Archive for the ‘Sogni strani…’ Category
La Genesi. Dalla Bibbia secondo me.
04.24
In principio Dio creò il cielo e la terra.
Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: “Sia la luce!”.
E la luce fu.
Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte.
E fu sera e fu mattina: primo giorno.
Dio disse: “Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”. Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento.
E così avvenne.
Dio chiamò il firmamento cielo.
E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Dio disse: “Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto”. E così avvenne.
Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare.
E Dio vide che era cosa buona.
E Dio disse: “La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie”. E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.
E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Dio disse: “Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra”.
E così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.
E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Dio disse: “Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo”. Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra”.
E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
Dio disse: “La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie”. E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.
E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.
Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e disse loro:
“Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra”.
Poi Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.
E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
E fu sera e fu mattina: ottavo giorno.
Dio vide nel mezzo del mondo un uomo, Abramo che si guardava intorno dimentico del passato e smarrito al quesito di chi avesse creato tutto questo.
Scese sulla terra e vi parlò per poi lasciarlo vivere e lasciare che il suo verbo si espandesse. Rimase a seguire l’uomo per ore, tra le sue guerre, e le civiltà.
L’uomo era diverso dagli altri animali e seguirlo era un’attività molto più faticosa delle precedenti.
E fu sera e fu mattina: nono giorno.
Dio disse: “dov’è finito l’uomo in questa notte?” E fece scendere il suo figlio primogenito sulla terra per indicare la via agli uomini, li seguì il tempo che questi nuovi insegnamenti si espandessero poi la fatica lo portò nuovamente a riposare.
E fu sera e fu mattina: decimo giorno.
Dio disse: “dov’è finito l’uomo in questa notte?” E con rammarico guardò le armate vestite di bianco fregiate di croci rosse, guardò le guerre e il sangue, guardò la barbarie, e vide che non era cosa buona e giusta. Decise di cambiare il mondo, ancora una volta ma con segni più piccoli per non interferire troppo, mandò santi e cultura, voglia di rinascita.
E fu sera e fu mattina: undicesimo giorno.
Dio disse: “non è questo ciò per cui ti ho creato libero” e urlò all’uomo di smetterla col petrolio, con l’uranio, con il sangue e le guerre fratricide, fece tremare la terra, scaldare il cielo, lanciò segni che non lasciassero dubbi sul rischio dell’uomo di distruggere la terra stessa che gli era stata donata.
E fu sera e fu mattina: dodicesimo giorno.
Dio scese sulla terra e non vi trovò un solo uomo, ma trovò ancora piante, animali e la terra che liberatasi del proprio male aveva ripreso a vivere.
E vide che era cosa giusta.
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Acino
11.12
Non lo so perché oggi ho scelto di salire sul sedile dietro della macchina, credo sia venuto spontaneo, così… fatto sta che mi ritrovo qui.
Alla guida c’è il buon vecchio Simon, lato passeggero nessuno.
Io sto piegato in avanti, appoggiato al sedile anteriore con la testa al di là del poggia testa, a parlare con lui, è una bella giornata di sole questa, inverno e sole, ottima per un bel giro sulla neve.
Siamo in autostrada già da qualche ora, in tranquillità, Simon non è solito correre ed è bello godersi il paesaggio e fare quattro chiacchere nel tragitto, godersi il tempo, godersi lo spazio, godersi la compagnia di…
D’un tratto accanto a noi un camion sembra sbandare un po’, stringerci di lato da destra.
In un’istante sfiora la macchina sul mio lato, non la tocca per un nonnulla e Simon lo schiva, ma sull’altro lato c’è ancora un camion. La macchina rallenta, si lascia sorpassare da entrambi.
Come sempre l’abbiamo scampata, l’ho scampata, si perché tanto ho la consapevolezza che non è ora, che non sarà qui che deve accadere, un po’ come una predestinazione, non lo so spiegare, e poi ora c’è lei.
…dicevo godersi la compagnia tra amici, lasciare che il mondo vada per la sua strada senza vincoli, senza strettoie, senza margini contro cui scontrarsi.
Lontano dal lavoro, dalle preoccupazioni, dai mille pensieri e… ed ancora un camion, questa volta, ancora ci stringe, questa volta è più avanti e il muso della macchina è a metà del rimorchio, e non c’è il tempo di frenare.
Non sento quasi neppure il rumore frastornante assordante della lamiera che si piega, si contorce, il muso della macchina che si stringe schiacciato tra il rimorchio di un camion e la motrice di un altro che è sopraggiunto da sinistra, ma osservo tutto, dura pochi istanti e tutto sta già finendo, anche questa volta ci è andata bene, anche questa volta incredibilmente ci è andata bene, anche se ci siamo andati vicino anche ques. Senza un istante d’attesa sento una pressione sulla schiena, non ho bisogno di vedere per capire che il tetto della macchina sta stringendosi su di me, che qualcosa è arrivato da dietro di noi, allungo la mano, sicuro di poter aprire la porta e fuggire prima di rimanere incastrato, allungo la mano senza neppure accorgermi che la mano non si può, non si potrà muovere, senza pensare che la portiera è schiacciata dalla fiancata di un camion, penso solo che vorrei mandarle almeno un messaggio, dirle qualcosa, penso solo che me la caverò per lei, penso solo che non pensavo che un corpo umano sottoposto a questa pressione potesse somigliare così ad un acino di uva, lo penso un istante mentre tutto esce da me.
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Salite….
01.15
Ho sognato sta notte.
Una salita, di roccia, e terra, ripida e pioggia.
Mi arrampicavo su di un percorso erto, ripido scivoloso, mi arrampicavo sempre con più fatica, dovevo arrivare lassù, qualunque cosa fosse, dovevo arrivarci, e scivolavo, ero ormai pieno di fango, le mani ferite, stanco, il percorso sempre più Erto, ormai pareva di arrampicarsi in parete, tra sassi, terra chiara, sabbia, stanchezza, scivolavo. Poi infine mi (continua…)
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Morfeo.
01.14
Mi manchi.
08.08
Mi manchi.
E non c’è nulla da fare, nonostante la continua ricerca di fughe.
Mi manchi.
E non posso non tornare ogni notte a sognarti, a sognare di riincontrarti, e di ritrovare tutta quella complicità, quel essere (continua…)
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Sognarti
05.04
Non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi… non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni notte di dirti che mi manchi…non posso sognare ogni (continua…)
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Sogno
02.27
Svegliarsi il mattino da un sogno,
dolce sogno.
Dolce e forte desiderio.
Stupendo.
Svegliarsi un po’ delusi ed accoccolarsi ancora tra le coperte sperando di tornarvi almeno un po’.
Un altro po’.
Pochi istanti.
Cullarsi nel ricordo.
E poi vivere il giorno nel ricordo di quelle sensazioni dolci.
Nel sogno.
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Stanotte
06.10
Ti ho sognata questa notte.
Si, è vero, è stata una notte di sogni strani, ho sognato anche di essere a scuola, tra l’altro in un’altra città, ma ti ho sognata.
Perché? Come fossi rifugio, dolcezza in cui riposarsi dopo la confusione dei giorni passati.
Ti ho sognata. Te.
Vorrei specchiarmi in te, fata.
E non ricordo nulla del sogno se non che stavo bene.
Poi d’un tratto mi sono svegliato.
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Mi hanno interrogato.
05.10