Gen 312009
 
“Il dell’uomo”, tratto da una conferenza del 1947 del filosofo Martin Buber (ebreo, vissuto in Austria, Ucraina, Germania, e Israele, morto a Gerusalemme nel 1965), è un piccolo libricino di circa sessanta pagine, in cui l’autore commenta alcuni insegnamenti chassidici, parlando di spiritualità con stile esemplarmente semplice.

Questo mi è stato regalato qualche settimana fa da una carissima amica che tanti fa era la mia animatrice del gruppo giovani, lo ritengo davvero bellissismo, tra l’altro a me piace molto il tipico modo di ebraico in cui vengono spesso aneddoti interessanti e ricchi di saggezza.
Come lascia intendere il titolo parla del cammino dell’uomo, aiuta a chiedersi “dove sono?” e a capire come ogni singola persona sia importante per quello che è. Aiuta a capire come non abbia senso cercare di essere qualcun altro ma che sia necessario essere proprio se sessi. Mostra come per cambiare il mondo e la propria situazione sia necessario proprio in primis cambiare se stessi, non i dettagli che ci girano attorno, non le piccolezze e i piccoli comportamenti, ma se stessi. Sempre restando e valorizzando ciò che già si è.
Da questo libro si capisce che tu sei importante per quello che sei, e che non devi affatto essere troppo diverso da quello che sei per realizzarti a pieno.

Hermann Hesse a Martin Buber scrisse

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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