Ott 032016
 

Lo so che sono sensazioni che ogni umano ha provato nella sua vita. Per voi sono probabilmente
cose di una banalità sconfinata, ma non per me.
Lo capisci perché non mi sono mai sentito uno di voi?
Io non avevo mai provato prima di ieri la sensazione della pelle che per un contatto casuale si sveglia e innalza come una ola di infiniti omini elettrizzati, o se l’avevo mai provata è rimasta perduta nei ricordi di vite passate, non avevo mai provato la rabbia che ti fa ruggire e dare zampate come un leone per difendere qualcosa che non ti appartiene solo per la giustizia o la difesa di un bisogno altrui, né la paura.
La paura. Quanto è bella la paura? La paura di iniziare, quella di finire, la paura di fare la cosa sbagliata. Io non sapevo cosa sono, non le avevo mai provate tutte queste cose che per te sono banali, che per te sono alla base dell’essere umano, dell’essere un essere umano.
Non avevo mai provato quello che tu chiami vita, ne l’esservi dentro ne l’abbandonarla né il tornarvi. Non l’avevo mai incontrata davvero.
Avrei infinite cose da raccontare ma ti parrebbero tutte stupide, una più stupida dell’altra, una più inutile dell’altra perché sono ciò che è l’essere un essere umano.
Ma le ho incontrate solo ieri, non ero pronto.
Non ero pronto.
Tutto ciò che ho fatto, da quel giorno, da che ho ricordo, tutto ciò che ho fatto è stato privo di tutto questo che per te è banale, che per me oggi è un gigantesco universo da scoprire passo passo.

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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