”, escono 756 milioni di risultati. Ci sarà un motivo, no? O meglio, ci sarà un problema. Perché di problema si parla, quando si fa riferimento alla e a Facebook. L’azienda americana che è diventata l’attuale incarnazione dello spirito dei social network mantiene un aspetto trasgressivo: considera la dei suoi adepti meno importante della pubblicità, e sostiene che è così anche per le giovani generazioni digitali.

Padri analogici, figli digitali. Privacy stretta, nessuna privacy. Mettiamo tutto online, e poi perdiamone il controllo. Lasciamo che le foto e i commenti e i video e tutto il resto poi torni un giorno contro di noi: quando un datore di lavoro vuole fare un controllo dopo un colloquio, quando una fidanzata vuole sincerarsi che il promesso sposo sia davvero appassionato solo di lei, quando un curioso vuole scoprire più cose su di noi per mille scopi: seguirci per la strada, scrutarci da dietro un angolo buio, denunciarci al vicinato della nostra personale Peyton Place. O chissà.

Le regole di Privacy di Facebook sono qui. Se Google e YouTube le avessero seguite sarebbero finiti sotto il fuoco incrociato dei media e dei carri armati di nazioni inferocite per il trattamento che i propri cittadini erano costretti a subire. Facebook, no. Vive in una zona del mistero, dove le normali leggi della fisica e del codice non si applicano. Si dirà: è la rete. Ma nel resto della rete non è così. È la spregiudicatezza di Facebook a fare in modo che legislatori e governi particolarmente restrittivi, codini e chiusi come quello italiano possano emanare leggi per “regolare internet”.

I padri fondatori della rete (non del web, proprio della rete negli anni sessanta) avevano immaginato le fondamenta di Internet come una cosa solida quanto bastava, flessibile quanto poteva e soprattutto aperta come niente altro, perché la comunità che la popolava era una comunità di persone per bene. Non serie (la sera al MIT attaccavano il calcolatore da 200 milioni di dollari a un plastico dei trenini, negli anni sessanta, e negli anni settanta su Internet c’era più mailing list di scienziati che discutevano di Star Trek che di fisica o di biologia) ma per bene.

Adesso, invece, le persone per bene ci sono sempre, e sono la maggior parte degli utenti. A fare in modo che la loro voce non sia udibile, è un nucleo di tecnologi che hanno capito che possono usare una “rete selvaggia” per guadagnare.

In un paio d’anni la privacy di Facebook è cambiata in maniera sostanzialmente negativa. Le aree in cui i dati dei profili degli utenti sono per default disponibili a tutti sono aumentate. I dati vengono forniti in maniera continua, la possibilità di influire e controllare il loro “ciclo di vita” diminuiscono costantemente. Facebook anche in Italia sta adempiendo al suo scopo istituzionale di far ricollegare migliaia di persone che non si vedevano più da tempo, oltre a creare spazio per i gruppi di interesse e dare la possibilità (stile MySpace) di promuovere e condividere informazioni, singoli eventi e fenomeni in maniera più o meno strutturata. Al prezzo di poter avere tutte le informazioni possibili e immaginabili. Con un settaggio per la maggior parte dei casi di apertura globale di default. Come dimostra questo articolo di Matt Mckeon.

Facebook privacy

Fonte: MacityNet

Tags: , , , , , ,

Related posts