Mar 112018
 

35 anni. Era l’età di Dante quando scrisse la sua Commedia. Quella che chiamiamo Divina. Era un tempo di bilancio, per dividere cosa fosse il prima e il dopo. Mi guardo indietro e guardo avanti. Ho imparato qualcosa in questi anni. Negli ultimi tre forse. Ho imparato cosa significa qui e ora. Tutto il resto della mia vita è stato un guardare indietro a quello che avevo vissuto, guardare avanti quello che avrei dovuto vivere, privarmi dell’oggi.
Era così nella mia testa sebbene la vita, la realtà siano assolutamente diverse. Oggi vedo la vita come un fiume che scorre impetuoso pieno di diramazioni, infinite diramazioni, ovunque. Dietro e davanti, prima e dopo. Non vedo un futuro ma infiniti. Guardando alle mie spalle vedo infiniti me stessi, tanti da non poter seguire una linea unica lineare, infinite esperienze linee e non so quali di tutte queste hanno reso di me ogni sfaccettatura. Certo, come tutti riconosco alcuni macro eventi che hanno probabilmente fatto cambiare la direzione del corso del fiume, quelle montagne enormi che ne curvano completamente il destino ma poi ogni minima roccia, albero, discesa, risalita hanno influito o forse no a portarmi qui. Rami chiusi possono aver spinto con la risacca, rami aperti possono essere fluiti nel nulla e forse torneranno più avanti a spingere o strattonare, forse sono confluiti in altri fiumi ormai lontani da me, e altri fiumi sono confluiti nel mio. Non c’è una linea, in destino, un percorso ma infiniti ed io sto tra questo infinito in un punto.
Davanti a me ancora infiniti punti.
A volte capita di sentirsi fare la domanda “Dove ti vedi tra dieci anni?” o sentire affermazioni come “Pensa a quando andremo in pensione” dando per scontato che lavorerò ancora dove lavoro ora, o si da per scontato che la casa in cui si vive sia per sempre. Guardo attorno a me e vedo la gran parte delle persone della mia età radicate in queste idee. Hanno scelto un percorso e sono convinti che lo porteranno a termine se di termine si può parlare.
Dove mi vedo tra dieci anni? Dove mi vedo tra cinque? Dove l’anno prossimo? Dove tra cinquanta?
Vedo la mia vita come una serie di percorsi infiniti, infinite scelte, infinite cose che possono cambiare da un momento all’altro. Ce ne sono alcune più probabili, due o tre. Alcune meno. Ce ne sono di apparentemente impossibili ma così affascinanti da non poter essere ignorate, ci sono piani A che potrebbero farmi cadere in B, in C, in imprevisti inpianificabili, in direzioni nuove. Mi guardo cinque anni fa e guardo i piani che avevo. Oggi avrei dovuto essere una persona completamente diversa, con sogni completamente diversi, con obbiettivi completamente diversi ma un colpo o due mi hanno fatto saltare ancora ed ancora. Avrei potuto avere dei figli, essere sposato. Avrei potuto essere divorziato e alcolista, avrei potuto essere frustrato nel mio lavoro come lo sono stato, avrei potuto essere più noioso, avrei potuto scrivere almeno altri due libri. Ed invece sono qui, dove uno degli infiniti rami mi ha portato nel mezzo del cammino della mia vita. E non mi importa dove sarò, e non è un Carpe diem, un vivere senza pensare a un domani ma un vivere sapendo serenamente che non posso sapere dove sarò domani, se amerò se odierò, se vivrò, se mi ucciderò. Essere pronti. La mia vita è Essere pronto, Estote parati a vivere, ad essere, a mettere le mani in mezzo a questo torrente o nel fango o nella terra e strapparne fuori il meglio. In ogni momento, in ogni cosa, da ogni cosa.
Non sono nel mezzo di un cammino, non sono a metà o all’inizio, o alla fine. Sono qui e ora. Sono oggi, pronto a domani. E non chiedetemi dove sarò, non lo so io, non lo sapete voi.

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

  2 Risposte a “Nel mezzo del cammin di nostra vita”

  1. Se mi avessero detto tre, cinque, dieci anni fa che oggi sarei stato qui semplicemente non ci avrei creduto.
    In bocca al lupo viaggiatore che la vita sappia trovarti sempre pronto

  2. ❤️

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