Lug 162015
 

Partirà nella notte qui l’han chiamato Europa 3

Nello spazio infinito che fa sentire vicino a dio cercherò il futuro là nasceranno altre città

Certo che mi mancherà questa vecchia gente che mi saluta spera solo in me che ho paura da nascondere su una stella nuova per ritrovare quello che qui non c’è

-Timoria-

L’immagine della terra come la si rappresentava nelle antiche cartine verdi e azzurre è oramai un ricordo del passato, oggi è ormai arancione e grigio, le calotte artiche sono quasi irrimediabilmente sciolte e se ne vede vagamente traccia guardando il mondo da fuori come due piccole zone di un grigio più chiaro, non bianco. Quello che resta delle calotte artiche è ormai ricoperte delle polveri grigie che inglobano nei cicli in cui la superficie si scioglie e si congela di sei mesi in sei mesi ed ogni volta si congelano più piccole.

Nel giro di pochi anni il processo potrebbe invertirsi verso una nuova glaciazione, l’atmosfera è divenuta irrespirabile

Non vi è più traccia di azzurro e verde osservando da fuori il nostro pianeta ma oramai grigio e ocra sono i colori predominanti, intervallati talvolta da nubi spesso di colori iridescenti ricche di anidride solforica ed altre sostanze, non si vedono più luci ovunque negli scorci notturni ma solo localizzate in pochi centri, non più di un paio per continente, tutti ricoperti da enormi calotte di vetro, il resto della civiltà o della vita in genere sembra aver lasciato posto ad un grande deserto.

L’hanno mangiato i nostri padri e i padri dei nostri padri ed abbiamo continuato a mangiarlo noi ignorando volutamente ciò che stava accadendo attorno a noi.

Visto dalla terra il cielo è ormai divenuto rosso carminio e le temperature innalzate negli ultimi decenni, la fine delle risorse del pianeta azzurro. Sembra di essere in un eterno tramonto come se tale tramonto fosse in effetti il tramonto non solo di una civiltà ma di tutto ciò che un tempo la circondava. Visto dal basso al di fuori delle cupole si vedono solo rovine antiche di quelle che potevano essere città, rovine che nonostante gli anni sono state intaccate solo dai crolli e dalla polvere che come in una sabbiatrice leviga gli spigoli e distrugge i colori, nessuna traccia della natura che con la vegetazione tenti di riprendersi il suo territorio, nessuna traccia di nulla che possa dirsi vivo. Il mondo all’esterno è di gradazioni tra il rosso e il giallo e niente altro. Lo abbiamo mangiato, lo abbiamo mangiato, Abbiamo distrutto tutto nella Grande Guerra, abbiamo distrutto tutto. Non era bastata l’atomica, la bomba H, Hiroshima non ci ha insegnato nulla. I positroni. La bomba a positroni. Neppure l’estetica ormai anacronistica di un fungo atomico ma solo morte silenziosa ed immediata, da una parte all’altra del pianeta, distruzione, auto distruzione, nel giro di pochi secondi come un lampo che provenisse da un lato della sfera entrasse all’interno in direzione perpendicolare e poi si allargasse come un cilindro a riempire tutto il volume e la superficie. Poi colori cangianti, l’aria stessa rarefatta, cadaveri ovunque, cadaveri nelle città, cadaveri nella savana cadaveri galleggianti sulla superficie del mare, anche mostri marini sconosciuti, calamari giganti in superficie spinti da questa forza distruttiva ed uccisi e piante distrutte cadute ancora verdi ma prive di vita, intere foreste di conifere abbattute, con ogni singolo albero sradicato e comunque morto dentro cellula per cellula infinità di insetti caduti dal cielo o morti nella terra o nelle piante senza sapere neppure di esserlo, infiniti batteri, amebe, esseri monocellulari le cui membrane si sono rotte lasciando i citoplasmi uscire come uova rotte.

Gli unici esseri viventi salvatisi furono qualcosa come dieci o dodici comunità sparse per il mondo di cui attualmente solo alcune sono in grado, o vogliono, comunicare con le altre e parlare delle loro posizioni geografiche

Le comunità più colte tra le più ricche pochi anni prima dell’aggravarsi della situazione bellica mondiale avevano costruito degli scudi positronici i una potenza sufficiente a deviare il fascio positronico più potente conosciuto all’epoca

Enormi bunker sotterranei in piombo ricoperti sulla superficie di un materiale riflettente polarizzabile a cariche negative erano stati costruiti in alcune zone del mondo, ovviamente vennero popolate nella situazione di emergenza da persone potenti o importanti strategicamente come scienziati, costruttori, ingegneri. Molte di queste strutture vennero spazzate via piegandosi come scatolette e lasciando entrare radiazioni e particelle facendo esplodere una ad una le cellule che componevano i corpi di queste persone. Senza quasi dolore, o forse un dolore immenso concentrato in un istante di una brevità dell’ordine del millesimo di secondo. Come un raggio improvviso ogni corpo rimase come molle e privo di vita, della consistenza della verdura scongelata.

Gli unici bunker che ressero realmente erano in alcuni centri scientifici dove il lavoro fu fatto con l’intelligenza e non con il profitto Da allora i centri di “civiltà” ancora presenti sono delle specie di riserve indiane. Qui in una di esse vive il nostro protagonista “Non credevo saremmo arrivati a questo punto, non lo credevo” Un uomo, un uomo come lo erano in tanti altri, i tratti asiatici tradiscono gli danno un aria forse più giovane ma i capelli brizzolati ne tradiscono un’esperienza maggiore di quanto appaia. Indossa una tuta azzurra, omaggio al colore della terra, larga e morbida, una tuta spaziale. Ai polsi sono presenti anelli per l’aggancio di guanti e alla collo un anello più largo per l’aggancio del casco. Non vi sono loghi ne bandiere “Le bandiere non hanno più senso in un mondo dove nessuno vuole distinguersi e sentirsi più potente di un altro” ne nessuna immagine distintiva. Non vi sono telecamere di grandi annunci ma tutti i due o trecento abitanti radunati attorno a lui e ad altri due uomini ed una donna vestiti allo stesso modo. L’unica scritta è impressa sulla carena dell’enorme mezzo alle spalle dell’uomo, “Europa 3”. Il mezzo è al contempo avveniristico ed artigianale, la livrea bianca e lucida riflette la luce rossa come nei grandi momenti ma il mezzo è costruito di materiali di recupero. Un tempo questa doveva essere una base di lancio per satelliti televisivi o sonde di qualche genere. Ma anche i loghi di questa società o base sono stati deposti, non c’è modo di sapere cosa fosse e probabilmente non importa. I tre motori a reazione sono spaiati diversi tra loro, il corpo dell’astronave somiglia vagamente a quello di uno shuttle ma le dimensioni sono decisamente ridotte rispetto a quest’ultimo, ha più l’aria di un grande aereo. “Signori e signore ecco a voi Europa 3, la speranza per la rinascita di una nuova civiltà altrove, lontano da qui, è equipaggiata con il meglio della tecnologia recuperata”

All’interno, accanto alla console di guida vi è un computer con cabinet vecchio stile, fissato con viti alla struttura stessa della console di guida, sta girando un software di diagnostica che sembra effettivamente in grado di visualizzare le componenti della navetta nonostante sia esteticamente un comune PC

“ed è probabilmente l’ultima speranza per un mondo migliore, possiamo andare a recuperare i mezzi abbandonati su Marte”

 

Marte, visto da lontano non sembra più rosso e morto come un tempo, sulla sua superficie vi sono diverse cupole ricche di vita floreale ed alcune sembrano dei giganteschi zoo pieni di animali. Tutto però sembra abbandonato, non sembra esserci presenza umana ma tutto è fatto da automi che si occupano dell’approvvigionamento di risorse, della coltivazione, della produzione di cibo per gli animali e per le piante. Dei sensori indicano che le percentuali di gas nell’aria all’interno delle cupole è ottimale per l’uomo. Ogni cupola è collegata alle altre da tunnel stagni e talvolta si vedono aprire i portelloni tra una cupola ed un tunnel e passarvi attraverso un mezzo automatizzato che trasporta materiale da una all’altra parte, ogni cupola è dotata di una base di lancio e al centro della disposizione delle cupole stesse vi è una gigantesca base di lancio. I vettori presenti sulle varie basi di lancio sono numerosi anche se la gran parte è assente.
“Non abbiamo più modo di comunicare con il pianeta dopo l’esplosione ma stimiamo che i mezzi automatici dovrebbero aver continuato a funzionare nonostante l’abbandono e dovrebbero esserci ancora diversi vettori funzionanti. Dovrebbe essere possibile recuperarli”

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Lug 042015
 

Guiderei ore questa notte
-nel nulla di un tutto-
senza meta.

Guiderei ore, chilometri verso un nulla
-come un tempo con te-
nel silenzio di strade non frequentate

Penso a te ad ogni matrimonio
-ancora-
come se ciò che resta irrisolto fosse risolvibile dal tempo
e navigo nel mondo senza un pezzo

Dopo ore a ridere bere e parlare al microfono
-Jolly della festa-
dopo ore a regalare sorrisi penso a te
sulla strada
nel silenzio
ancora
ancora
ancora

ancora

E guido senza accanto nessuno.

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Apr 222015
 

Vattene lontano da me.
Lontano come oltre la vita, oltre la morte.
Lontano.
Ricordo ancora come fosse oggi la prima volta che ti incontrai, lo ricordo più di quanto la mia mente sia in grado di ricordare gli anni, i decenni ed i secoli che intercorrono tra quel momento ed oggi.
Ricordo ogni singola piega della pelle del tuo volto, del tuo collo, ricordo il movimento delle tue mani e la delicatezza delle tue dita, ricordo ogni sfumatura che i tuoi capelli illuminati dal sole presero quel giorno, ricordo il tuo modo di muovere le labbra e la semplicità del tuo sorriso che faceva apparire naturale essere felici in questo mondo oscuro e nero, ricordo il sorriso che si disegnò sul mio volto, i muscoli della faccia che non potevo osservare ma che si tendevano incontrollabili a segnalare che qualcosa dentro di me stava cambiando, che qualcosa nella mia vita non era più ciò che era stato.
Non sono mai stato una persona buona ma ho lottato sempre per il bene fino a quell’infausto giorno lontano perso disperso e vivido secondo solo all’incontrarti la prima volta.
Lottavo per un dio che non ci assiste, che non ci ama, che non ci guida, che non serve più, che avevo smesso di credere dopo quel giorno e che ora mi osteggia, mia nemesi e contrapposizione.
Lottavo per lui col sangue ed il legno, col sangue e la spada, col sangue ed il sangue anche quando con una mano ti allontanai per seguire quella che credevo una missione più grande, dicendoti che non era quello il nostro tempo, che la mia missione non era terminata ancora.
Fu al mio ritorno che non ti trovai.
Fu al mio ritorno che rinnegai me stesso e questo dio.
Fu al mio ritorno che compresi quanto la solitudine si fosse impossessata di me nel profondo.
Fu al mio ritorno che invece di allontanare da me il calice della sofferenza ne bevvi avidamente, bevvi sangue e veleno e veleno e sangue e giurai morte e sofferenza e giurai vendetta a quel dio che mi aveva privato della tua dolcezza e della tua purezza.
Giurai vendetta a me stesso.
Ritrovarti, dopo secoli è stato invece il terzo istante della mia vita, ed è stato l’istinto a spingermi a te,  a farmi desiderare di godere della tua essenza cambiata, più oscura e sofferta, tu stessa rinnegata al mondo e le mie labbra fremono per assaggiare il tuo sangue, assaggiare il tuo vuoto, penetrare il tuo vuoto con ciò che guida il mio lato più oscuro.
Vattene lontano da me.
Lontano come oltre la vita, oltre la morte.
Lontano.
Perché me ne andrò ancora, perché non è questo a cui ciò che ero ambiva e ti trascinerei con me in questo vortice di inesistenza.
Preferisco, pre-ferisco, strappare la mia anima ancora -perché perduta in altri mondi- che nuovamente trascinarti giù da quella torre dove il fiume non ha ancora pulito il tuo sangue.
Vattene lontano da me o mi distruggeranno, e distruggeranno te, e il nostro nulla non sarà mai pace, non sarà mai.

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Feb 282015
 

Era una sera di quelle in cui la temperatura ti fa rabbrividire solo un istante, il respiro si addensava in una piccola nube prima di scomparire quasi improvvisamente, indossavamo tutti maglioncini leggeri o giacche leggere, ed era buio.
Moltissimo buio.
Ricordo l’aria frizzante di quella sera come fosse oggi, come fosse vera, e ricordo di aver girato la testa incontrando accanto ai miei occhi la mano di mio padre, la presi e la tirai leggermente verso di me, lui sembrava assorto a guardare nella stessa direzione in cui stavo guardando io solo pochi istanti prima.
Ho sentito la mia voce dire “papà, papà, ma chi è quella ragazzina”?
Era sulla strada davanti a casa mia, a terra, piatta come un foglio di carta leggermente raggrinzito, attorno a lei c’erano dei signori che non conoscevo e qualche mio zio o zia che non saprei definire, c’era anche la zia gilda, e quella signora che mi dava sempre le caramelle al miele. Entrambe signore anziane nel buio della sera si distinguevano solo per il fumo che usciva dalle loro bocche e che vedevo nonostante fossero di spalle salire qualche istante dalle loro teste.
Erano vestite di nero, con il velo in testa e quei vestiti tipici delle donne anziane delle zone rurali. Osservavano tutti la bambina schiacciata, quasi fosse disegnata a terra e il signore che con una spatola di ferro la stava staccando dall’asfalto e ne stava raccogliendo i resti, come quando si stacca un adesivo da un contenitore di plastica.
La bambina era anch’essa vestita di nero come tutto, portava un vestito intero con le gonne che arrivavano fino all’altezza delle ginocchia e delle scarpe di vernice in tinta.
Il viso era dolce, non sorridente ma neppure triste, era difficile distinguere molto i lineamenti, un po’ per l’età, un po’ per la piattezza dell’immagine, aveva però lunghi capelli neri raccolti in due trecce ai lati.

Mi svegliai lentamente, non di soprassalto, passai dallo stato del sonno a quello della veglia pensando ancora a chi potesse essere questa ragazzina, provavo un senso forte legame elettivo nei suoi confronti e una mezza consapevolezza che non fosse un sogno fino in fondo, le diedi il mio stesso nome ma ovviamente al femminile.

Quando fui completamente sveglio piangevo per la sua assenza, per il suo essersene andata dal mio mondo, in un modo o nell’altro. Ero un bambino, di sei anni ed è il ricordo di sogno più vecchio che io abbia.

Mi ha accompagnato per tutta la vita in un modo o nell’altro, ci sono certi giorni nelle mezze stagioni, a settembre quando l’aria si raffredda o a marzo quando sta iniziando ad andarsene il freddo in cui passando davanti alla casa dove abitavo sento ancora quella lieve brezza, osservo l’aria addensarsi poco davanti alla mia bocca e poi allontanarsi e guardo come aspettandomi di incontrare quella bambina, o di vedere cosa le fosse accaduto.

Ricordo altri due sogni non molto distanti, il primo so di averlo fatto qualche mese dopo di questo, nel sogno ero adulto, guidavo un auto e questa si fermava ai bordi di una strada rialzata, da lontano vedevo giù dal dirupo una donna, in questo sogno ero adulto, immobile a guardare in direzione opposta alla mia. Scesi dall’auto e percorsi la discesa verso la donna, la raggiunsi mentre era ancora voltata di spalle e le toccai una mano.
Un istante dopo stavamo scappando da un branco di lupi e mi svegliai del tutto privo di paura come se fosse stato il sogno più avvincente, l’avventura più divertente mai vissuta, tanto che la ripetei decine e decine di volte nei miei giochi a scuola nelle settimane a venire.

Nel tempo mi capitava spesso di sentire la sensazione di essere tornato a quel momento, quell’aria leggermente fresca, frizzante, il buio attorno, i lampioni spenti, forse solo uno lampeggiante per dare l’atmosfera del vedo e non vedo, e la netta sensazione che girandomi avrei visto la bambina, o la donna adulta che nel frattempo poteva essere diventata.

Nella mia adolescenza quella bambina divenne il mio ideale di bellezza, negli occhi di ogni ragazzina cercavo i suoi, cercavo una ragazzina col mio nome, una ragazza con quei capelli, una donna con quello sguardo.

Quando ero adolescente sognai di incontrarla, fu come un colpo di fulmine improvviso, la incontrai e l’affinità elettiva che ci legava esplose in una scintilla, non so descrivere come ma il sogno durò mesi in cui ogni sera ci vedevamo, uscivamo, facevamo mille cose ma al contempo non ricordo nessuna di queste cose, ricordo la sensazione di averle vissute. Lei era sempre vestita di nero e portava ancora quei capelli neri raccolti anche se più corti rispetto al primo sogno.
Un giorno decise di portarmi a casa sua, per presentarmi suo padre, abitava vicino a dove abitavo nella realtà, saprei anche andare a suonare a quel campanello se mai ne avessi avuto il coraggio. Nel sogno suonò lei, una volta entrato ricordo la stanza il tavolone grande, il camino, ricordo quell’aria di casa calda, quel senso di focolare domestico d’altri tempi, ricordo di aver discusso con suo padre dei miei studi, di cosa avrei voluto fare da grande, mi disse cosa secondo lui sarebbe stato conveniente facessi nella mia vita, che è poi quel che feci nella realtà ma non per i suoi consigli.
Poi mi girai per sorridere a lei, ma lei non c’era, chiesi a suo padre e lui si mise a piangere e mi svegliai.

Fu uno dei sogni più strani che feci e l’ultimo in cui la sognai dormendo, passarono molti anni da allora divenni il professionista che curiosamente nel sogno mi era stato consigliato di diventare ma non ebbi mai un buon rapporto con le donne, non saprei dire il perché, o forse si. Non avevano quei capelli, quello sguardo, o quando lo avevano ne ero terrorizzato.

Un giorno diversi anni fa stavo guidando, non ricordo neppure da dove tornassi, cosa ci facessi lì se mi distrassi, se corressi, non ricordo nulla, ma ero su una curva di una tangenziale poco lontano da dove abito ora, persi il controllo del mezzo, improvvisamente, senza alcun presagio la coda cominciò ad allargarsi, a perdere aderenza a scivolare verso l’esterno. Ricordo tutto come a rallentatore, il tempo di pensare che non sarebbe potuta finire bene, la lucidità di controsterzare, il pensiero dei corsi di guida sicura in cui mi ripetevano che il corpo tende a far girare l’auto nella direzione in cui si guarda, il pensiero costante di guardare la strada nella direzione in cui avrei dovuto andare, il guardrail che sfiora il muso della macchina mentre la coda è già sulla corsia di destra. Ho tutto il tempo di pensare che sono fortunato ad essere su una strada a doppia corsia ma a senso unico e di essere su quella di sinistra, finalmente il controsterzo comincia ad agire e la coda ricomincia a rientrare, giusto il tempo di sperare di essermela cavata e poi di accorgermi dell’effetto pendolo che porta l’auto a ruotare nella direzione opposta, giusto il tempo di pensare ancora di guardare nella direzione giusta in modo che la memoria muscolare faccia il resto.
Non so quanto sia durato, ma dentro di me è durato ore il tempo tra l’inizio di quella sbandata e la fine. Immobile al centro della strada, senza danni.

Chiusi gli occhi e respirai.

Chiusi gli occhi e ringraziai il cielo per essere stato solo in macchina e per non aver ceduto al panico.

Posai la mano sul sedile del passeggero, poco distante dal freno a mano, sempre con gli occhi chiusi e sentii una mano toccarmi, una mano calda, liscia.
L’aria era frizzante o forse era l’adrenalina ad esserlo, aprii gli occhi e accanto a me non c’era nessuno, guardai subito la mia mano e non notai nulla di strano.

Tornai a casa lentamente ancora con il cuore in gola, incapace, incapacitato, in crisi, ed una volta arrivato mi misi a letto e spensi la luce.
Il cuore batteva ancora terribilmente forte, dovevo bere un goccio di Jack, aprii gli occhi e allungando la mano verso l’interruttore mi cadde lo sguardo sull’armadio a specchio, la luce era poca, solo quella che filtrava dagli scuri semichiusi dalla notte, ma accanto a me, dietro di me nel letto vidi una donna dai lunghi capelli raccolti su due trecce, accesi la luce e mi voltai a guardarla.

Non c’era.

Ora sono qui, guardo il liquido dorato nel bicchiere largo, lo faccio ruotare, penso che sia uno dei colori più belli che conosca quello del whiskey, e mi piace la densità così diversa da quella dell’acqua, il modo di muoversi, l’odore forte prima di berlo il gusto forte e delicato che cambia nel tempo del sorseggio tra infinite sfumature tra dolce e amaro, ed il retrogusto che rimane.
Non sono più stato al buio da allora. Non ho più spento la luce ne sono uscito di casa la sera.
Ho un termometro da esterni e non esco mai se la temperatura non è lontana dai dodici gradi, molto più bassa o molto più alta non importa, ma non voglio più sentire quell’aria frizzante, non voglio più vedere l’aria del respiro addensarsi in quel modo.
Non ho più dormito con le luci spente e non ho più guidato, i miei colleghi mi danno del pazzo perché cammino un ora e mezzo ogni giorno, andata e ritorno. Le giornate si stanno accorciando però, e la temperatura si abbassa, non manca molto a quando non potrò più andare a lavoro e senza passare dal buio, senza vedere addensarsi l’aria del respiro.

Per questo scrivo questa lettera.
Ora il bicchiere è finito, e sento il freddo dentro.
Ora il bicchiere è finito e spegnerò la luce.

 

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Ott 052014
 

Nota del 01/02/2016:
Questo post sta acquistando una inaspettata notorietà e la quantità di visite che riceve è in fortissimo aumento, ci tengo a specificare che tale riflessione è indirizzata ai capi facenti parte dell’associazione Agesci ma non all’istituzione Agesci che come tale non credo possa ad oggi schierarsi pubblicamente su questi temi senza una discussione interna. Non vuole per tanto essere sprono per chi sostiene campagne denigratorie nei confronti della stessa, ma tuttalpiù per chi ne promuova una discussione interna che non passi dai media.
Ringrazio per i commenti ricevuti (che non pubblicherò per evitare l’alimentazione di polemiche) nel bene e nel male e ricordo a chi mi accusa di mantenere l’anonimato che in questo blog non ho mai nascosto il mio nome, e vi si trovano agevolmente le mie generalità.


Caro capo scout Agesci, che hai aderito liberamente al patto associativo della nostra grande associazione, oggi volevo discutere con te di alcune implicazioni della tua scelta e di come la nostra associazione stia andando in questi ultimi anni.

Purtroppo è oggettivo che vi sia un turnover che funziona male, i vecchi capi dalla grande esperienza restano a fare servizio fino ad età avanzate e questo in una prima analisi non può essere considerato negativo, ma i giovani capi invece tendono a rimanere in servizio per pochi anni lasciando il peso del servizio e di portare avanti questa associazione agli irriducibili della prima categoria.
Questo credo sia il focus principale su cui concentrarsi per spiegare e per risolvere i problemi che affliggono la tua associazione.

Fratellanza scout

Che si voglia accettarlo o no negli ultimi trent’anni il mondo è cambiato con ritmi sempre più veloci, sempre più difficili e sempre meno comprensibili da chi non ha vissuto in gioventù questi cambiamenti. Prima c’è stato il sessantotto, si ci sono stati i sommovimenti popolari, il terrorismo, anche questi sono stati cambiamenti notevoli, ma cambiavano più le idee che il modo di vivere. Oggi le idee cambiano poco, spesso ci vengono propinate dall’esterno, ma i ritmi cambiano radicalmente.
Il modo di vivere cambia radicalmente.

Rileggendo il patto associativo, già nelle prime righe si apprende quali siano gli obiettivi primari che dovremmo porci. Senza dovizia di una completa lettura che in questo momento sarebbe eccessivamente lunga voglio evidenziare alcuni passaggi che potrai liberamente rileggere nel contesto completo di questo documento su cui stai basando la tua scelta educativa.

Lo scopo dell’Associazione è contribuire, secondo il principio dell’autoeducazione, alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici. 

[…]

Offriamo loro la possibilità di esprimere le proprie intuizioni originali e di crescere così nella libertà inventando nuove risposte alla vita con l’inesauribile fantasia dell’amore.

[…]

Operiamo per la pace, che è rispetto della vita e della dignità di ogni persona; fiducia nel bene che abita in ciascuno; volontà di vedere l’altro come fratello; impegno per la giustizia.

[…]

La nostra azione educativa cerca di rendere liberi, nel pensare e nell’agire, da quei modelli culturali, economici e politici che condizionano ed opprimono, da ogni accettazione passiva di proposte e di ideologie e da ogni ostacolo che all’interno della persona ne impedisca la crescita.

Quante volte nelle vostre comunità capi, nelle vostre riunioni di zona invece la risposta alla richiesta, proprio di un giovane è la chiusura?
Non è difficile fare esempi.

È un dato di fatto che a causa della necessità odierna di proseguire con gli studi fino all’università o spesso più avanti, a causa della crisi del lavoro dei giovani e dei loro genitori che devono mantenerli l’impegno che un giovane può mettere oggi nel servizio a è decisamente diverso da quello che poteva mettere un coetaneo vissuto trent’anni fa. La stabilità economica era diversa, molti erano sposati all’età in cui oggi si sta ancora seduti sui banchi a studiare, molti lavoravano già all’età in cui molti oggi sono in cerca del primo impiego o hanno già perso il primo impiego.

Si, forse questo porta ad una maturità in tempi diversi, ma “Operiamo per la pace, che è rispetto della vita e della dignità di ogni persona; fiducia nel bene che abita in ciascuno; volontà di vedere l’altro come fratello; impegno per la giustizia” o no? Se fosse nostro fratello, quello vero, e qui mi rivolgo ai meno giovani, nella stessa difficoltà cercheremmo una soluzione o lo lasceremmo abbandonato a se stesso?

La famiglia è cambiata, che vogliamo accettarlo o meno, perfino la chiesta sta interrogandosi su questo, ci sono giovani che economicamente, logisticamente, tecnicamente non hanno modo di sposarsi perché il lavoro non lo permette, perché la banca non darà mai un mutuo o per mille motivi ma che vogliono intraprendere un cammino che li porti comunque ad una vita di coppia e alla speranza di un matrimonio ed una famiglia, di avere dei figli e di educarli al meglio

Un’associazione che “cerca di rendere liberi, nel pensare e nell’agire, da quei modelli culturali, economici e politici che condizionano ed opprimono, da ogni accettazione passiva di proposte e di ideologie e da ogni ostacolo che all’interno della persona ne impedisca la crescita.” davanti a questi casi dovrebbe mostrare chiusura mentale e incapacità di discutere o dovrebbe cercare una discussione il più possibile aperta al dialogo nella ricerca di valutare ogni aspetto della situazione nel bene nel male e le sue conseguenze? Davvero un capo che non riesce per validi motivi a sposarsi deve vivere a casa di mamma fino ai quarantacinque anni con la persona che ama che vive anch’essa da mamma aspettando la menopausa per poter mettere su una famiglia o si può valutare caso per caso con intelligenza e tatto cercando di essere liberi da modelli culturali che condizionano ed opprimono ed da ogni accettazione passiva di proposte e di ideologie e da ogni ostacolo che all’interno della persona ne impedisca la crescita?
Non l’ho scritto io questo patto associativo e non ho costretto te ad accettarlo.

È molto facile giustificare ognuna di queste scelte di chiusura con il fatto che “la chiesa dice così” ma ci domandiamo fino a che punto davvero la chiesa dica così e fino a che punto sia il nostro scudo?

Il Patto Associativo prosegue dicendo
Per attuare questo programma profondamente umano, pensiamo che solo Cristo è la verità che ci fa pienamente liberi; questa fede è lo spirito che dà vita alle cose che facciamo.

Cosa avrebbe fatto Cristo in questi casi? Cosa ha fatto con la Maddalena? Cosa ha fatto con i peccatori che ha incontrato? Ha tirato fuori la spada da crociato e li ha decapitati? Li ha cacciati urlando? Si solo una volta, quando hanno usato il tempio come mercato. Ma ci chiediamo se le scelte dei giovani che stiamo perdendo nell’associazione sono come quelle del mercante nel tempio o se sono dettate dall’amore, dalla fatica, da un progetto di vita, da una difficoltà? Oppure ancora una volta pur di non affrontare i dogmi che ci portiamo dentro, non affrontiamo, ci nascondiamo dietro il dito dei giovani d’oggi immaturi?

I Capi testimoniano l’adesione personale alla Legge e alla Promessa scout. 

Svolgono il loro servizio secondo il metodo e i valori educativi dell’Associazione, che si desumono dagli scritti e dalle realizzazioni pedagogiche di Baden-Powell, dalla Legge e dalla Promessa.

Il metodo scout attribuisce importanza a tutte le componenti essenziali della persona, sforzandosi di aiutarla a svilupparle e a crescere in armonia, secondo un cammino attento alla progressione personale di ciascuno.

Baden Powell ha mai detto che un omosessuale è immorale e incapace di educare? Chi ha deciso che sia così prima di deciderlo si è interrogato o si è lasciato trasportare da un facile “è innaturale, a me fanno schifo, la famiglia è importante”? Si sono mai chiesti se questo non abbia una famiglia, magari una famiglia che è così grande e forte da averlo aiutato a superare questa che oggi è ancora un enorme difficoltà dandogli un esempio di coesione, e coraggio che poche famiglie hanno avuto occasione di dimostrare?

Quando fai scelte che escludono a priori persone le fai leggendo la legge scout e la promessa che hai fatto o le fati seguendo l’istinto che la tua tradizione personale ti porta ad avere senza riflettere sulla persona che hai davanti?

La risposta a cui hai aderito liberamente è scritta poche righe dopo.

Intendiamo valorizzare e far crescere i doni di ciascuno, al di là delle differenze e a partire dalla ricchezza che la persona è ed ha. 

Il metodo si evolve ed arricchisce nel corso della storia associativa

Non significa solo passare da 4 tappe a tre in reparto, o fare i lupetti un anno in più od uno in meno

L’educazione politica si realizza non solo attraverso la presa di coscienza, ma richiede, […], un impegno concreto della comunità, svolto con spirito critico ed attento a formulare proposte per la prevenzione e la soluzione dei problemi.

La diversità di opinioni presenti nell’Associazione è ricchezza e stimolo all’approfondimento delle nostre analisi; tuttavia non deve impedirci di prendere posizione in quelle scelte politiche che riteniamo irrinunciabili per la promozione umana. 

Ci impegniamo pertanto a qualificare la nostra scelta educativa in senso alternativo a quei modelli di comportamento della società attuale che avviliscono e strumentalizzano la persona, come il prevalere dell’immagine sulla sostanza, le spinte al consumismo, il mito del successo ad ogni costo, che si traduce spesso in competitività esasperata.”

Quando sbattiamo le porte in faccia a qualcuno, direttamente o anche solo facendogli capire che se non hanno abbastanza tempo non vogliamo facciano servizio, che se hanno una difficoltà non sono bene accetti, se hanno una differenza di opinione non saranno in grado di educare ai valori che magari hanno comunque vissuto nelle loro famiglie, stiamo prendendo posizione su una scelta che riteniamo irrinunciabile perché davvero lo è o perché abbiamo paura di discuterne?
Perché sono cose che avviliscono la persona, che fanno prevalere l’immagine alla sostanza, che sono spinte dal consumismo o perché nonostante siano difficoltà serie e importanti noi abbiamo paura di affrontarle mano nella mano con chi le sta provando?

Ci impegniamo ad educare al discernimento e alla scelta, perché una coscienza formata è capace di autentica libertà” O no?

Ci impegniamo a rifiutare decisamente, […] tutte le forme di violenza, palesi ed occulte, che hanno lo scopo di uccidere la libertà” o diventiamo noi i carnefici?

 

Ci impegniamo a spenderci particolarmente là dove esistono situazioni di marginalità e sfruttamento, che non rispettano la dignità della persona […].  Ci impegniamo a formare cittadini del mondo ed operatori di pace, in spirito di evangelica nonviolenza, affinché il dialogo ed il confronto con ciò che è diverso da noi diventi forza promotrice di fratellanza universale.” O stiamo chiudendoci e facendo violenza psicologica su chi ci sta porgendo una mano per fare servizio con noi e per fare fronte comune alle difficoltà educative di ogni giorno?

Il Patto Associativo a cui hai aderito lo conosci? Lo ami? Lo segui in ogni suo punto? Perché se non è così forse dovresti chiederti se le persone a cui stai chiudendo la porta magari lo seguano più di te, e siano in diritto più di te di far parte di questa grande associazione.

L’associazione sta perdendo i giovani, ma i giovani continuano ad arrivare. Arrivano e poi se ne vanno. Questo non significa che i giovani non hanno voglia di fare servizio, significa che i giovani non si sentono compresi, non si sentono accettati, si rendono conto che questa associazione non fa per loro.

Il problema è che presto o tardi anche i meno giovani finiranno, e quindi chi porterà avanti questo magnifico metodo educativo che ci contraddistingue? Lo lasceremo fare alle tante associazioni che ormai stanno copiano il nostro metodo e lo stanno esportando in salse e versioni diverse grazie ai giovani che fuggono da questa?

Potrebbe essere una soluzione giusta purtroppo.

Per tutti, per chi resta e per chi se ne va: lo scoutismo ci ha insegnato a fuggire o ad affrontare le cose cercando il cambiamento?

Il patto associativo si conclude con queste parole:

L’AGESCI, consapevole di essere una realtà nel mondo giovanile, sente la responsabilità di dare voce a chi non ha voce e di intervenire su tematiche educative e politiche giovanili sia con giudizi pubblici che con azioni concrete. Collabora con tutti coloro che mostrano di concordare sugli scopi da perseguire e sui mezzi da usare relativamente alla situazione in esame, in vista della possibilità di produrre cambiamento culturale nella società e per “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato””

Vogliamo essere quell’associazione che viene strumentalizzata dal politico di turno o vogliamo essere noi a guidare la nostra immagine?
Vogliamo collaborare con tutti coloro che mostrano di concordare sugli scopi da perseguire o vogliamo cacciarli perché li vediamo diversi nonostante abbiano i nostri stessi valori e obiettivi educativi?

Ma soprattutto: vogliamo produrre cambiamento culturale nella società e per “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato” o vogliamo mantenere la cultura e il modus operandi secolarizzato di dogmi e regole immutabili nel tempo senza adeguarci alla società?

Dovremmo essere davanti alla società a guidarla, non lasciarci trainare indietro dal passato e frenare la società moderna nella vana speranza che non cambi.
Rimarremmo sempre indietro, perderemmo sempre di più chi vive nella società moderna, in definitiva faremmo morire un movimento non perché non ci crediamo, ma perché non ci rendiamo conto che il patto su cui si basa e a cui abbiamo creduto di aderire è già di per se la guida verso il futuro del cambiamento e contiene già le linee guida per navigare verso il futuro.

Fai le tue scelte mio caro Capo Scout.
Liberamente.
Non sarò io a obbligarti, il mio è solo un consiglio: rileggiti la legge, la promessa che hai fatto, il patto associativo a cui hai aderito.
E fai liberamente le tue scelte.

 

Firmato Uno come te, per nulla diverso da te.

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Feb 012014
 

    Windows 8 è un ottimo sistema, stabile e veloce, ma l’impatto non sempre è dei più immediati. Spesso viene da chiedersi “come faccio a…?” Intanto partiamo dal fatto che chiameremo intefaccia “modern” la nuova grafica che ora è andata a sostituire il vecchio menù start, e chiameremo interfaccia “desktop” la classica visualizzazione con il nostro sfondo e le nostre icone vecchio stile. Per quanto riguarda la modalità Desktop funziona tutto come è sempre funzionato, per la modalità “modern” basti sapere che nella barra a destra, attivabile con “Tasto Windows + C” o andando con il mouse tutto a destra compaiono tutte le varie impostazioni. Le impostazioni variano da programma a programma, quindi ogni nuovo programma che apriamo è cosa buona guardarne le impostazioni nell’apposito spazio. Andando con il mouse nella zona alta dello schermo in un programma in modalità modern possiamo trascinare verso il basso la schermata e dividere in due lo schermo. In questo modo potremo visualizzare due applicazioni o un’applicazione e il desktop nella stessa vista. Chiameremo questa modalità “split screen” Andando invece con il mouse nell’angolo in alto a sinistra apparirà la la “Task bar” che permette di scegliere quale programma già aperto mostrare o di passare alla vista Desktop Alcuni programmi, come quello per le mail o i vari per la messaggistica mostreranno delle notifiche del tipo “Ti è arrivata una mail da tizio”, “Caio ti ha scritto da facebook”, questo rende comodo accorgersi di determinati eventi. Premendo il tasto destro in qualsiasi punto di una applicazione Modern si aprirà in basso una barra con le funzioni del programma stesso. Nella modalità desktop in basso compare la cosiddetta “barra delle applicazioni” che contiene le icone dei programmi che più ci interessa raggiungere in fretta.

    Nuovi tasti di scelta rapida

    Premere questo tasto Per
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+iniziare a digitare
    Eseguire ricerche nel PC
    CTRL+più (+) o CTRL+meno (-)
    Ingrandire o ridurre la visualizzazione di molti elementi, quali le app aggiunte alla schermata Start
    CTRL+rotellina di scorrimento
    Ingrandire o ridurre la visualizzazione di molti elementi, quali le app aggiunte alla schermata Start
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+C
    Aprire gli accessi In un’app, aprire i comandi per l’app
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+F
    Aprire l’accesso Cerca per cercare file
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+H
    Aprire l’accesso Condividi
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+I
    Aprire l’accesso Impostazioni
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+K
    Aprire l’accesso Dispositivi
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+O
    Bloccare l’orientamento dello schermo, verticale o orizzontale
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+Q
    Aprire l’accesso alla ricerca per eseguire una ricerca globale o in un’app aperta (se l’app supporta questo tipo di ricerca)
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +S
    Aprire l’accesso alla ricerca per eseguire ricerche in Windows e nel Web
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+W
    Aprire l’accesso Cerca per cercare impostazioni
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+Z
    Mostrare i comandi disponibili nell’app

    Nota

    • Per visualizzare alcune impostazioni e opzioni, è inoltre possibile passare all’accesso alle impostazioni quando l’app è aperta.
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+BARRA SPAZIATRICE
    Cambiare la lingua di input e il layout della tastiera
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+CTRL+BARRA SPAZIATRICE
    Modificare un input precedentemente selezionato
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+TAB
    Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop)
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+CTRL+TAB
    Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop)
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+MAIUSC+TAB
    Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop) in ordine inverso
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+MAIUSC+PUNTO (.)
    Ancorare un’app sulla sinistra
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+PUNTO (.)
    Selezionare una alla volta le app aperte
    ESC
    Interrompere o chiudere l’attività corrente

     

    Tasti di scelta rapida generici

    Premere questo tasto Per
    F1
    Visualizzare la Guida
    F2
    Rinominare l’elemento selezionato
    F3
    Cercare un file o una cartella
    F4
    Visualizzare l’elenco della barra degli indirizzi in Esplora file
    F5
    Aggiornare la finestra attiva
    F6
    Passare da un elemento a un altro in una finestra o sul desktop
    F10
    Attivare la barra dei menu nell’app attiva
    ALT+F4
    Chiudere l’elemento attivo o uscire dall’app attiva
    ALT+ESC
    Passare da un elemento a un altro nell’ordine in cui sono stati aperti
    ALT+lettera sottolineata
    Eseguire il comando per la lettera in questione
    ALT+INVIO
    Visualizzare le proprietà dell’elemento selezionato
    ALT+BARRA SPAZIATRICE
    Visualizzare il menu di scelta rapida per la finestra attiva
    ALT+freccia SINISTRA
    Tornare indietro
    ALT+freccia DESTRA
    Inoltrare
    ALT+PGSU
    Spostarsi indietro di una schermata
    ALT+PGGIÙ
    Spostarsi avanti di una schermata
    ALT+TAB
    Spostarsi tra le app aperte, eccetto le app desktop
    CTRL+F4
    Chiudere il documento attivo nelle app che consentono di avere più documenti aperti contemporaneamente
    CTRL+A
    Selezionare tutti gli elementi in un documento o una finestra
    CTRL+C (o CTRL+INS)
    Copiare l’elemento selezionato
    CTRL+D (o CANC)
    Eliminare l’elemento selezionato e spostarlo nel Cestino
    CTRL+R (o F5)
    Aggiornare la finestra attiva
    CTRL+V (o MAIUSC+INS)
    Incollare l’elemento selezionato
    CTRL+X
    Tagliare l’elemento selezionato
    CTRL+Y
    Eseguire di nuovo un’operazione
    CTRL+Z
    Annullare un’operazione
    CTRL+più (+) o CTRL+meno (-)
    Ingrandire o ridurre la visualizzazione di molti elementi, quali le app aggiunte alla schermata Start
    CTRL+rotellina di scorrimento del mouse
    Modificare le dimensioni delle icone del desktop o ingrandire/ridurre la visualizzazione di molti elementi, quali le app aggiunte alla schermata Start
    CTRL+freccia DESTRA
    Spostare il cursore all’inizio della parola successiva
    CTRL+freccia SINISTRA
    Spostare il cursore all’inizio della parola precedente
    CTRL+freccia GIÙ
    Spostare il cursore all’inizio del paragrafo successivo
    CTRL+Freccia SU
    Spostare il cursore all’inizio del paragrafo precedente
    CTRL+ALT+TAB
    Utilizzare i tasti di direzione per spostarsi tra tutte le app aperte
    CTRL+tasto di direzione (per spostare un elemento)+Barra spaziatrice
    Selezionare più elementi singoli in una finestra o sul desktop
    CTRL+MAIUSC con un tasto di direzione
    Selezionare un blocco di testo
    CTRL+ESC
    Aprire la schermata Start
    CTRL+MAIUSC+ESC
    Aprire Gestione attività
    CTRL+MAIUSC
    Cambiare il layout di tastiera quando ne sono disponibili diversi
    CTRL+BARRA SPAZIATRICE
    Attivare o disattivare Input Method Editor (IME) in cinese
    MAIUSC+F10
    Visualizzare il menu di scelta rapida per l’elemento selezionato
    MAIUSC con un tasto di direzione
    Selezionare più di un elemento in una finestra o sul desktop oppure selezionare testo all’interno di un documento
    MAIUSC+CANC
    Eliminare l’elemento selezionato senza spostarlo nel Cestino
    Freccia destra
    Aprire il menu successivo a destra o aprire un sottomenu
    Freccia sinistra
    Aprire il menu successivo a sinistra o chiudere un sottomenu
    ESC
    Interrompere o chiudere l’attività corrente

     

    Tasti di scelta rapida con tasto Windows Tasto logo Windows.

    Premere questo tasto Per
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +F1
    Aprire Guida e supporto tecnico di Windows
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows
    Mostrare o nascondere la schermata Start
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +B
    Impostare lo stato attivo per l’area di notifica
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +C
    Aprire gli accessi
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +D
    Mostrare e nascondere il desktop
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +E
    Aprire Esplora file
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +F
    Aprire il pulsante di accesso rapido Cerca e cercare file
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +H
    Aprire l’accesso Condividi
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +I
    Aprire l’accesso Impostazioni
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +K
    Aprire l’accesso Dispositivi
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +L
    Bloccare il PC o cambiare contatto
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +M
    Ridurre a icona tutte le finestre
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +O
    Bloccare l’orientamento del dispositivo
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +P
    Scegliere una modalità di visualizzazione della presentazione
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +Q
    Aprire l’accesso alla ricerca per eseguire ricerche ovunque o all’interno dell’app aperta (se l’app supporta questo tipo di ricerca)
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +R
    Aprire la finestra di dialogo Esegui
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +S
    Aprire l’accesso alla ricerca per eseguire ricerche in Windows e nel Web
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +T
    Passare da un’app all’altra sulla barra delle applicazioni
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +U
    Aprire Centro accessibilità
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +V
    Passare da una notifica all’altra
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +MAIUSC+V
    Passare da una notifica all’altra in ordine inverso
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +W
    Aprire l’accesso Cerca e cercare impostazioni
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +X
    Aprire il menu dei collegamenti rapidi
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +Z
    Mostrare i comandi disponibili nell’app

    Nota

    • Per visualizzare alcune impostazioni e opzioni, è inoltre possibile passare all’accesso alle impostazioni quando l’app è aperta.
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +,
    Visualizzare temporaneamente il desktop
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +PAUSA
    Visualizzare la finestra di dialogo Proprietà del sistema.
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +CTRL+F
    Cercare PC in una rete
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +MAIUSC+M
    Ripristinare le finestre ridotte a icona sul desktop
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +numero
    Aprire il desktop e avviare l’app aggiunta alla barra delle applicazioni nella posizione indicata dal numero. Se l’app è già in esecuzione, si passerà a tale app.
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +MAIUSC+numero
    Aprire il desktop e avviare una nuova istanza dell’app aggiunta alla barra delle applicazioni nella posizione indicata dal numero
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +CTRL+numero
    Aprire il desktop e passare all’ultima finestra attiva dell’app aggiunta alla barra delle applicazioni nella posizione indicata dal numero
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +ALT+numero
    Aprire il desktop e aprire la Jump List per l’app aggiunta alla barra delle applicazioni nella posizione indicata dal numero
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +CTRL+MAIUSC+numero
    Aprire il desktop e aprire come amministratore una nuova istanza dell’app nella posizione indicata sulla barra delle applicazioni
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +TAB
    Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop)
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +CTRL+TAB
    Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop)
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +MAIUSC+TAB
    Selezionare una alla volta le app utilizzate di recente (ad eccezione delle app desktop) in ordine inverso
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +CTRL+B
    Passare all’app per cui è stato visualizzato un messaggio nell’area di notifica
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +freccia SU
    Ingrandire la finestra
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +freccia GIÙ
    Rimuovere l’app corrente dallo schermo o ridurre a icona la finestra del desktop
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +freccia SINISTRA
    Ingrandire la finestra dell’app o del desktop sul lato sinistro dello schermo
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +freccia DESTRA
    Ingrandire la finestra dell’app o del desktop sul lato destro dello schermo
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +HOME
    Ridurre a icona tutte le finestre del desktop tranne quella attiva (ripristinare tutte le finestre se premuti di nuovo)
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +MAIUSC+freccia SU
    Allungare la finestra del desktop verso la parte superiore e inferiore dello schermo
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +MAIUSC+freccia GIÙ
    Ripristinare/ridurre a icona le finestre attive del desktop in verticale, mantenendo invariata la larghezza
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +MAIUSC+freccia SINISTRA o DESTRA
    Spostare un’app o una finestra sul desktop da un monitor a un altro
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +BARRA SPAZIATRICE
    Cambiare la lingua di input e il layout della tastiera
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +CTRL+BARRA SPAZIATRICE
    Modificare un input precedentemente selezionato
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +INVIO
    Aprire l’Assistente vocale
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +MAIUSC+PUNTO (.)
    Selezionare una alla volta le app aperte
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +PUNTO (.)
    Selezionare una alla volta le app aperte
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +/
    Avviare la riconversione IME
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +ALT+INVIO
    Apri WindowsMedia Center
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +più (+) o meno (-)
    Eseguire lo zoom avanti o indietro tramite la Lente di ingrandimento
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +ESC
    Chiudere la Lente di ingrandimento

    Tasti per le finestre di dialogo

    Premere questo tasto Per
    F1
    Visualizzare la Guida
    F4
    Visualizzare gli oggetti nell’elenco attivo
    CTRL+TAB
    Passare alle schede successive
    CTRL+MAIUSC+TAB
    Tornare alle schede precedenti
    CTRL+numero (da 1 a 9)
    Passare all’ennesima scheda
    TAB
    Passare alle opzioni successive
    MAIUSC+TAB
    Tornare alle opzioni precedenti
    ALT+lettera sottolineata
    Eseguire il comando o selezionare l’opzione associata a tale lettera
    BARRA SPAZIATRICE
    Selezionare o deselezionare la casella di controllo se l’opzione attiva è una casella di controllo
    BACKSPACE
    Aprire la cartella di livello superiore rispetto a quella selezionata nella finestra di dialogo Salva con nome oApri
    Tasti di direzione
    Selezionare un pulsante se l’opzione attiva è un gruppo di pulsanti di opzione

     

    Tasti per navigare in Esplora risorse

    Premere questo tasto Per
    ALT+D
    Selezionare la barra degli indirizzi
    CTRL+E
    Selezionare la casella di ricerca
    CTRL+F
    Selezionare la casella di ricerca
    CTRL+N
    Aprire una nuova finestra
    CTRL+W
    Chiudere la finestra visualizzata
    CTRL+rotellina di scorrimento del mouse
    Modificare le dimensioni e l’aspetto delle icone dei file e delle cartelle
    CTRL+MAIUSC+E
    Visualizzare tutte le sottocartelle della cartella selezionata
    CTRL+MAIUSC+N
    Creare una nuova cartella
    BLOC NUM+asterisco (*)
    Visualizzare tutte le sottocartelle della cartella selezionata
    BLOC NUM+più (+)
    Visualizzare il contenuto della cartella selezionata
    BLOC NUM+meno (-)
    Comprimere la cartella selezionata
    ALT+P
    Visualizzare il riquadro di anteprima
    ALT+INVIO
    Aprire la finestra di dialogo Proprietà per l’elemento selezionato
    ALT+freccia DESTRA
    Visualizzare la cartella successiva
    ALT+freccia SU
    Visualizzare la cartella in cui si trova la cartella corrente
    ALT+freccia SINISTRA
    Visualizzare la cartella precedente
    BACKSPACE
    Visualizzare la cartella precedente
    Freccia destra
    Visualizzare la selezione corrente se è compressa oppure selezionare la prima sottocartella
    Freccia sinistra
    Comprimere la selezione corrente se è espansa oppure selezionare la cartella in cui si trova la cartella corrente
    FINE
    Visualizzare la parte inferiore della finestra attiva
    HOME
    Visualizzare la parte superiore della finestra attiva
    F11
    Ingrandire o ridurre a icona la finestra attiva

     

    Tasti da utilizzare per la barra delle applicazioni in modalità Desktop

    Premere questo tasto Per
    MAIUSC+clic su un pulsante della barra delle applicazioni
    Aprire un’app o accedere rapidamente a un’altra istanza dell’app
    CTRL+MAIUSC+clic su un pulsante della barra delle applicazioni
    Aprire un’app come amministratore
    MAIUSC+clic con il pulsante destro del mouse su un pulsante della barra delle applicazioni
    Visualizzare il menu Finestra relativo all’app
    MAIUSC+clic con il pulsante destro del mouse su uno dei pulsanti raggruppati della barra delle applicazioni
    Visualizzare il menu Finestra relativo al gruppo
    CTRL+clic su uno dei pulsanti raggruppati della barra delle applicazioni
    Passare da una finestra all’altra del gruppo

    Tasti di accesso per la modalità accessibile di Windows utile per ipovedenti

    Premere questo tasto Per
    MAIUSC di destra per otto secondi
    Attivare o disattivare Filtro tasti
    ALT di sinistra+MAIUSC di sinistra+STAMP
    Attivare o disattivare Contrasto elevato
    ALT di sinistra+MAIUSC di sinistra+BLOC NUM
    Attivare o disattivare Controllo puntatore
    MAIUSC cinque volte
    Attivare o disattivare Tasti permanenti
    BLOC NUM per cinque secondi
    Attivare o disattivare Segnali acustici
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows +U
    Aprire Centro accessibilità

    Tasti di scelta rapida per lo zoom di Windows

    Premere questo tasto Per
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+più (+) o meno (-)
    Eseguire lo zoom avanti o indietro
    CTRL+ALT+BARRA SPAZIATRICE
    Visualizzare un’anteprima del desktop in modalità a schermo intero
    CTRL+ALT+D
    Passare alla modalità ancorata
    CTRL+ALT+F
    Passare alla modalità a schermo intero
    CTRL+ALT+I
    Invertire i colori
    CTRL+ALT+L
    Passare alla modalità lente
    CTRL+ALT+R
    Ridimensionare la lente
    CTRL+ALT+tasti di direzione
    Eseguire la panoramica seguendo i tasti di direzione
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+ESC
    Chiudere la Lente di ingrandimento

    Tasti di scelta rapida per l’assistente vocale di Windows

    Premere questo tasto Per
    BARRA SPAZIATRICE o INVIO
    Attivare l’elemento corrente
    TAB e tasti di direzione
    Spostarsi nello schermo
    CTRL
    Interrompere la lettura
    BLOC MAIUSC+D
    Leggere l’elemento
    BLOC MAIUSC+M
    Iniziare la lettura
    BLOC MAIUSC+H
    Leggere il documento
    BLOC MAIUSC+V
    Ripetere la frase
    BLOC MAIUSC+W
    Leggere la finestra
    BLOC MAIUSC+PGSU o PGGIÙ
    Aumentare o diminuire il volume della voce
    BLOC MAIUSC+più (+) o meno (-)
    Aumentare o diminuire la velocità della voce
    BLOC MAIUSC+BARRA SPAZIATRICE
    Eseguire l’azione predefinita
    BLOC MAIUSC+FRECCIA SINISTRA o DESTRA
    Passa all’elemento precedente o successivo
    BLOC MAIUSC+F2
    Mostrare i comandi per l’elemento corrente
    BLOC MAIUSC premuto due volte in rapida successione
    Attivare o disattivare BLOC MAIUSC
    BLOC MAIUSC+ESC
    Chiudere l’Assistente vocale

    Tasti di scelta rapida da utilizzare con il visualizzatore della Guida.

    Premere questo tasto Per
    F3
    Spostare il cursore nella casella di ricerca
    F10
    Visualizzare il menu Opzioni
    HOME
    Spostarsi all’inizio di un argomento
    FINE
    Spostarsi alla fine di un argomento
    ALT+freccia SINISTRA
    Tornare all’argomento visualizzato in precedenza
    ALT+freccia DESTRA
    Passare all’argomento successivo già visualizzato in precedenza
    ALT+HOME
    Visualizzare la home page della Guida e supporto tecnico
    ALT+A
    Visualizzare la pagina del servizio clienti
    ALT+C
    Visualizzare il Sommario
    ALT+N
    Visualizzare il menu Impostazioni di connessione
    CTRL+F
    Eseguire una ricerca nell’argomento corrente
    CTRL+P
    Stampare un argomento

    Tasti di scelta rapida per ridisporre le app con interfaccia Modern.

    • Tieni premuto il tasto logo Windows Tasto logo Windows per l’intero processo di ridisposizione delle app: dall’avvio della modalità di ridisposizione e durante i vari comandi. Al termine della ridisposizione, solleva il dito dal tasto logo Windows Tasto logo Windows per selezionare la disposizione corrente.
    Premere questo tasto Per
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+. (punto)
    Attivare la modalità di ridisposizione e selezionare app o separatori in più monitor
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+freccia SINISTRA
    Spostare il separatore dell’app verso sinistra
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+freccia DESTRA
    Spostare il separatore dell’app verso destra
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+freccia SU
    Ingrandire l’app
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+freccia GIÙ
    Chiudere l’app
    Tasto logo Windows Tasto logo Windows+ESC
    Uscire dalla modalità di ridisposizione

    Fonte http://windows.microsoft.com/it-it/windows-8/keyboard-shortcuts

    Puoi leggere Ho Windows 8 ma come faccio a…. meglio sul bLog originale: Staipa Product!

    In caso di utilizzo del materiale di questo blog, si prega di riportarne la fonte, grazie.
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    Giu 072010
     

    Gravità del virus A esagerata per motivi economici, afferma Consiglio d’Europa

    Una colossale montatura. È il giudizio che emerge da un rapporto del Consiglio d’Europa sulla pandemia più famosa degli ultimi anni, l’influenza A/H1N1, rivelatasi uno spreco di denaro pubblico di proporzioni inusitate.
    Il relatore del documento, Paul Flynn, parlamentare britannico, è stato categorico nel definire l’H1N1 “una pandemia mai avvenuta”, e i programmi di vaccinazione “medicinali placebo su vasta scala”. Risultano di conseguenza “prove schiaccianti che la pericolosità del H1N1 è stata enormemente gonfiata”. Il rapporto sottolinea inoltre la mancanza di trasparenza nei meccanismi che hanno condotto alla dichiarazione della pandemia.
    Altre critiche vengono da un’inchiesta del British Medical Journal, pubblicata da Fiona Godlee, direttore della rivista, e da alcuni esperti del Bureau of Investigative Journalism. Gli autori evidenziano il fatto che gli scienziati che nel 2004 hanno provveduto a redarre le linee guida dell’Oms, nelle quali si suggerisce la scorta di farmaci in caso di pandemia influenzale, erano allo stesso tempo sul libro paga di alcune aziende farmaceutiche che producevano gli stessi farmaci antinfluenzali.
    Quel che è certo è che soltanto il 20 per cento dei vaccini acquistati dagli stati è stato effettivamente consumato, e molti governi, in prevalenza europei, hanno a che fare con giacenze enormi, mentre le aziende produttrici dei farmaci hanno contabilizzato profitti ingenti.

    FONTE italiasalute.leonardo.it

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    Mag 142010
     

    13 maggio 2010 – 1 Commento – inserito da: Patrizio

    L’Aquila, 12 maggio 2010 – ”Nell’ultima ordinanza firmata dal Presidente del Consiglio, stanotte, non compaiono i criteri per la ricostruzione delle case E. Questo significa che la presentazione dei progetti e’ bloccata, mancando le linee guida, ed i cantieri non partono”. La denuncia e’ giunta dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che stamane, in una conferenza congiunta con il parlamentare PD, Gianni Lolli, e con l’ex presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, ha provato a fare il punto sulla complessita’ della ricostruzione materiale, economica e sociale della citta’. ”Non ci sono soldi” ha tuonato il Sindaco. ”Solo per l’emergenza – ha spiegato – mancano 250 milioni.
    Ma per Cialente, i problemi sono anche di natura politica: ”Non si e’ voluta accettare l’idea di una legge per la ricostruzione con l’assicurazione che, attraverso le ordinanze, tutti i temi sarebbero stati affrontati. Ma cosi’ non e”’. Il Primo cittadino, e vice Commissario, ha rilanciato la proposta (”unica possibile”) della tassa di scopo. ”Senza un flusso costante di denaro – ha motivato – non siamo in grado di affrontare ne’ l’emergenza ne’ tantomeno la ricostruzione. O si fanno scelte precise o non ce la faremo’‘. Cialente ha anche confermato la difficolta’ delle ditte impegnate nei cantieri a mandare avanti il lavoro, avendo anticipato le spese e non essendo state ancora rimborsate. ”Questa situazione – ha concluso – sta purtroppo ulteriormente indebolendo l’economia aquilana”.

    FONTE

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    © Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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