Mar 072017
 

Negli ultimi mesi ho notato con piacere un notevole aumento degli accessi a questo sito, probabilmente complice alcuni articoli che vengono quotidianamente visitati da nuovi utenti (vedesi a sinistra li “Articoli più letti in assoluto”), il mio cambio di rotta nella o lo scriverci più spesso, o tutte queste messe assieme.
Ti ringrazio.
Ringrazio te che stai leggendo ora, e ancora di più se sei uno di quelli che tornano spesso.
Colgo l’occasione però di fare chiarezza, come ho già fatto in , su come questo blog ed il mio modo di scrivere funzioni, è un discorso che faccio più per le persone che tra quelle che mi seguono mi conoscono direttamente che per gli altri, ma probabilmente può essere interessante anche per questi.
In ogni articolo, ad eccezione probabilmente di quelli palesemente politici sull’attualità, c’è finzione e realtà, pensieri reali e di personaggi, ma soprattutto finzione. Si tratta di esercizi di , prove di scrittura talvolta estremamente realistica talvolta irrealistica ma pur sempre esercizi di . Apprezzo molto quando qualcuno si preoccupa di quello che scrivo e mi chiede se stia succedendo qualcosa di terribile, lo apprezzo perché evidentemente quel pezzo, quella finzione è stato particolarmente efficace, ma non è qui che confiderei la realtà della mia vita. Certo parte di quello che scrivo è influenzato, mescolato, pervaso dalla mia vita, dai fatti che mi accadono ma è davvero difficile da fuori distinguere e discernere le parti ispirate alla realtà e le costruzioni sovrastanti di fantasia e fiction. Certamente se scrivo un pezzo sulla è tratto da un’ispirazione reale ma è davvero difficile per te che leggi distinguere se sia morto qualcuno nella mia vita o se abbia ascoltato “Mandaci una cartolina” di o se abbia visto un servizio al telegiornale. In questi anni ho dato accesso a questo mondo solo ad una persona che ha avuto modo di starmi vicino abbastanza da capirne il meccanismo, da distinguerlo nel fino a darmi la definizione che adoro di più e che uso più spesso di me. Diceva che io prendo le cose che mi accadono, quelle che leggo, quelle che vedo le butto tutte in un cappello, mescolo e poi ne tiro fuori una storia tutta nuova, che non è una ne l’altra cosa. Un’altro motivo per non fare relazioni tra la mia vita e quanto scrivo è il fatto che ormai da diversi mesi gli articoli appaiono sul sito “in ritardo”. Generalmente pubblico articoli che ho scritto almeno una settimana se non due prima, quando gli eventuali riferimenti sono ormai lontani, lo faccio per una maggiore qualità e perché mi capita di scrivere anche tre articoli in un giorno e pubblicarli contemporaneamente non aiuterebbe a seguire il blog, tendo a distanziarli di circa sei giorni uno dall’altro se ne ho tanti quattro giorni. Questo articolo ad esempio sta venendo scritto il 22 febbraio ma probabilmente verrà pubblicato il 07 marzo dopo almeno altri due già schedulati.
Diverso invece è per alcuni articoli, tipicamente quelli di attualità o quelli particolarmente emotivi, spesso poesie o simil poesie. In caso di attualità non posso aspettare settimane a pubblicarli, perderebbero di senso quindi a volte la frequenza aumenta perché in mezzo si infila un articolo di questi. In caso di articoli particolarmente emotivi invece mi capita di pubblicare di botto qualcosa, ma anche questa volta ha poco senso interpretare tale emotività. Di recente ho pubblicato ad esempio un pezzo che trattava del sentirsi un trapano entrare dall’orecchio e distruggere il cervello, un lettore molto lontano avrebbe potuto interpretarlo come un momento di depressione spinta, uno più vicino avrebbe potuto sapere maggiormente se in quel periodo fossi stato di buon umore o meno, la realtà è che soffrivo di otite e l’otite era come un trapano che mi entrava dall’orecchio e che mi impediva di dormire e di ragionare serenamente. Molto più prosaico di quanto apparisse.
In definitiva leggete pure, divertitevi, apprezzate, arrabbiatevi, preoccupatevi ma ricordate sempre che:

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati.  Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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