Nov 202016
 

Succede in notti come queste, notti subito prima o subito dopo di una battaglia, notti insonni, che accade. Dovresti pensare a fare un briefing per il giorno successivo o un debriefing del precedente ma non importa. Non ci riusciresti comunque. E forse è la grappa che hai buttato giù per non pensarci o il manto stesso della notte, del silenzio attorno mentre il mondo sembra scomparso e così lontano ma le inibizioni se ne sono andate, resti solo con te stesso e con i demoni che questa guerra avrebbe dovuto esorcizzare, i demoni da cui volevi scappare il giorno in cui hai iniziato questa strada ti osservano e ti ruotano attorno. Osservi il tuo zaino. Sai che è pronto, non ti serve neppure controllarlo. Sai che è pronto per fuggire al primo cenno di pericolo eppure lo hai scelto. Lo hai scelto tu questo percorso, hai scelto tu di lottare per questa causa, hai scelto tu di andare verso la gloria o la morte. Guardi anche il fucile del tuo compagno e lo carezzi, vorresti puntartelo sul mento e premere quel cazzo di grilletto, sarebbe una fuga così semplice, così veloce eppure non sei uomo neppure per andartene così.
Ci sono cose che hai deciso non avresti mai più detto, persone a cui avevi deciso non le avresti più dette eppure la notte, o forse quel sorso di grappa… era solo un sorso, non abbastanza ma ti ritrovi con un foglio in mano ed una penna e stai scrivendo parole che vorresti dire, vivere qualcosa che per esplicito ti è stato chiesto di non vivere, ed allora prendi un altro po’ di grappa, lo versi su quel foglio e poco prima di dargli fuoco ti rendi conto che qualcuno da lontano potrebbe vederlo, avresti potuto attirare il nemico. Ti tendi conto che ciò che hai scritto non solo è vero, ma resta indelebile nelle tue mani. Così asciughi il foglio e lo riponi nella tasca della camicia, la tasca sul cuore. Domani puzzerai ancora di grappa e ti daranno dell’alcolizzato e non potrai dire quanto vicino alla morte sei stato, quanto vicini alla morte tu abbia portato i tuoi compagni, annuirai e dirai solo “Sì.” pensando che forse hai un nuovo feticcio perché non ne bastava uno, non bastava quello che incessantemente ti fai ruotare tra le mani, non bastava il cazzo di feticcio che ti ricorda ogni giorno perché sei lì, perché sei finito i quel mondo, non ti bastava.
Ed è ora di infilarsi nel sacco a pelo, forse è la volta che ti si chiuderanno gli occhi.
Forse è la volta che i tuoi occhi si chiuderanno. O si apriranno forse.

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Lug 132016
 

Cammino in bilico su un filo

indeciso tra rincorrere e fuggire.
Cammino comunque sia in una direzione.

Cammino in bilico su un filo
tra la coscienza di saper rovesciare un mondo e la noia del non volersene sporcare le mani.
Cammino comunque sia in una direzione.

Cammino in bilico su un filo
sul pavimento, dove comunque non posso cadere.
Cammino comunque sia in una direzione.

Cammino in bilico su di un filo
attendo che tu mi prenda per mano, ovunque tu ti trovi
Cammino comunque sia in una direzione, ovunque essa si trovi.

Là rovescerò il mondo. Ovunque serva. Comunque serva.

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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