Mag 222010
 

Non mi è facile fare una recensione priva di , sono passati pochi minuti da che sono uscito dal cinema, il Cinema Diamante, uno dei pochi, pochissimi cinema dove a Verona danno e daranno questo , in questo e in quelli affiliati allo stesso gruppo.
Troppo scomodo metterlo nei grossi cinema, al Warner Village, all’UCI, troppo scomodo soprattutto in una città come Verona nella quale anche i circoli culturali non affini a determinate opinioni vengono chiusi con scuse di dubbia liceità.

Incontrarci Tommaso con cui ho condiviso la mia avventura a l’Aquila è stato da un lato un piacere immenso, il piacere di incontrare di nuovo un fratello, dall’altra considerato che abita a 50km da questo cinema la conferma che questo film verrà come sempre nascosto all’opinione pubblica, e la gente non lo vedrà se non chi sa già di cosa parla, di che si tratta, che cosa contiene.

Gli scorci di che contiene il film sono scorci che ho visto, che ho vissuto, alcune inquadrature sono le stesse che ho fatto nelle mie foto laggiù, anche se molte ho scelto di tenerle per me, il guaio è che è passato ormai un anno da quando le ho fatte e tutto è ancora così, addirittura le stesse foto, più sbiadite, sullo stesso armadio che sporge tra le pareti sventrate di quella in via San Francesco, le macerie del palazzo di via XX settembre, accanto alla famosa dello Studente, Piazza D’Armi prima come l’ho vista tra l’altro in uno scorcio con una bimba che ho conosciuto e poi smontata. Ma non sono questi scorci la cosa che mi ha fatto male, no, li conosco per quanto speravo i lavori di ricostruzione fossero iniziati, sono tutti gli altri fatti di cui tratta il film.

Fatti che per chi è informato non sono purtroppo delle novità sconvolgenti ma che tutte riunite in un ora e mezzo fanno il loro effetto. Temo tuttavia che la gran parte dei fruitori di questo film siano sufficientemente informate da conoscere la gran parte delle cose che contiene, sono tutti quelli che non sono informati che dovrebbero vederlo, che dovrebbero ASSOLUTAMENTE vederlo per rendersi conto di in che direzione sta andando il nostro paese.
Nel film si parla de l’Aquila, si, del terremoto, e della gente del parere delle persone, di come è stato gestito il tutto ma quello che l’autrice vuole raccontare è ben di più, è la strada intrapresa da tutta la nostra politica, destra e sinistra non importa, verso qualcosa che si intravede facilmente aprendo un minimo gli occhi, studiando un minimo le leggi fatte negli ultimi anni dal 94 e alla fin fine anche da prima, a come sia legittimo (nei termini della legge Italiana) creare commissioni della protezione civile libere di oltrepassare ogni legge e finanziare cose private di parenti e amici.
E non parlo di protezione civile intesa come quelle grandi persone che si sbattono per tirar fuori dalle macerie i terremotati ma di quell’organizzazione che si è tentato di far diventare S.p.a che ad alto livello regola qualsiasi cosa voglia il governo per coprire anche gli illeciti nell’organizzazione di “grandi eventi” come quelli sportivi o religiosi prendendo i soldi dalle nostre tasche.
Ma detto da me in effetti, con le mie parole può sembrare un parlare di aria fritta, visto con le leggi alla mano, con le testimonianze di chi ai vertici c’è stato ed ha dato le dimissioni, le testimonianze di chi ha visto e vissuto molto più di me ha una che consiglio di incontrare.

Un film da vedere, ma soprattutto un film a FAR vedere, a tutti, destra, sinistra, prevenuti, non prevenuti, informati, ignoranti, colti.
Poi ognuno tragga le proprie conclusioni, ma è certamente un film da vedere, da vedere prima di osannarlo e prima di criticarlo.

E poi da chiedersi perché si cerca di nasconderlo, di screditarlo, di insabbiarlo.

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

  5 Risposte a “Draquila, L'Italia che trema (recensione)”

  1. A Padova lo danno al Cinecity, un multisala di 13 enormi sale, 2 spettacoli tutti i giorni e 3 nei week end, ed è in programmazione ininterrotta da due settimane… non mi pare nascosto, io l'ho visto il primo giorno.Credo che i temi della PC e dello stato del centro storico siano estremamente interessanti e meritino di essere più diffusi possibile… ma non ho apprezzato il film purtroppo. I campi, di cui ne ho visti 4, non erano lager blindati e l'associazionismo non era proibito. La visione da 1984 a tratti mi sembrava ridicola, nonostante sia d'accordo sul malgoverno di molti aspetti e sulla disonestà di molte persone… Eppure qualche volta bisognerebbe limitarsi ad apprezzare il lavoro svolta dai tanti onesti, e constatare che in un emergenza qualcuno scontento ci sarà sempre…Non so…

  2. A Padova da che parte è il sindaco?

  3. Bè, la provincia e il comune del cinema (Limena) sono del PdL, per il comune di Padova c'è Zanonato di centro sinistra…

  4. Da noi stanno chiudendo anche i centri culturali non affiliati a Forza Nuova con sindaco della lega (il sindaco più amato d'Italia dicono…), sarà per questo che qui lo fanno in una sola di periefera in quasi tutta la provincia…

  5. Vederti lì Stefano mi ha fatto un piacere immenso…tutto quello che si è detto in questo documentario, sono cose che già sapevo, ma sentirle così, tutte assieme mi provocava un mix tra tristezza, rabbia, voglia di far qualcosa per cambiare tutto, ma anche un sentimento di profonda inutilità, nel sentire che ogni sforzo è vano…ma questo non mi blocca nel fare i miei sfrozi…però è frustrante…

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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