Set 262017
 

Non li ho compiuti oggi trentacinque , è già passato qualche giorno.
Era un del bilancio nella mia testa, di progetti di sogni, di desideri, di obbiettivi.
Sono falliti tutti. Dal primo all’ultimo.
Eppure sono felice.
In procinto di cambiare lavoro abbandonando un progetto che amo ancora durato quasi dieci anni, in procinto di proseguire sul mio grande nonostante le mura alte che lo hanno circondato, in procinto di provarne un’altro più incredibile e assurdo, in continuo cambiamento.
In continuo cambiamento.
Oggi mi è ricapitata in mano, Itaca di Costantino Kavafis, o più precisamente mi è stata fatta ricapitare in mano, è curioso se penso quando e come ne sia venuto a contatto la prima volta. Era l’ della mia libertà, della mia vita in qualche modo adulta. La leggevo e sognavo che la mia vita sarebbe stata un viaggio incredibile e pieno di avventure, viaggi metaforici e non. Era il 1997. Sono passati venti anni da allora. Ed era settembre, ne sono quasi certo. Forse è stato quel giorno che mi sono messo in viaggio.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

La strada è stata lunga fino ad ora, più lunga di quanto mai avrei potuto credere e sono bel lontano da raggiungere Itaca e sono felice di esserlo. La strada. La strada come la intendo io è di più di un percorso, la strada come la intendo io è esattamente quello che Kavafis racconta, e di lestigoni e ciclopi ne ho incontrati, ho incontrato anche la furia di Nettuno ed il pensiero è crollato tanto da perdermi per anni nelle acque scure del mare. Sono approdato su isole sconosciute, incontrato Circe, Calipso, Nausicaa, mi sono perduto tra i flutti in mezzo alle sirene e ho perduto me stesso. La strada è stata lunga e sarà lunga ancora ma ho incontrato anche porti fenici, empori, mercati, conosciuto profumi che porto dentro e che porterò sempre con me, imparato cose e vissuto interi mondi. Ho creduto di non essere più in grado di trovare la rotta. Ma oggi. Oggi so che non sono stati venti anni invano. Che ogni cosa ha avuto un posto, un significato. Guardo la stiva della mia nave e non contiene un grammo di oro ma è zeppa delle cose più preziose. Vorrei donarle, condividerle, scambiarle, viaggiare ancora ed ancora perché oggi so cosa mi ha fatto perdere e so resistere alle sirene. Conosco il mare e i suoi segreti, conosco dentro di me. Comunque sia è stato un bel viaggio, comunque sia sarà un bel viaggio e Itaca non è lontana chissà dove, è qui. Ora. Giorno dopo giorno, istante dopo istante.

 

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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