Influenza A: falsa pandemia organizzata per fare ricche le case farmaceutiche

2010
01.13

A quanto pare, si è trattato di una finta pandemia. Nessun rischio per la salute, ma soprattutto niente più di una normale influenza. L’allarmismo eccessivo e dilagante che si è fatto intorno all’influenza A sarebbe stato soltanto un manovra ben organizzata dalle case farmaceutiche per trarre enormi margini di profitto dalla vendita di vaccini e farmaci anti influenzali per combattere un virus in realtà meno aggressivo di quanto si potesse far credere.
Influenza A: falsa pandemia organizzata per fare ricche le case farmaceutiche

A dichiararlo è Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della Commissione Sanità del Consiglio d’Europa che ha accusato esplicitamente lecase farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell’Organizzazione mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia. Secondo Wodarg le industrie del farmaco avrebbe tratto guadagni indecifrabili dalla messa in commercio di medicinali specifici, per altro senza nessun rischio finanziario.

I governi di tutto il mondo, messi in allarme dal rischio di contagio avrebbero così depauperato le proprie risorse detratte dai fondi previsti per la sanità per far fronte ad una spesa che appariva assolutamente necessaria per garantire la salute pubblica ed ovviare alla diffusione della malattia. Ma sembra che non ce ne fosse un reale bisogno e adesso il Consiglio d’Europa che ha definito il caso come “uno dei più grandi scandali sanitari del secolo” chiede che si apra un’inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche.

Per altro, la notizia giunge sulle pagine del Dailiy Mail proprio negli stessi giorni in cui i governi stanno tentando di smaltire tutte le milioni di dosi di vaccino acquistate quando il rischio influenza sembrava avesse raggiunto il picco ma adesso rimaste inutilizzate. Si pensi che soltanto la Francia aveva acquistato 94 milioni di dosi mentre da noi, in Italia, si sono spesi circa 184 milioni di euro per 24 milioni di dosi acquistati presso la casa farmaceutica Novartis.

Roberta Valenzan”
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