Feb 232015
 

Fuori dalla finestra c’è la nebbia, mi accorgo che erano anni che non mi fermavo a guardare la nebbia dalla finestra.
Mi riporta indietro di secoli, a Contrapposizioni, al capitolo Vetro, e poi mi fa rimbalzare avanti di nuovo. Mi riporta al terzo piano della casa dove sono cresciuto e poi come un film accelerato mi riporta qui a guardare l’aura attorno al lampione acceso nel buio della notte.
Poco fa rileggevo l’ultimo post che ho scritto, sotto ogni post compaiono i post correlati, vengono scelti in modo automatico, e ho iniziato a navigarci un po’ come si faceva un tempo nelle note dei libri, o come si fa oggi su Wikipedia, sono così arrivato a leggerne uno vecchio del 2008: ….parentesi e scrivere…...
Rileggerlo dopo così tanto tempo è stato strano, ricordo ancora chi mi disse “pensa meno” e chi “se deve essere sarà”, e mi fa sorridere l’idea di dove sia andato il rapporto che avevo ho con l’una e l’altra persona. In modo imprevedibilmente prevedibile in ogni suo aspetto.
Ricordo anche chi dialogò con me:
“Hai scritto di lei?”
“Si, molto”
“Hai scritto in passato cosa provi per lei? Perché stai bene con lei?”
“Si, certo.”
“E se lo rileggi ora? Sei ancora d’accordo con quanto hai scritto?”
E se lo rileggo oggi sono ancora d’accordo.

Scrivevo “Credo sia quando si riesce a scrivere un concetto e rileggerlo dopo settimane, mesi, anni che si da a se stessi (e agli altri) prova di aver scelto, di essere, di credere.” lo credo ancora, e credo ancora nelle cose che scrivevo allora.
Ed è una bella consapevolezza rileggere dopo anni che anche ciò che nel breve tempo sembrava incoerenza nel lungo termine risulta una linea continua senza interruzioni, ciò che sembravano parentesi sono in realtà le virgole tra una semi frase ed un altra, ciò che sembra un punto semplicemente un istante per sottolineare l’importanza di una frase, ciò che sembra una andata a capo solo la coerenza di un discorso più ampio.

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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