Chi mi conosce conosce probabilmente anche il mio culto per “The Wall” sia versione Pink Floyd sia versione Roger Waters, sia film, sia album, che live, ma soprattutto per il grandioso concerto del 90.
Se parlo di “cosa faresti se potessi tornare indietro nel tempo” rispondo quasi sempre tornare nel 90 e vedere quel concerto che a otto anni non ho potuto vedere.
Bene. Poco più di un anno fa ha iniziato a girare la voce che Roger Waters volesse fare un tour mondiale riproponendo il mitico The Wall.
Praticamente un sogno.
Il giorno dell’uscita in commercio dei biglietti io ero già su TicketOne a cliccare per comprarne due. Per me e per mio fratello essendo entrambi cresciuti con le musiche dei Pink Floyd.
Bene. Neanche fosse un pesce d’aprile siamo stati entrambi delusi.
Credo che la definizione migliore sia stata quella di mio fratello, tanto che me la sono scritta per essere sicuro di non scordarla: nostalgico e pretestuoso.
E questo senza parlare del lato musicale e scenico del tutto, di cui forse sono più adatte le mie spiegazioni.
Nostalgico e pretestuoso. Nel lancio del Tour Roger parlava del fatto che con le guerre attuali era giusto riproporre questo concerto contro tutte le guerre. Per chi non lo sapesse tale concerto è un concept album (in realtà un film musicale prima di tutto) che parla della storia di un artista che diventa tale dopo le sofferenze vissute da piccolo a causa della morte in guerra del padre e della lascivia della madre. Tale artista poi si richiude sempre più in se stesso impazzendo. La storia è un unione tra le storie della gioventù di Roger a cui effettivamente morì il padre in guerra e Syd Barret, il primo chitarrista e co fondatore dei Pink Floyd impazzito e cacciato dalla band qualche anno prima.
Il problema è che il concerto del 90 fu un unico enorme, gigantesco evento mediatico probabilmente con guadagno pressoché nullo a giudicare dalle spese ce devono essere state fatte per pagare tutti quei musicisti e quelle scenografie grandiose, questo invece è un tour decisamente prodotto a risparmio economico e a enorme guadagno. Comincia già a perdere un bel po’ del significato umanitario del progetto originale (all’epoca quasi un Live Aid praticamene) e diventa sempre più nostalgico. Aggiungendo poi che le immagini proiettate sono state aggiornate mettendoci le faccie di Obama, Sarkozy e i politici di oggi, aggiungendo la pausa a metà concerto con le foto e le storie dei caduti di guerra dalle guerre mondiali all’Afghanistan passando per l’Iraq e il Vietnam… beh…
Ha cominciato a darmi un tantino fastidio il guadagno sulla pelle di quei morti.
Una parte ridicola e nostalgica era Roger che si muoveva sul palco e faceva sceneggiate anche nelle parti (che esistevano anche nell’originale) non cantate da lui. Una parte del concerto si svolge con tutti i musicisti dietro al muro costruito durante il concerto, e proiezioni sul muro, era così anche nel 90. Ma perché ora c’era Roger davanti al muro a muoversi e imitare le pose del cartone piroettato?
Che poi chi conosce come viene disegnato l’avvocato può immaginare che pose facesse il cantante…
E questo era solo il lato umano del concerto. Il lato musicale è invece quello che ha deluso di più me. La mancanza di molti cori, la mancanza di molti strumenti esotici del concerto iniziale e del sassofono, la mancanza di alcuni assoli fondamentali dovuta alla mancanza di questi strumenti.
Non puoi proporre un concerto musicalmente identico… tranne qualche pezzo. O tutto uguale o tutto riaggiornato e riscritto. Soprattutto se pago 57 euro, soprattutto se sei Roger Water e non i Lunapop. Soprattutto se vuoi festeggiare i 30 anni di quell’album o rievocare il concerto del 90.
Le scenografie carine ma troppa computer grafica che risultava di pessima qualità rispetto ai disegni fatti a mano originali che venivano riutilizzati in alcune parti.
Stupendo il maiale volante telecomandato. Ne voglio uno. Un maiale (un cinghiale a dire il vero) alto tre metri che ci volava sopra alle teste. Non centra nulla con The Wall perché l’idea era di un altro tour dei Pink Floyd ma va bene lo stesso, era figo da vedere.
Stupenda l’emozione di sentire a quei volumi la parte finale di “Comforably Numb”.
Ma avrei creduto, sperato di emozionarmi ogni istante dall’inizio alla fine come ancora faccio col DVD del 90.
Nostalgico. Pretestuoso.
Ma non ho ancora parlato della parte peggiore del concerto, ossia di Ticket One.
Il Mediolanum Forum di Assago ha una capienza, non so quale sia ma il numero di seggiolini presenti è certo. Basta contarli, non credo ci voglia molto. Si può anche moltiplicare righe per colonne.
Ticket One non l’ha fatto. La quantità di persone stipate là dentro era impressionante, centinaia di persone non avevano neppure un posto dove sedersi, prima del concerto in più punti hanno rischiato di scoppiare risse. Gente in piedi appoggiata alle transenne e gente seduta dietro a lanciargli addosso birre perché si sedessero da qualche parte dove non c’era posto. Insulti, pesantezze. Non ci voleva molto a far scattare qualcosa che avrebbe fatto senza dubbio feriti. Tanti feriti. Per fortuna non è successo ma tanta gente si è “goduta” il concerto seduta per terra con davanti i pali delle transenne, stipati uno sopra all’altro, con le uscite di sicurezza e le scale piene di gente. Sarebbe bastato un qualsiasi evento, un piccolo incendio, un piccolo terremoto, uno che urlasse “ho una bomba” per scatenare un disastro di persone ferite.
Grazie Ticket One, intanto tu i soldi li hai presi.
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Tags: concerto, Musica, Pink Floyd, Produzioni Musicali, Roger Waters
si vede che ho assistito ad un altro spettacolo, il mio era bellissimo, pieno di particolari, il Roger Waters era un vero trascinatore, le mie immagini digitali arricchivano quelle di scarfe, la differenza è ovvia ma di certo non è un lato negativo, il concerto era tutto a click, tutto curato nei minimi dettagli sonori, anche la nota SI all’inizio di another brick parte 1 dopo “daddy’s flown accross the ocean”. I video in Vera mi hanno realmente commosso e la successiva apparentemente inutile Bring the boys ha chiarito tante cose. Run like hell aveva tutto un nuovo messaggio, all’inizio continuava a dire “divertitevi, divertitevi” e poi faceva vedere immagini crude e subito dopo “divertitevi, divertitevi”, era ovviamente un simbolismo con la televisione che ci ha assuefatti all’incontro con la morte, le ingiustizie, le guerre e dalla sua parte continua a dire “si ci sono le guerre ma guardate cosa sta accadendo all’isola dei famosi” giusto per distogliere gli occhi dalle cose veramente importanti. mi spieghi dove ha sentito il sax in The Wall? non c’è mai stato, è ovvio che continui a non esserci…
Gart Hudson che ci faceva nel 90 con un soprano in mano?
un cazzo
era lì perchè faceva parte dei The Band
ma con the wall non c’entra nulla, lo sai bene
Eppure c’era. E suonava. Credo abbia anche tu il DVD del concerto, puoi controllare.
Altrimenti una sera ce lo guardiamo assieme se vuoi, a me farebbe piacere!
Lo so bene. Ma questo concerto data la scenografia doveva rievocare quello,
non altro.
E di quello mancava troppo.
Senza parlare degli aspetti politici di cui ho scritto e che mi hanno infastidito, di ticket One e srl resto.
Ho apprezzato molto di più Dark Side Of The Moon in arena.
il concerto del 90 ce l’ho, ovvio, ma di certo non puoi prenderlo come punto di riferimento di the wall, quello spettacolo è stato tutto riarrangiato e riscritto per l’occasione, 1980, se devi cercare un the wall live come è stato concepito devi andare in quella data, in ogni caso l’originale non ci va molto distante
e no, the wall live doveva rievocare il tour di the wall live e lo ha fatto più che straordinariamente, il concerto del 90 è stata una data unica per un avvenimento (la caduta del muro) che non si sarebbe mai più ripetuta, non è di certo esemplificativo di come fosse il live nell’80
a riguardo dei posti, magari avevano tutti i biglietti di giornate sbagliate…