Ago 302015
 

Con la schiena inarcata, quasi sdraiato, le spalle appoggiate sulla nuda roccia, la nuca ripiegata indietro ascolto. Ascolto i suoni, ascolto il vento, ascolto le stelle muoversi e voci lontane, lontane.
Lontane.
Inesistenti forse.
Ascolto il mondo ed ascolto il mio corpo e le sue sensazioni, ascolto l’universo entrarmi dentro ed uscire, ascolto l’universo nascere al centro del mio corpo in sensazioni multiforme e al contempo univoche e monolitiche come una e molte e molte ed una irradiarsi dal centro del mio corpo.
Apro gli occhi lentamente e al di sopra di me vedo allargarsi le braccia di una croce di ferro che come un albero, una torre, un oggetto inquisitore e non, si staglia sopra di me pesando e al contempo portando la mia mente oltre l’infinito verso l’alto verso dove potrebbe esserci o non un dio o un altro mondo o semplicemente nulla ma un nulla pieno di stelle e di luci che si accendono nella mia testa e sopra la mia testa e sopra quella croce e attorno alle mie mani che sfiorano ciò che ha innescato questo processo ciò che rende il mio viaggio più grande e lontano e al centro dell’essenza di ciò che è l’uomo di quanto avrei mai creduto.
Attorno sento solo i suoni dei monti, il brucare bovino incessante, il vento a muovere l’erba ed il suo vociare, ululare, borbottare lontano tra le fronde di alberi nel bosco vicino mentre il mio corpo, da dentro, da fuori, dal punto stesso in cui viene immessa energia sprigiona energia come sostanza a sua volta radiante dentro nella pancia, nel petto, nelle spalle e nel collo e dentro il centro del cervello e dal centro del cervello all’esterno e verso gli occhi e gli orecchi uscire verso l’universo e rientrarvi in un circolo di infinita elevazione mentre attorno il mondo sta dormendo e le luci delle città lontane iniziano a spegnersi ed il traffico a calare e quasi sembra fermarsi anche il fiume laggiù mentre qualcosa sta esplodendo, mentre qualcosa sta accendendosi come una fiamma di un fiammifero grande come un mondo.
Mentre qualcosa esplode come galassie che collidono e pianeti si scontrano e stelle mangiano pianeti e stelle mangiano stelle e sistemi inglobano altri sistemi e si distruggono e si scontrano e cadono lune e satelliti e d’un tratto torna il silenzio di un equilibrio ritrovato, di stelle ancora una volta ad illuminare nel loro nuovo posto pianeti di nuovo in pace e su uno di questi pianeti su un monte neppure troppo alto una croce e sotto una croce qualcosa che è accaduto, lì tra i movimenti del vento, proprio lì accanto all’erba brucata.
Nel silenzio o nella sinfonia di un’istante.

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Set 282007
 

Labbra.
Nel silenzio
attese un’istante infinito
Brevemente lungo avvicinarsi
un tocco,
lieve
dolce,

anime che d’improvviso scorrono l’una nell’altra
come liberate d’improvviso in un tocco
scorrono veloci in un tocco

Un altro
dolce.

E ancora.

E scoprire ancora e ancora e ancora,
e mescolarsi di sensazioni nuove
inaspettate forti
e ancora volti,
occhi a guardarsi negli occhi,
e cascate
e luci
e mondi
e universi
e ancora
e ancora

e…. e poi…
e poi attendere ancora sognando quel tocco inaspettato.

28/09/2007

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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