Ott 062011
 

Ciao Steve.
Al di la di ogni speculazione non c’è dubbio che l’impronta lasciata sia enorme. Continue reading »

Giu 172011
 

Ultimamente mi capita sempre più spesso di leggere articoli di giornale pseudo scientifici ricchi di castronerie antiscientifiche, mi capita di leggere di prodotti assurdi come la washball, il braccialetto power balance, le scie chimiche e altre amenità del genere.
Mi sono imbattuto pure in cose più pratica è più incidenti con la mia vita come gli anticalcare magnetici, su cui prima di comprare un prodotto ho deciso di informarmi sulla reale possibilità che esso funzioni e come autorevole risposta di un professore di chimica all’università di Bari ho avuto come risposta la non riproducibilità per via sperimentale del fenomeno, ossia l’attuale impossibilità di dare una risposta certa sull’effettivo funzionamento (la spiegazione è più complessa ma tralascerò, il riassunto è che non esiste un esperimento di laboratorio che dimostri che il prodotto funzioni al di là di ogni dubbio).
Ora mi imbatto negli anticalcare a polifosfati che credo funzionino (con molti limiti e modificando, non togliendo il calcare) ma di cui non ho ancora trovato spiegazione sufficientemente convincente (attendo ovviamente il responso del solito professore di chimica).
Recentemente l’Italia ha fatto una votazione contro il nucleare, ma quanti italiani sanno DAVVERO come funziona una centrale nucleare e come funzionano le cosiddette “energie alternative”, quali effetti di inquinamento e impatto ambientale abbiano sistemi come il solare in fase di smaltimento, quale sia la durata nel tempo di un pannello prima che venga smaltito, i costi per l’ambiente in fase di produzione… semplicemente in genere l’italiano medio vota sulla fiducia, su quel che dice un politico con le sue convincenti parole, un politico che spesso sa meno di scienza di quanto sappia il votante e che parla con demagogia e non con cultura.
Oppure capita che si parli di terremoti, di carburanti alternativi, di auto a idrogeno che inquinerebbero meno delle attuali, possibili meteoriti che si schianteranno sulla Continue reading »

Feb 222011
 

Qui mi sono imbattuto in un interessante ed esaustivo elenco delle strategie più usate dai ciarlatani in generale e da quelli che bazzicano il web in particolare.
Ho pensato di riproporlo con qualche modifica per adattarlo a ciò che accade in forum e blog (l’originale si riferiva nello specifico all’ambiente dei newsgroup), in quanto veramente illuminante, anche perché quella che ho linkato è la versione italiana di una lista di fuffosità varia redatta inizialmente da un gruppo statunitense, a dimostrazione del fatto che tutto il mondo è paese: le regole che seguono, vi ricordano il comportamento di qualcuno, per purissimo caso?

Per essere un Fuffaro come si deve, è necessario seguire le seguenti norme:

1.

Preferite sempre la chiave di lettura cospirazionista rispetto alla chiave di lettura noiosamente banale: le spiegazioni naturali, come ad esempio che a Roswell sia caduto un pallone-sonda, sono per i sempliciotti e per le spie del governo. Se volete andare a letto con quella topina newage tutta curve non ditele che l’astrologia è una cretinata (anche i non-fuffari possono trarre temporaneo beneficio da questo consiglio).

2.

Mai cercare la più semplice ed ovvia causa di qualcosa ed in particolare evitate come la peste di menzionare il Rasoio di Occam: è la vostra nemesi!

3.

Dovete essere convinti che la parola «anomalia» significhi «conferma indubitabile» di attività paranormale, o analogamente «dimostrazione inoppugnabile» di presenza aliena, o ancora «prova incontestabile» di misterioso e malvagissimo complotto a livello come minimo mondiale se non intergalattico.
Quindi usate la parola «anomalia» più spesso che potete: eventualmente arricchitela da aggettivi come «inspiegabile», «inquietante», o, se siete in full attack mode, «evidente», «lampante», ed altro che implichi gravi difetti psicofisici in chi osasse trovarla qualcosa di normale.

4.

Definite tutto quello che è comunemente accettato, e contro cui vi battete, usando l’aggettivo «ufficiale» in senso dispregiativo, come se si trattasse di un’imposizione proveniente da qualche autorità di cui bisogna diffidare e non di cose che chiunque, solo volendolo, può verificare.
Riempitevi la bocca di frasi che iniziano Continue reading »
Nov 112010
 

Un piccolo estratto dal racconto di The Man About town del 1838 scritto da Cornelius Webbe
Il protagonista è Waggle un uomo con l’abitudine di scherzare con chiunque incontri per strada e seppure lo faccia in modo bonario e non offensivo alla fine risulta fastidioso a tutti.

Cos’è l’omeopatia?” Gli chiese L una o due sere fa. Ero sicuro che avrebbe ottenuto una risposta
Beh, direi che è la via più vicina e il modo migliore per tornarcene a casa…” questa fu la risposta.

No, no…vieni qui e dimmi, da quanto vedo qui – e prende la Gazzetta delle lettere – tra i nuovi studi l’omeopatia è una tesi, volume 8, pagina 2, paragrafo 6“.

Cosa?” gridò Waggle
Una tesi” ribatte L.

Sbagliato, al posto di “l’omeopatia è una tesi” devi leggere “l’omeopatia è un giochetto di abilità” disse Waggle velocemente e seriamente.

Ma dai, dai…questo è uno dei tuoi vecchi scherzetti! Dimmi cos’è allora…” gridò L.

Beh, quindi…è un metodo tradizionale e delicato per curare le malattie con la più piccola quantità di voglia di non curarle” disse Waggle.

Continuo a non capire” disse il suo amico dubbioso.
Umh, la faccio più semplice per chi comprende poco
Grazie” disse L.

Supponiamo che la tua piccola casa sia in fiamme…bene…

Ma che bene!” gridò L.

Questo è ciò che accade – continuò sarcastico – essendo in fiamme probabilmente tu procurerai interi secchi pieni d’acqua e manderai il tuo governante ai macchinari. Faresti molto male.
Secondo la nuova rivelazione [l’omeopatia, ndt.] dovresti lasciare che tutto si incendi finché sia carbonizzato dal tetto al terreno. Dovresti quindi procurarti l’ago più fine che trovi nella stanza di tua moglie e con quello punzecchiare i tizzoni uno ad uno finché ti stanchi di farlo.
Quando ti accorgi che questo non funziona e che tutto divampa ancora più furiosamente, recati al più vicino droghiere e compra, dividendoli in due barili, del catrame e della pece, per poi sminuzzarli in pezzettini più piccoli che puoi, infinitesimali.

Mantenendo la distanza lancia uno di questi pezzi di tanto in tanto attraverso la strada dentro la tua casa in fiamme e se divampa ancora lanciane due, tre e continua così finché la tua casa è del tutto bruciata, fino a terra.
Quando non c’è più niente da bruciare il fuoco, naturalmente, si spegnerà. Questa è l’omeopatia.

“Ho capito ora…” disse L.

Mar 052010
 

La ricerca: i più intelligenti non tradiscono, chi lo fa è meno evoluto

Le coppie – L’ultimo saggio di Satoshi Kanazawa, della London School of Economics

Se gli economisti studiano l’infedeltà

La ricerca: i più intelligenti non tradiscono, chi lo fa è meno evoluto

Davvero più un uomo è infedele, più è fesso? Sul serio i monogami hanno un quoziente intellettivo più alto dei playboy? Se è vero, in Italia siamo messi male. Se la teoria del professor Satoshi Kanazawa venisse confermata, fornirebbe una possibile (seppur parziale) spiegazione degli attuali guai nazionali. Si potrebbero serenamente incolpare gli uomini della nostra classe dirigente (cioè quasi tutta la nostra classe dirigente). Sono in maggioranza donnaioli, qualcuno si appassiona ai trans, sono comunque poco fedeli. A volte se ne vantano; spessissimo vengono giustificati e ammirati.

Il maschio femminaro (nell’inconscio collettivo e ultimamente anche nel conscio) è percepito come più potente e abile dei monogami; in molti casi viene scelto come capo. In troppi casi, viene blandito con offerte di femmine (magari consenzienti, ma non in un ruolo entusiasmante) che diventano merce di scambio tra grandi fedifraghi. Purtroppo, sostiene Kanazawa, oggi come oggi meno un uomo è fedele, meno è intelligente. Il suo ultimo saggio (pubblicato sulla rivista Social Psychology Quarterly) sarà probabilmente impopolare dalle nostre parti, ma tant’è. Il professore di psicologia dell’evoluzione alla London School of Economics sostiene che gli uomini sono sempre stati «leggermente poligami». Ora però in molti «entrano volontariamente in una relazione sessualmente esclusiva». Il che è una «novità evolutiva». Sono i più intelligenti ad adottare queste novità; e a diventare «più evoluti» (gli eroi delle riviste e dei siti di pettegolezzi non sono tanto evoluti, allora; qualcuno/a lo sospettava). Conclusione di Kanazawa: gli uomini che non riescono ad adattarsi, che cedono alle tentazioni e tradiscono sono probabilmente più stupidi. Mentre i più svegli «sono in grado di capire il valore della fedeltà» (non ci sono molti maschi svegli nei reality, e in altri ambienti; anche questo lo temevamo).

Kanazawa non diventerà un’icona culturale dei latin lover, è evidente. Ma susciterà qualche simpatia tra le donne non impeccabili. L’equazione «infedele uguale scemo» al femminile non funziona. Alle donne è sempre stato chiesto di essere fedeli a un unico compagno; anche nelle società poligame (d’ora in poi chi ha molti fidanzati o ha tradito il marito potrà spiegare «ho fatto un salto evolutivo», perché no, può darsi). E la diversità di genere, per il noto studioso, esiste eccome. Tra le sue opere precedenti spicca «Why Men Gamble and Women Buy Shoes», perché gli uomini giocano d’azzardo e le donne comprano scarpe, su come l’evoluzione ha creato diversi comportamenti e reazioni dei due sessi. Acclamato su poker e scarpe, Kanazawa ha avuto meno consensi quando si è occupato di aspetto fisico.

Il suo saggio sul «perché la gente bella ha più figlie femmine» è stato smontato da uno statistico della Columbia University; e le chance in più di avere femmine per le coppie bellone sono state ufficialmente ridotte dal 26 all’8 per cento. Ma intanto: in attesa di venire smentito su intelligenza e fedeltà da qualche scienziato seduttore, Kanazawa, nel suo ultimo saggio, mette di cattivo umore anche i monogami di centrodestra. Analizzando i dati dell’American National Longitudinal Study of Adolescent Health, ha scoperto che i giovani intervistati sicuri di essere «molto liberal» hanno un quoziente intellettivo medio di 106; mentre quelli che si definiscono «molto conservatori» non superano una media di 95, insomma non risulterebbero furbissimi (forse sono quelli che in Italia mandano a presentare le liste, vai a sapere).

Maria Laura Rodotà
02 marzo 2010

FONTE

Feb 262010
 

Studio Usa, chi fuma non calcola le possibili alternative alle sue azioni

ROMA
Di fronte a una scelta i fumatori non si arrovellano sulle diverse ipotesi e conseguenze, come fa chi non ha “il vizio”. E invece decidono solo in un senso. Questa la scoperta dei neurologi del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, pubblicata su Nature Neuroscience. Chi è fumatore da tempo, dicono i ricercatori, considera in maniera differente le scelte fatte: «E in particolare, le decisioni prese da chi fuma non sono influenzate dal calcolo delle possibili, e magari diverse conseguenze, che sarebbero derivate da una scelta differente».

Per scoprire perchè il cervello dei fumatori si arrovella di meno, gli scienziati hanno sottoposto un campione di persone, con o senza il vizio del fumo, a un test. A ciascuno veniva chiesto di giocare il loro denaro in una sorta di mercato azionario virtuale. Alla fine di ogni investimento, veniva rivelato ai “giocatori-cavie” come si era mosso il mercato e quanto avevano vinto.

Sulla base degli investimenti fatti, i ricercatori hanno scoperto di poter prevedere le mosse dei non fumatori, sulla base del rapporto tra le somme vinte e quelle che questo stesso gruppo di persone avrebbe potuto incassare se avesse puntato più denaro. Al contrario, una previsione del genere è risultata molto più ardua, se non impossibile per i fumatori, che invece puntavano senza tener conto delle altre possibili implicazioni derivanti da un investimento differente.

Sulla base di questa osservazione, e dei tracciati dell’attività cerebrale dell’intero campione registrati durante l’esperimento, gli scienziati hanno concluso che il cervello dei fumatori funziona diversamente. E precisamente, è in grado di elaborare ciò che può succedere in relazione a una decisione, ma ignora le conseguenze di altre scelte diverse.

FONTE

Feb 262010
 

Studio suggerisce un nesso tra il fumo e un quoziente d’intelligenza basso

Dipendenze_10333C.jpg Che fumare non fosse esattamente una scelta lungimirante già si sapeva. Ora però una ricerca israeliana evidenzia un collegamento possibile fra la passione per le sigarette e un quoziente intellettivo non proprio brillante.
Un’équipe di medici dello Sheba Medical Center di Tel Hashomer, in Israele, hanno analizzato il QI di circa 20 mila militari diciottenni che erano stati appena arruolati nell’esercito, il 28 per cento dei quali fumava più di una sigaretta al giorno.
Alla fine, gli scienziati hanno riscontrato nei fumatori un quoziente d’intelligenza inferiore in media di 7,5 punti rispetto ai loro commilitoni che non fumavano. Fra i non fumatori la media è risultata di 101, mentre per i fumatori era di 94, e la differenza era ancora più evidente fra chi fumava meno di cinque sigarette al giorno (98) rispetto ai fumatori più accaniti (90).
I medici israeliani hanno naturalmente considerato una serie di variabili che avrebbero potuto influenzare i risultati, ad esempio le condizioni socio-culturali e la diversa provenienza dei soggetti, oltre alla eventualità che i test peggiori fossero influenzati da un’astinenza dalla nicotina.
Per corroborare la propria tesi, i medici hanno messo a confronto anche 70 coppie di fratelli di cui soltanto uno era fumatore, e i risultati sono stati gli stessi: “questi risultati suggeriscono che gli adolescenti con un basso QI dovrebbero essere oggetto di campagne antifumo specifiche”, ha dichiarato Mark Wieser, il coordinatore della ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista specializzata in dipendenze Addiction.

http://italiasalute.leonardo.it/Psichiatria.asp

Andrea Piccoli

FONTE

Ago 272008
 

L’uomo, la scienza, la medicina hanno fatto passi da gigante. Ormai i trapianti di cuore sono allíordine del giorno, taglia qui, aggiusta li, ricucisci la. Ma un cuore fisiologicamente sanissimo ma emotivamente in pezzi come diavolo si sistema?? Non esiste una colla, non esiste una medicina, un medico, uno sciamano, un profeta, uno stregone sulla faccia della Continue reading »

Set 142007
 
Nella mia facoltà di informatica, a Verona hanno reso il primo anno un inferno, a la gente si sa già si dimezzerà entro i primi mesi a causa di alcuni esami/professori davvero pesanti, i test di Medicina sono un terno al lotto e conosco più gente che non li ha passati di quanti ne conosco che li ha passati, a Venezia all’accademia d’Arte ti segano che è un piacere, e comunque molti di noi (compreso me) ritengono che l’università sia troppo semplice, che troppa gente si laurei creando un paese di laureati disoccupati…

Bene…. io non ho parole quando leggo articoli come questi….

Atenei, ecco i primi risultati dei test
I medici più bravi? Quasi tutti a Continue reading »

Mag 302007
 
Recentemente ho fatto un paio di post dal titolo Giovanno d’Arca e Return tu Giovanno d’Arca e Return tu Giovanno d’Arca alla seconda., essendo tra l’altro oggi il giorno di Santa Giovanna D’Arco ho pensato di farle un particolare tributo raccontandovi una storia che ho letto su di un libro di medicina qualche tempo fa.

Giovanna d’Arco in francese Jeanne d’Arc, o Jehanne Darc nella versione più arcaica, è una eroina nazionale francese ed è venerata dalla Chiesa cattolica come santa e patrona della Francia.

È conosciuta come la Pulzella di Orléans. Ebbe il merito di riunificare il proprio Paese contribuendo a risollevarne le sorti durante la guerra dei cent’anni.

Vi rimando a Wikipedia per la biografia specifica

Alcune fonti storiche parlano di Giovanna come di una creatura che mangiava pochissimo e che non aveva mai avuto le mestruazioni, inoltre alcune descrizioni dicono di lei che avesse una scarsissima quantità di peli pubici ed ascellari rispetto alle altre donne, che si sa all’epoca non si depliavano ancora.

Questo ha fatto pensare ad alcuni studiosi che Giovanna d’Arco non fosse una propiamente donna, ma che soffrisse di sindrome da insensibilità agli androgeni (Androgen Insensitivity syndrome, AIS),

Cos’è l’AIS?

Fino all’ottava settimana di gestazione, il feto, ha la capacità di sviluppare un apparato riproduttivo sia maschile che femminile. Nel feto maschile, ossia con cromosomi XY, è necessario l’intervento attivo degli ormoni maschili gli androgeni per lo sviluppo completo del sistema riproduttivo maschile, senza l’intervento di questi si sviluppa un sistema femminile.

La sindrome da insensibilità agli androgeni provoca l’interruzione dello sviluppo dell’apparato riproduttivo nel feto.
Un feto affetto da AIS presenta cromosomi sessuali maschili (XY), nel suo corpo vengono prodotti normalmente androgeni, ma a causa di una rara insensibilità dei tessuti tali ormoni non assolvolo al compito dello sviluppo dei caratteri maschili, per questo motivo, le caratteristiche genitali esterne si sviluppano seguendo le linee femminili, ma lo sviluppo degli organi femminili interni è già stato interrotto da un’altro ormone (fattore inibitore di Muller, MIF).

L’insensibilità dei tessuti agli androgeni è causata da un gene che si trova nel cromosoma sessuale X e l’AIS è una condizione recessiva legata al cromosoma X da parte della madre (in circa un terzo dei casi, questa condizione è il risultato di una mutazione spontanea). Una madre portatrice di un gene difettoso ha una possibilità su due che suo figlio XY sia affetto da AIS e una possibilità su due che una figlia XX sia lei stessa portatrice di un gene difettoso. Le donne XX possono sottoporsi a test specifici per verificare se sono portatrici.

…..forse erano meglio i filmati….

© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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