Ott 052009
 

Ci sono luoghi nel mondo, neanche troppo lontani da noi dove accadono piccolezze infinitesime che danno visioni, che cambiano la prospettiva di vedere, che rovesciano l’essere, per sempre o anche solo per qualche istante.
Un po’ torna alla mente il nostro vecchio naufragio di qualche anno fa mentre si naviga tutti al largo di Chioggia, il sole forte anche se non caldo, l’odore del sale, i delfini che saltano, e ancora le onde che scivolano sotto la chiglia.
Obiettivo il relitto dell’Eudokia II una nave cargo abbastanza grande da entrarvi, e visitarne le cabine, la sala macchine, osservare la crepa dello scontro con la nave che l’ha fatta affondare, casa di molteplicità di pesci e colori.
Ma non è l’Eudokia che più mi fa pensare ma l’aria.
Così vicino a noi, così facilmente riproducibile e al contempo così raro da vedere c’è un fenomeno che accade all’interno dei relitti, o nelle grotte sommerse, o volendo anche in una semplice scatola immersa nell’acqua.
Il lago nel mare.
L’inversione del mondo.
Guardare in altro e vedere sopra di te un lago in cui specchiarti creato dall’aria che stai emettendo dai polmoni, smettere di respirare e osservare un lago dall’alto. Dal basso.
E stai voltando a testa in giù, stai volando su un lago di cristallo in una struttura congelata nel tempo e attorno a te bolle d’acqua che scendono verso il lago lentamente ingrandendosi fino a confluirvi, fino a farne parte, alimentarlo, ingrandirlo, nutrirlo. E l’acqua è tramutata in aria e l’aria in acqua e il tempo è immobile nel silenzio nella consapevolezza che quel mondo è lì dove tu sai ma nessuno o pochissimi potranno vederlo come lo vedi tu, capirlo come lo capisci tu.
E poi allontanarsi volando e scendere, scendere fino al confine, un confine che una volta attraversato fa ruotare nuovamente il mondo e l’acqua si tramuta in aria e l’aria in acqua e la barca ha di nuovo i colori e i motori accessi e il tempo ricomincia a scorrere.

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

  2 Risposte a “Il lago nel mare.”

  1. stefano 🙂 sembra una poesia…ma che lhai fatta tu? mamma mia…mi stai facendo venire la voglia di immergermi in questo mondo sconosciuto…misterioso e stupendo!!! sembra un mondo fatto solo dal silenzio, dalla pace,da creature mitologiche e dai pensieri unici con cui puoi confrontarti e parlarti…posso solo dire…WOW!

  2. Certo che l'ho scritto io!!La subacquea è stupenda!

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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