Apr 142017
 

<- La mia prima volta
<- La mia prima volta (La vita)

Ricordo la prima volta come se fosse appena accaduta. I suoi capelli erano mossi, castano chiari, ricordo che a far scattare il tutto fu un ricciolo sbarazzino sulla fronte, si staccava dal resto dei capelli per spingersi fiero verso il centro e risalire. Quel ricciolo aveva attratto la mia attenzione, sembrava richiedere tutta la mia attenzione, sembrava volere che la mia attenzione si concentrasse solo su di lui quasi ignorando il resto della figura che lo portava. Avevo tredici anni ed eravamo a scuola nell’aula magna, non ricordo esattamente per cosa fossimo lì perché la mia attenzione era rivolta altrove. Non avevo idea di chi fosse perché era in un altra classe ma quel ricciolo spavaldo era in qualche modo un simbolo nella mia testa, il simbolo che avrebbe scatenato tutto il resto. Ci avevo già provato in passato in maniera meno concentrata e motivata ma questa volta sarei arrivato fino in fondo anche se non lo sapevo ancora. Non ricordo quanto ci volle per sapere che il nome della ragazzina fosse Chiara e che fosse in terza B. Io se non ricordo male ero in F ma lei, ne sono certo, era in B. Di questo sono sicuro.
Dicono che la prima volta non si scordi mai. Io penso che siano le sensazioni provate a non essere scordate, l’atto in se purtroppo va perduto nei meandri della mente ricoperto dalla ripetizione ad libitum dell’atto stesso. Mi chiedo se lei invece abbia ancora memoria del risultato, visto che durante l’atto non era presente. Continue reading »

Gen 082017
 

Stavo risistemando il blog in questi giorni, piccoli dettagli grafici, soprattutto per quanto riguarda la versione mobile. Ho rivisto le citazioni che compaiono a sinistra nella versione desktop e mi sono riletto frasi dei miei autori preferiti aggiungendo le fonti e rimuovendo le citazioni non certe. Come ogni volta che ricapito su Pessoa mi accorgo di come in definitiva sia l’artista a cui mi sento più affine seppure ormai poche delle cose che scrivo gli somiglino. Ma in qualche modo è stato uno dei tre o quattro autori che mi hanno dato maggior spinta. Ho voglia di riportare uno dei suoi pezzi a cui sono più legato, lo trovo un po’ un monito al lettore che desidera interpretare lo scritto, e al contempo un monito allo scrittore. Un modo poetico per esprimere per l’ennesima volta come non abbia senso interpretare la realtà di ciò che uno scrittore scrive.

Il Poeta è un fingitore

Il poeta è un fingitore.
Finge così completamente
che arriva a fingere che è dolore
il dolore che davvero sente.

E quanti leggono ciò che scrive,
nel dolore letto sentono proprio
non i due che egli ha provato,
ma solo quello che essi non hanno.

E così sui binari in tondo
gira, illudendo la ragione,
questo trenino a molla
che si chiama cuore.

-Autopsicografia, Fernando Pessoa, 1° aprile 1932-
Ago 222007
 

Ricordo bene il suo sguardo.
Attraversa ancora la mia anima
Come una scia di fuoco nella notte.
Ricordo bene il suo sguardo. Il resto…
Sì, il resto è solo una parvenza di vita.

Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona.
Ho guardato le vetrine spensieratamente
E non ho incontrato amici con i quali parlare.
D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste,
così triste che mi è parso di non poter
vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi,
ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.

Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona.
Mi duole vivere in una situazione di disagio.
Debbono esserci isole verso il sud delle cose
Dove soffrire è qualcosa di più dolce,
dove vivere costa meno al pensiero,
e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole
e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali
né al giorno del mese o della settimana che è oggi.

Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale
che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.

Da Poesie Inedite di Fernando Pessoa

Apr 232007
 
Qualche tempo da parlando del Vajont ho citato Mauro Corona per le cose che ha scritto e detto sulla vicenda, oggi vorrei invece parlare di lui. Mauro Corona. Oggi mi sono goduto questa fantastica intervista e ancor più mi ritrovo ad ammirarlo.
Quando l’ho incontrato, semplicemente vedendolo uscire dalla chiesa di Erto ed entrare in osteria ne ero Continue reading »
Feb 212007
 

Una cara amica mi ha appena avvertito via mail di una interessante manifestazione letteraria ed io ve la passo così come mi è arrivata. Io farò di tutto per esserci!

Dicono che fingo o invento

Tutto quel che scrivo. No.
Io semplicemente sento
Con l’immaginazione.
Non adopero il cuore.
SECONDO APPUNTAMENTO DI “ALTRI LUOGHI, ALTRE PAROLE”
Prosegue il secondo appuntamento l’iniziativa “Altri luoghi, altre parole”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura-Biblioteca Civica, in collaborazione con la libreria “Il Minotauro”.
In un ideale giro del mondo si toccheranno i vari continenti, cercando di conoscerli attraverso le opere di alcuni degli scrittori più rappresentativi.
Rimanendo sempre in Europa, lunedì 26 febbraio, alle ore 17.30, presso la libreria “Il Minotauro” in via Cappello 35/C, Andrea Caltran leggerà L’ora del diavolo (Passigli Editori) di Fernando Pessoa.
Grande autore portoghese dall’intensa attività letteraria, utilizzò molteplici pseudonimi, dimostrando un’abilità senza confini nell’esprimere personalità e stili diversi.
Il racconto che sarà presentato nell’appuntamento di lunedì, fitto di riferimenti esoterici, magici, cabalistici, è solo una delle tante anime di Fernando Pessoa.
A marzo si partirà per l’Oriente.

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