Archive for the ‘Poleminformatica’ Category

Posta certificata per tutti


2010
05.11

Sul sito www.postacertificata.gov.it da qualche settimana è presente un servizio per tutti i cittadini.
Tale servizio è la , una volta registrato un indirizzo di con esso sarà possibile inviare documenti di ogni genere e chi li riceverà sarà certo siano inviati da voi e non da altre persone. Questo sistema funziona attraverso la posta certificata PEC un sistema sicuro per l’invio di documenti, tanto da essere considerato ai termini di legge valido quanto i documenti di carta firmati.
Se utilizzate il vostro indirizzo di mail tradizionale per inviare documenti essi non possono realmente essere considerati documenti validi in quanto difficilmente verificabili, se li inviate da un indirizzo di posta certificata invece saranno necessariamente considerati tali e avrete una ricevuta di ritorno valida quanto le raccomandate.

Come ci si iscrive?
Io ho appena terminato l’iscrizione. Si inizia dal sito stesso cliccando su “Richiedila ora”, si inseriscono i vari dati (Nome, Cognome, Data di nascita, Codice fiscale…) e un indirizzo mail già attivo di appoggio.
Arriverà a tale indirizzo una (continua…)

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Privacy….


2010
05.10
Conversazione telefonica
-”Salve siamo XXXX stiamo cercando nuovi lavoratori e volevamo sapere se qualcuno nella vostra famiglia è interessato.”
+ “Dove avete preso i miei dati telefonici?”
- “Dall’elenco telefonico!”
+ “È illegale.”
- “Ma stiamo facendo una ricerca!”
+ “È illegale secondo la legge sulla
-  click
Coscienza sporca?
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Facebook, chat private diventano pubbliche


2010
05.07

Articolo tratto da attivissimo.blogspot.com

Una falla in permetteva agli utenti di leggere le chattate private dei loro contatti (quelli che molto impropriamente chiama “amici”) e di vedere le richieste di “amicizia” in sospeso di quei contatti  e (secondo PcMag.com) di qualunque utente Facebook. La funzione di chat è stata temporaneamente rimossa e poi riattivata dopo aver corretto la falla, segnalata inizialmente dal sito Techcrunch.com.

Come funzionava? Nelle opzioni di di Facebook c’è un’opzione che permette a un utente di avere un’anteprima del proprio profilo così come lo vedono i suoi “amici” (Account – Impostazioni sulla privacy – Informazioni del profilo – Anteprima del mio profilo). Immettendo il nome di un contatto nella casella Guarda l’anteprima di come il tuo profilo viene visualizzato da una persona specifica, si accedeva alle chat private e alle richieste di “amicizia” di quel contatto. Techcrunch.com ha pubblicato un video della falla in azione.

PcMag.com segnala che l’URL della pagina di anteprima di Facebook ha la forma http://www.facebook.com/username?viewas=userid, dove userid è il numero identificativo di un utente Facebook. Quindi la falla da poco turata poteva essere sfruttata per sbirciare le chat private di qualunque utente del social network a patto di conoscere il suo identificativo, cosa peraltro semplice.

Per sapere questo identificativo basta infatti cercare la pagina pubblica dell’utente desiderato e sostituire la parola graph a www nell’URL della pagina pubblica. Per esempio, per conoscere l’ID numerico della pagina Facebook pubblica di Barack Obama (http://www.facebook.com/barackobama) si digita http://graph.facebook.com/barackobama e si ottengono i seguenti dati, il primo dei quali è appunto l’identificativo numerico:

{
   "id": "6815841748",
   "name": "Barack Obama",
   "picture": "http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-sf2p/hs629.snc3/27555_6815841748_1583_s.jpg",
   "link": "http://www.facebook.com/barackobama",
   "category": "Politicians",
   "username": "barackobama",
   "birthday": "08/04/1961",
   "fan_count": 8235038

}
Ancora una volta, insomma, chi si è fidato delle promesse dei social network di tutelare la sua privacy si è trovato con le mutande al vento. Pensateci, prima di mettere in Rete qualunque cosa che non volete rendere pubblica.

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Buon Compleanno Steve!


2010
02.24

Oggi compie 55 anni Steve Jobs!
Fondatore di Apple

« Essere l’uomo più ricco al cimitero non mi interessa… Andare a letto la notte sapendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso… quello mi interessa. »
-Steve Jobs-
(continua…)

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Blog per iPhone, SmartPhone e dispositivi mobili


2010
02.10

Da questo momento la visualizzazione del bLog è ottimizzata anche per cellulari e dispositivi mobili!

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"Jobs il Ceo con più ispirazione nel mondo IT" lo dice Bill Gates


2009
11.16

“Jobs il Ceo con più ispirazione nel mondo IT” lo dice  di Daniele Piccinelli | 16-11-2009

Apple è tornata ad essere una forza incredibile nel fare grandi cose” e ancora “Steve Jobs è uno dei Ceo più ispirati nell’industria IT”. Da Bill Gates parole di ammirazione per il lavoro compiuto da Steve Jobs dal suo ritorno in Apple e anche per i prodotti della Mela.

“Ha fatto un lavoro fantastico” ha esordito Bill Gates riferendosi a Jobs e rispondendo a una domanda rivoltagli da uno studente di economia della Columbia University. Non sono mancati i sorrisi di molti dei presenti e anche (continua…)

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Re-Return to Facebook, i nostri diritti saranno suoi per sempre.


2009
02.18

fa marcia indietro
le licenze tornano agli utenti
In seguito alle critiche il social network reintegra le vecchie disposizioni: foto e multimedia restano agli iscritti nonostante la cancellazione dell’account

Facebook fa marcia indietro le licenze tornano agli utenti

Non sono bastate le spiegazioni. Contro l’ira degli utenti di Facebook, minacciati da una restrizione alle licenze che avrebbe reso il social network padrone (continua…)

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Return to Facebook, i nostri diritti saranno suoi per sempre.


2009
02.18

Roma – non attenta al d’autore dei netizen, non intende appropriarsi delle loro vite online, né arrogarsi inquietanti diritti sui contenuti postati. Le modifiche alle condizioni di utilizzo del servizio, spiegano da , sono da imputare alla realtà contingente: se l’utente abbandona il social network, la piattaforma non può assicurare la rimozione dei contenuti che lui stesso ha disseminato fra i nodi della propria rete sociale.

L’apprensione era montata nei giorni scorsi. Una modifica ai terms of service stabiliva che, oltre a detenere una licenza perpetua, irrevocabile e trasferibile che consente ai gestori della piattaforma di fare ciò che vogliono dei contenuti postati dagli utenti, Facebook si sarebbe riservato di conservare i contenuti postati dai netizen che avessero disattivato il proprio account.

Se la licenza che Facebook detiene sui contenuti pubblicati era già parte del precedente contratto con l’utente e sembra costituire uno standard presso i fornitori di servizi che operano online, viene ora a mancare la disposizione con cui Facebook assicurava al netizen la possibilità di rimuovere in qualsiasi momento il materiale postato, una rimozione che avrebbe automaticamente fatto decadere tutti i diritti di sfruttamento che la piattaforma rivendicava sui contenuti.


Facebook cessa ora di informare l’utente dello status dei contenuti che rimangono depositati nei server anche dopo l’abbandono della piattaforma: le speculazioni si sono affollate online, al di qua e al di là dell’oceano. Fra i cittadini della rete erano in molti a temere che il contratto con Facebook equivalesse a consegnare tutta la propria vita online alla piattaforma, che avrebbe potuto disporre a proprio piacimento di dati e contenuti. I gruppi organizzati con lo scopo di catalizzare il dissenso sono proliferati sulle stesse pagine del social network che sarebbe responsabile di vampirizzare la vita online dei cittadini della rete.

Mark Zuckerberg, a capo di Facebook, è intervenuto sul blog ufficiale del servizio per placare i tumulti. “La nostra filosofia – così rassicura i netizen – prevede che le persone possiedano le loro informazioni e che siano loro a decidere con chi condividerle”. Perché Facebook dovrebbe trattenere queste informazioni fino alla fine dei tempi? “Quando una persona condivide qualcosa come un messaggio con un amico, si creano due copie di quella : una nella sua posta inviata e una nella casella di posta in arrivo dell’amico”. Anche qualora un utente decidesse di non fruire più del servizio, non si potrebbe imporre al destinatario del messaggio di rimuovere la comunicazione che ha ricevuto dalla persona che ha serrato l’account.

Nessun intento spionistico, nessuna cospirazione pubblicitaria. Zuckerberg chiarisce che Facebook non approfitterà delle informazioni ricevute dagli amici di coloro che hanno rinunciato a partecipare: la licenza serve a Facebook semplicemente per continuare a garantire agli amici iscritti la possibilità di accedere alle informazioni che gli amici rimossi hanno condiviso con loro e che eventualmente si fossero diffuse in maniera virale.

Sono questioni importanti e intricate, ricorda Zuckerberg: coesistono le istanze di coloro che esigono il controllo sui propri dati e le istanze di coloro che vorrebbero disseminare dati e informazioni altrui presso altri utenti e altri servizi, coesistono le istanze di coloro che considerano Facebook come una vetrina e di coloro che considerano Facebook come uno strumento di comunicazione fra persone che si conoscono. Zuckerberg chiede agli utenti di avere fiducia.

Gaia Bottà

Fonte: Punto Informatico

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Facebook, i nostri diritti saranno suoi per sempre.


2009
02.17

di Antonio Dini | 17-02-2009

Il più popolare social network al mondo cambia politica. Da oggi tutti i dati e le informazioni che gli utenti caricano nel loro profilo, foto comprese, resteranno per sempre di proprietà dell’azienda anche quando si volesse cancellare la propria identità online.

In questi giorni ha compiuto cinque anni e si è regalato un’altra polemica. , il social network più famoso del momento e che sta definendo un’epoca, ha infatti annunciato nei giorni scorsi di aver cambiato “giusto un attimo” le norme che regolano l’accordo con gli utenti del servizio. E il cambiamento sta provocando un’esplosione di polemiche in rete.

Il punto centrale è la gestione dei contenuti. Tutti i social network e tutte le aziende digitali “Web 2.0″ sono basate sul concetto che i contenuti vengono prodotti dagli utenti. A partire da Second Life, paradigma (adesso passato in secondo piano, per fortuna) del mondo generato dagli utenti che pagano solo per il privilegio di esserci, fino a Facebook, sorta di Ikea del social networking, dove tutti hanno spazi più o meno uguali da arredare con le proprie immagini e i commenti scritti muro a muro.

Cosa succede però a quei contenuti quando qualcuno decide di averne avuto abbastanza e di volersene andare? Non è come sparecchiare e tornarsene a casa propria, perché secondo il nuovo regolamento di Facebook, adesso i contenuti caricati sul social network non appartengono più al singolo ma al network stesso, cioè a Facebook.

È il volere di Mark Zuckeberg il discusso fondatore di Facebook, il ragazzino prodigio che ha pagato alcuni milioni di dollari a qualche compagno di scuola che l’accusava di aver fondato Facebook copiando loro idee e mettendo così a tacere non solo l’ipotesi di copia ma anche l’idea che inventare e creare sia meglio che copiare (gli ex compagni di scuola adesso si sono pagati la pensione con un’idea che non hanno mai provato a realizzare, mentre Zuckeberg ha dimostrato che non è necessario essere creativi ma basta copiare con determinazione per avere successo). Una vicenda complicata, non alla portata della comprensione di tutti gli utenti ma che sta facendo rumore in rete.

L’etica del capitalismo, lo spirito della rete: cioè il desiderio di far soldi (in maniera oscena, considerando la ricchezza costruita sui contenuti prodotti da altri di Google, Facebook e via dicendo: almeno il suo software a codice chiuso se lo produce da sé) e quello di contribuire in effetti alla crescita dell’economia digitale. La valutazione di Facebook è secondo alcuni sproporzionata rispetto al suo reale valore.

Si parla di miliardi di dollari. Soprattutto, se ne parla senza avere una idea di come si producano gli introiti che giustifichino il valore dell’azienda se non vendendo tutte le informazioni e i contenuti prodotti da e sugli utenti del servizio a terzi. Ma anche così, c’è chi comincia a dubitare che si riuscirebbe mai a produrre anche solo una parte della ricchezza stimata per Facebook: 175 milioni di utenti nel mondo (8 in Italia, tutto stimato), 300 milioni di dollari di fatturato nel 2008 (stimati, in crescita), un valore dell’azienda Facebook stimato fra i 3,75 e 5 miliardi di dollari, secondo il settimanale economico statunitense BusinessWeek.

FONTE MACCITYNET

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Steve Ballmer


2008
12.26

Avevo già parlato di Steve Ballmer ma oggi vorrei proporne un confronto fotografico….

E cogliere l’occasione per rivedere la presentazione ufficiale di Windows 1.0…..

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