Ago 292017
 

“Le emozioni sono l’esclusione di alcune funzioni del cervello rispetto ad altre.” Si tratta di una semplificazione enorme, forse. Ma forse potrebbe essere una focalizzazione al limite del perfetto. Questa frase l’ho sentita in questi giorni mentre camminavo e vivevo il mondo.

 

Secondo Treccani l’emozione è:

emozióne s. f. [dal fr. émotion, der. di émouvoir «mettere in movimento» sul modello dell’ant. motion]. – Impressione viva, turbamento, eccitazione: l’e. della vincita, di quell’inatteso incontro; le e. del viaggio; andare in cerca di nuove e.; essere in preda all’e., a un’intensa e.; essere preso, essere sopraffatto dall’e.; la forte e. gli impediva di parlare. In psicologia, il termine indica genericamente una reazione complessa di cui entrano a far parte variazioni fisiologiche a partire da uno stato omeostatico di base ed esperienze soggettive variamente definibili (sentimenti), solitamente accompagnata da comportamenti mimici.

Secondo Wikipedia l’emozione è:

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a Continue reading »

Giu 262017
 

Ci sono tre sport che amo in questo periodo. Ne ho fatti molti, più di quanti potrei ricordarmi cercando di fare un elenco in questo momento, non sono mai stato un patito di nessuno di questi, forse dell’atletica leggera a suo tempo. Gli sport che amo in questo periodo sono nell’ordine il running, la subacquea e il trekking. Ognuno ha il suo perché nell’economia della mia vita, ognuno ha il suo ruolo specifico.
Il running lo vivo come espressione massima di solitudine. Lo vivo così un po’ perché non sopporto molto di dover andare al ritmo di qualcun’altro che sia più o meno veloce di me. E non sopporto molto l’idea di costringere qualcun’altro al mio ritmo. Facendo running ho modo di pensare, di ragionare, di estraniarmi dalla realtà e osservando solo quei due metri che separano me dai prossimi tre passi lasciare fluire il tempo. Correndo il mio cervello si svuota abbastanza da poter pescare in quel mare enorme delle idee sconnesse. Se non corressi forse non sarei in grado di scrivere, se non scrivessi forse non sarei in grado di vivere. Da qualche ho parte ho letto che molti scrittori corrono, o almeno camminano molto, Murakami e King ne decantano i benefici, qualcuno dice che sia anche l’unico modo per rigenerare cellule del cervello. Onestamente credo sia una  Continue reading »

Feb 092017
 

Tra tutti i giorni in cui potevi partire perché hai pensato proprio il lunedì? (Cit. Carmen Consoli)
Mi chiedo se sia stata la tua ironia o il voler iniziare col tuo nuovo lavoro ad inizio settimana, o se tu abbia voluto non rovinarci la domenica che ti era sacra per il riposo. “Si riposa prima di un lungo viaggio” e forse hai fatto così.
Ricordo la tua espressione di quando dicevi queste frasi, con quell’aria un po’ stanca ed un po’ severa, come fossero regole che tutti avrebbero dovuto imparare che so, a catechismo a09ssiem09e ai dieci comandamenti. Ci tenevi che fossero regole ovvie. Un’altra era “Ridi sempre che ridere che è una cosa seria”. E così ti guardo lì steso in quella bara, nella camera ardente e mentre gli altri non mi osservano mi viene da ridere. Un riso sincero sai? Perché alla fine hai scelto tu il giorno, il momento e ci hai sempre detto “il momento non lo sapete” ma tu era come se il tuo lo conoscessi da una vita. Ci hai preparati lentamente rendendoci tutti in grado di vivere senza la tua presenza, trasmettendoci ogni istante il tuo sapere, la tua esperienza, la tua ironia. Pensavo giusto qualche tempo fa quanto tu avessi dato a tutti noi, e giusto poco dopo, eccoti. Ti volti con quel tuo sorriso, ti togli il cappello e saluti con una risata, la tua risata che sembrava un colpo di tosse secca. Non se lo aspettava nessuno ed anche qui ci hai preso in giro con uno dei tuoi colpi di teatro, non se lo aspettava nessuno.
Mi sembra quasi di vederti ghignare sdraiato, come quando si capiva che avevi preparato uno scherzo ma non si riusciva a capire quale fino al momento in cui sarebbe accaduto, come quando mettesti nel contenitore del sale della carta da forno e sopra il pepe, o quando a Natale nel pacco regalo col mio nome mettevi una Barbie ed in quello di Michela un Big Jim, ti divertiva vedere le nostre facce a guardarci i regali scambiati e vederti ridere faceva ridere noi. Mi sembra quasi di vederti ghignare sdraiato e penso che da un momento all’altro ti alzerai ridendo e dicendo “Pensavi davvero che me ne sarei andato quando stanno per aprire l’Ikea? Senza portarmi via delle polpettine svedesi e la marmellata di mirtilli?”.
Ma non lo farai. Non questa volta.
Forse il tuo scherzo più grande è questo, farci credere che non te ne saresti andato così, di lunedì, ed invece andartene davvero.
È stato il più grande colpo di teatro andartene ora, quando nessuno ti guardava e tutto quello che eri l’avevi donato. Quando di te hai lasciato più tracce in noi di quanto ci saremmo mai aspettati.
Il tuo più grande colpo di teatro, serve a farci capire chi siamo.

Feb 142007
 

In questo istante ho ho finito di leggere “La Lettera d’amore” di Cathleen Schine.
Bello. Davvero Bello.
Non posso anticiparvi nulla perché già vi rovinerei il colpo di scena, posso però dirvi che parla di una storia d’amore davvero molto molto bella.
Non è per nulla smelenso, è ricco di una stupenda ironia, talvolta un po’ cinica forse.
La protagonista è una Donna davvero stupenda, forte e sicura ma che nello scontro con l’amore riscopre tutta la sua fragilità.
Mi par strano parlare di un libro d’amore, ma è davvero, davvero bello, e soprattutto ben scritto.
Lo consiglio vivamente.

© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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