Mar 132016
 

12/03/2016

Non è la vista

Sono i suoni che definiscono il mondo
ad occhi chiusi percepisco il mondo
le direzioni, le distanze
ad occhi chiusi
percepisco la tua pelle
non distratto dalla vista
il tuo odore non coperto da profumi.

Non è la vista
-così fallace-
a definire il mondo.

Ed io attendo
-ad occhi chiusi-
di percepire il tuo passaggio.
Di nuovo.

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Ago 252009
 

Nella folla oggi ho toccato mani,
tra queste la mano di una sconosciuta che mai rivedrò.

Nella folla oggi ho sfiorato mani,
tra queste il ricordo di una che mai più stringerò.

Nella folla oggi ho toccato mani,
una, una sola col tuo profumo.

Fluiscono i ricordi dalle mie dita,
entrano in testa,
ruotano,
volano,
legano.

Ed infine escono dalle mie labbra come sorriso.

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Ago 042009
 

Pensiero
03-04/08/2009

Il pensiero di non pensarti mi porta a pensare ciò che non penserei:

C’è un pezzettino di me che è rimasto in te e quando ti penso canta
Ed io lo ascolto cantare.
E lui canta fiabe stupende.

C’è un pezzettino di me che è rimasto in te e quando vedo quei colori danza
Ed io lo guardo danzare.
E lui danza per te.

C’è un pezzettino di me che è rimasto in te e quando sento dei profumi canta
Ed io lo ascolto cantare.
E lui racconta di te.

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Mag 122009
 

Frutto
(11/05/09)

Entra la brezza dalla finestra di camera mia,
brezza primaverile che scivola sulla mia pelle
sui miei pensieri
sulle mie ferite

Ed io resto qui nel silenzio
avvolto
nel suono di una chitarra classica e di un flauto
alla luce di una candela che danza.

Resto qui.

Resto a chiedermi cosa sia giusto e cosa no
a chiedermi che cosa ci sia dentro me.

Come un frutto,
come una pesca da aprire
con uno schiocco vorrei sapere cosa c’è nel nocciolo.
Dentro me
dentro me.
Nel profondo sotto la dolcezza
nel profondo sotto l’essenza stessa.

Per scoprirlo, per raggiungere il nocciolo
per raggiungere il dentro però vorrei vivere
vivere tutto ciò che c’è attorno

e non importa cosa troverò

non importa cosa c’è dentro perché avrò vissuto il gusto
avrò vissuto profumi inebrianti
avrò vissuto i colori

avrò vissuto.

Entra la brezza dalla finestra della mia camera,
brezza primaverile che mi carezza la pelle
i pensieri
le ferite

Ed resto qui nel silenzio
avvolto
nel suono di chitarra classica e di flauto
nella luce di una candela danzante.Fiore
(30/04/09)

Ti osservo
da lontano,

per quel che posso ti osservo fiore

fiore forte
aggrappato al terreno nella tempesta di questi giorni

aggrappato

i petali si piegano al vento
segnati
feriti

i petali ricchi dei tuoi colori
il tuo profumo

il tuo profumo

il tuo profumo si spande e si mescola a quello della terra bagnata e ti osservo

non ti arrendi
lotti
forte

ma ti vorresti appoggiare
riposare
lasciare che sia il sole a scaldarti

darti vita

illuminarti

ti osservo fiore sporco di terra a lottare
ti osservo incantato

non ti si può mettere in una teca di cristallo
morresti
non ti si può proteggere in alcun modo
ma ti osservo e prego perché torni il sole
perché questa tempesta divenga rugiada

perché i tuoi colori possano tornare a splendere
e il tuo profumo spandersi nell’aria.

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Mar 202009
 

Ricordo un giorno dopo anni tra amici
un istante di scambi di baci sulle guance

l’avvicinarsi delle sue labbra al mio naso,

un istante,

solo un istante sentire l’odore della sua bocca,
della sua saliva,

del suo dentro.

Un’istante breve, veloce, impercettibile e d’improvviso espandersi dentro i ricordi,
espandersi dentro i momenti passati in quell’unica sera,
in quell’unica notte,
in quell’unica alba
clandestine
mai più ripetute,
mai più vissute,
mai più nominate ma…
ma nei ricordi di entrambi per sempre.

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Nov 042008
 

Cammino, tra i colli veronesi,
odore di pioggia, vento.
Il tuo profumo mi ruota attorno come una nube,
entra lentamente,
entra con dolcezza dentro me con l’odore della pioggia,
l’erba tagliata da poco,
l’aria pulita.

Cammino, tra Continue reading »

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Mag 172008
 

C’è l’odore dell’erba dell’estate che avanza senza una primavera decisa, c’è il profumo del tempo e del tuo dentro.
Quell’odore che non potrei scordare come tu non dimentichi le mie mani. Odore liquido, metallico, caldo di un calore avvolgente come immergersi in un lento declivio, come sussurri impercettibili.
E c’è l’odore della pioggia e dei fantasmi Continue reading »

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Gen 032008
 

M’accorgo d’essere un po criptico negli ultimi post.
Segnali a chi sa, segnali a chi non sa, mancanza di segnali, ma in pratica nulla.
Non ho scritto nulla.
Ora sto qui allora, diviso tra due sogni, da un lato un calice di Recioto dall’altro una tazza di Tè alla Cannella fatto in casa, il tè dell’accoglienza si chiamava dove mi hanno insegnato a farlo.
Solo finalmente, sul divano di casa, una casa deserta, vuota, piena solo dei suoni che ho scelto, degli odori che ho scelto, dei silenzi che ho scelto.
Il presepe che ancora attende i magi ancora lontani, su di un altro scaffale, l’albero spento.
Jazz.
E l’attesa di un sogno, di un altro.
L’odore di Cannella e di Vino dolce si spandono. Odori da gustare nel tempo ancor molto prima di saggiarne il gusto.
Gli occhi chiusi.
E il silenzio, la calma, la tranquillità.
Ebbro di tali profumi infine assaggio quel che è più consono all’istante e mi lascio scivolare addosso ciò che è la mia vita. Continue reading »

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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