Feb 152009
 

Luce Chiara
15/02/2009

Osservo il tuo sguardo
lucido di lacrime
gioia
comprensione

osservo il tuo sguardo che osserva a sua volta
dentro te
come fosse dentro me osservarti

E poi…
e poi d’un tratto dal banale si entra in qualcosa che è nubi
ed è cielo ed è montagna e i fiori che la popolano
e luci
e colori
e neve
e prati
e tutto
e tutto ciò che è contraddizione stessa del tutto
tutto e ciò che ancora si scontra con l’esistenza
e ciò che non esiste si trova ad essere tutto ciò che è e che ha senso
tutto ciò che credevo realtà si capovolge
tutto ciò che un giorno prima era il mio essere diviene il non essere, il perdere me stesso
tutto ciò che era il mio fuggire diviene il mio divenire
d’un tratto il cielo diventa e il cielo,
la terra innevata diviene nube bianca, le rosse nubi fiori, i fiori stelle
ed io a testa in giù sulle mani e rido,
rido ancora un po’ prima di saltare verso un cielo di nubi sparse,
prima di saltare tra fiori e stelle
e foglie e lucciole che erano prima stelle
e farfalle che eran prima foglie
e immagini di che sono realtà e luoghi divenuti immagini
e sogni.
Rido ancora un po’ prima di saltare e nuovamente vivere
quel che non è sogno, non è realtà, ne immaginazione ne .
Rido un po’ e poi vivo.
Quel che è certo qui, è che vivo.

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

  Nessuna risposta a “Luce Chiara”

  1. O sì. Davvero.
    “Rido un pò e poi vivo.
    Quel che è certo qui, è che vivo.”
    Ammirevole Stefano, ammirevole, sì. : - * Ross.

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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