Stefano Giolo

Stefano Giolo, aspirante scrittore, musicista, dislocatore di aria. Informatico di professione ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie "Contrapposizioni" con Edizioni il filo. Ora bolle in pentola qualcosa di serio, ma questo lo racconteremo un'altra volta.

Mar 112019
 

Non è abbastanza fare dei passi che un giorno ci condurranno alla meta, ogni passo deve essere lui stesso uno meta, nello stesso momento in cui ci porta avanti.
-Johann Wolfgang von Goethe-

Sono passati circa sei mesi dalla prima parte del nostro viaggio. Siamo partiti da Saint Jean Pied De Port e arrivati a Burgos in un cammino pieno di esperienze e di emozioni. Oggi siamo in viaggio da Verona a Madrid. Arriveremo questa sera, poi prenderemo subito un pullman che ci riporterà direttamente a Burgos, nella notte. L’arrivo è previsto per le tre e mezzo. A quel punto saremo di nuovo sul cammino e il sole ci sorprenderà quattro ore dopo quando forse saremo già a metà della prima tappa per questa parte di viaggio, la quattordicesima dall’inizio del cammino. Si ricomincia insomma. Anche se in realtà non si comincia mai da zero, anche in questo cammino, come nella vita si va avanti da un punto con dietro altri infiniti che sono l’esperienza. Non si parte mai da un inizio. Non si parte mai, è sempre un pezzo del percorso.

Gen 212019
 

Ci ho provato, davvero. Ho anche una discreta stima in alcune produzioni di Celentano, lo apprezzavo perfino da piccolo quando faceva i film con Ornella Muti.
Ogni volta che vedo Nino Frassica però devo ammettere di avere un effetto benefico. L’idea che una qualità comica del genere sia comunemente accettata mi fa rivalutare le scenette che fanno i ragazzini agli scout. Sono di gran lunga migliori di lui. In tutto il programma di lancio del cartone se non ci fosse stato Natalino Balasso, di cui in genere non sono un grande amante, il tutto sarebbe stata un’accozzaglia di cliché con battute trite e ritrite, con la bella donna che può solo cercare di lavorare nel mondo dello spettacolo e che ovviamente deve essere incapace di qualunque cosa, con l’inno americano alle spalle di un corruttore pieno di soldi, con due frati che scelgono chi salvare sull’arca di Noè con i soliti dialoghi copiati nel peggiore dei modi da copie delle copie di copie di Totò.
L’arrivo di Celentano per altro, non più di trenta secondi, come fosse Dio sceso in terra sembra come averlo visto senza neppure averlo sentito far nulla sia un dono. In pratica come la donna bella e incapace che vuole fare spettacolo solo per fare presenza.

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Dic 272018
 

Da quando siamo tornati dal Cammino di Santiago è passato parecchio e tra una cosa e l’altra questo filmato è rimasto nel cassetto e in elaborazione per mesi, siamo forse più vicini a quando inizieremo la seconda parte che da quando abbiamo finito la prima ma mi va di condividerlo con chi volesse vederlo.


Il nostro Cammino di Santiago: parte prima
https://youtu.be/JDAY7ipuDOc
Dic 192018
 

Prendo spunto da un articolo pubblicato su TGCom, “Due turiste scandinave violentate e sgozzate in Marocco, arrestato un uomo” (https://goo.gl/shkffz).

Screen Dell’Articolo
(https://goo.gl/shkffz)

Non leggo TGCom in genere ma sono stato attratto da questo articolo in quanto in quei giorni ero io stesso in Marocco. L’articolo è semplice, parla della violenza e l’uccisione perpetrate su due turiste scandinave, il titolo dice già più che a sufficienza. Sono i commenti che mi inquietano.

“Leggo che le turiste hanno preso le relative precauzioni per la sicurezza. Mi sfugge in che modo!!? In quelle zone si va in giro con una guida o almeno in comitiva di 5-6 persone e non due ragazze da sole.”

“30 viaggi in Marocco. nel 1981 ho fatto un giro in moto con la mia ragazza stavo attento perchè conosco la mentalità di una buona parte degli abitanti, comunque ci sono stati momenti poco simpatici. bel paese ma le donne mai sole e sempre davanti all’uomo”

“In Marocco si gira accompagnate, inutile dire che è un paese sicuro. Non lo è”

“Se fossi una donna giovane e carina, non viaggerei mai in un Paese islamico per un mese, al di fuori di un villaggio turistico o escursioni di gruppo organizzate”

(https://goo.gl/shkffz)
Screen dei commenti
(https://goo.gl/shkffz)

Questo è quello che riusciamo ad esprimere? Come se se la fossero cercata. La vittima è colpevole di essersela cercata, soprattutto quando la vittima è donna. 
Il tutto ovviamente per tacere del resto dei commenti a sfondo razzista. In Italia quest’anno le donne uccise (la parola femminicidio non mi piace) sono state almeno 94 (https://goo.gl/Lm1BjL) e se andiamo a cercare, anche di queste il più delle volte si è scritto che se la sono cercata, chi perché cercava droga, chi perché si era vestita in maniera provocante, chi se l’era cercata in altro modo. Non ci si ferma mai a riflettere sulle cause, sul carnefice. Si discute sul fatto che la vittima avrebbe dovuto limitare la propria libertà pensando all’eventualità, forse alla probabilità, di essere stuprata e ammazzata. Da un uomo. Educhiamo le donne da millenni al fatto che siano loro a dover passare la vita a guardarsi attorno per proteggersi e lasciamo agli uomini il diritto di guardarle con concupiscenza, parlare di cosa le farebbero se le avessero sotto mano, mancare di rispetto, violare intimità. Si da per scontato che sia normale che due donne sole vengano uccise, sgozzate e ne venga lasciato il corpo per strada e che sia un loro errore non proteggersi.
Un po’ come dire a un tizio che passeggia in autostrada “Beh, se cammini in autostrada è normale che finisci sotto una macchina”.
Risulta normale che la vita di una donna sia come camminare in autostrada, e che la vita di un uomo sia come guidarci. Mica è colpa sua se ti ha investito, mica ti ha visto, sei tu che camminavi lì. Non serve correggere correggere le auto se è normale che in autostrada vadano ai 130. Non serve correggere gli uomini se è normale che stuprino e ammazzino donne che se la cercano.

Per parlar poi del Marocco, del razzismo degli altri commenti, della presunzione che sia un luogo pericoloso io ne so molto poco. So che in nessun paese prima di andare in Marocco ho incontrato sconosciuti che mi dicessero “Ehi, Alì Baba, non andare in quella direzione di sera, meglio di là che lì non è sicuro” o “Ehi, Alì Baba, stai cercando il mercato, è da quella parte!”. Eppure lì mi è successo ed in più di una città. Provate a Roma, a Milano, a Napoli, a Torino, a Bari a girare per i quartieri malfamati e vedete in quanti spontaneamente vi diranno di andare in un altra direzione. Eppure anche in Italia vengono violentate turiste (https://goo.gl/ZKcQdZhttps://goo.gl/ve3wiChttps://goo.gl/yaX8N7,
https://goo.gl/64fcJ3) e ogni volta se la sono cercata, qualcuna addirittura per prendere soldi dall’assicurazione, così dicono i soliti informati.

Sono le donne che sbagliano, che se la cercano. Se vanno a carezzare una belva affamata è normale vengano morse. Ma nessuno si pone il problema che siano gli uomini questa bestia affamata. Che sia questo continuare a dare la colpa alla vittima a rendere i carnefici forti.

Aggiornamento 20/12/2018 ore 16:05
Sembra si sia trattato di un atto terroristico e che i colpevoli siano già stati arrestati. Fonte: https://bit.ly/2R82O0v

Nov 072018
 

In questi c’è al cinema First Man – Il Primo Uomo dal regista premio Oscar Damien Chazelle e con Ryan Gosling come protagonista nei panni di Neil Armstrong. Si tratta ne più ne meno di un accurato Biopic sull’astronauta che per primo mise piede sulla luna. 
Fantastico.
Semplicemente Fantastico.

Non mi capita spesso di uscire dal cinema emozionato e di passare tutto il film agganciato ai braccioli. Lasciamo stare la mia grande passione per questa storia, per gli uomini (tutti, non solo Neil) che hanno costruito la più grande avventura della storia dell’uomo, lasciamo perdere anche il fatto che di quella storia conoscessi già tutto in termini tecnici e cronografici. Questo film colma pienamente il  vuoto emozionale che ha necessariamente chi come me non era nato negli anni 60 e non era davanti alla tv quel 20 luglio 1969. 

Questo film racconta i fatti ma anche le emozioni degli astronauti e delle loro famiglie, delle mogli a casa in attesa, della vita che si creava nel campus nel quale viveva chi lavorava alla Nasa con mogli, mariti, figli. Mostra la paura di essere lanciati in una minuscola capsula da cui dal piccolo finestrino non si può vedere altro che una porzione di cielo, le fiamme del propulsore, il buio, la luna, il pianeta da cui si è partiti.

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Nov 022018
 

Negli ultimi anni, sempre più spesso sento usare come slogan “restiamo umani”, o dare del disumano  a personaggi -soprattutto politici o pseudo tali- che si rendono colpevoli di atti contro l’umanità, contro gli altri umani. Restiamo umani si dice, siate umanitorniamo umani. Quando sento queste espressioni mi viene sempre da sorridere.


umanità s. f. (ant. umanitade) [dal lat. humanĭtas -atis, der. di humanus «umano»; nel sign. di «genere umano» ricalca il fr. humanité]. – 

1. Natura umana: […] L’essere uomo, condizione umana, soprattutto con riferimento ai caratteri, alle qualità, ai vantaggi e ai limiti inerenti a tale condizione […] 

2. Sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri uomini […] 

Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/umanita/)

Il primo punto sulla Treccani è ovvio, non se ne discute, è il secondo su cui avanzerei qualche dubbio. Chi ha deciso che umano è solidarietàcomprensioneindulgenza? L’uomo. Tanto chi c’è a giudicare che non sia vero? Finché un alieno o un animale senzienti, o un Dio forse, non scenderanno a dire “emm, ma ti sei visto un po’?” l’uomo continuerà a definirsi solidalecomprensivo, indulgente. E a fare guerre, ammazzare il proprio vicino, far affogare lo straniero, insultare quello dell’altra fazione politica, pestare a sangue quello che tifa la squadra diversa, parcheggiare storto per dar fastidio al vicino, insultare uno sconosciuto su un social network, parlare male di una donna solo perché ha successo. L’essere umano ad essere umano facendo del male e beandosi di essere umano

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Ott 232018
 

I sali essenziali de’ gli Animali possono essere in tal guisa preparati e conservati,
che un Uomo d’ingegno custodisca nel suo Studio un’intera Arca di Noè,
e a suo piacimento possa resuscitare la Forma perfetta d’un animale dalle relative Ceneri.
In virtù dell’istesso procedimento un filosofo può,
senza macchiarsi di criminale negromanzia,
richiamare alla vita uno qualunque dei suoi predecessori,
facendolo sorgere da’ sali essenziali e dalla polvere in cui il corpo fu a suo tempo consumato. 

H.P. Lovecraft -Il caso di Charles Dexter Ward- 

Non avrei mai pensato a quali risultati la mia ricerca avrebbe portato né quali drammatici eventi avrebbe riesumato dalle tenebre dopo quasi un secolo. Avrei potuto pensarci dato lo stato di conservazione perfetto della bambola ma ero accecato dal desiderio, come spinto da una forza superiore, è stato giusto ne pagassi le conseguenze. Tutto è iniziato quando da ragazzo lessi per la prima volta Il caso di Charles Dexter Ward di H.P. Lovecraft. Non che ci abbia mai creduto, ero convinto si trattasse per lo più di fantasia, ma l’idea di riportare in vita qualcuno credo sia un sogno che attraversa tutti noi almeno una volta nella vita. Il mio era quello di riportare alla vita mia nonna.

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Ott 162018
 

“Ma stai scherzando?” mi disse. “Sono quanti anni che tutti usano il teletrasporto? Ti rendi conto che è un mezzo estremamente sicuro? Molto più sicuro delle skycar o dei jet-x. Se guardi le statistiche gli incidenti in teletrasporto sono un infinitesimo anche rispetto a quelli a piedi! Come fai ad avere paura del mezzo più sicuro di trasporto?” 
Lo diceva ridendo, ridicolizzandomi come se fossi uno scemo.
“Non capisci quello che intendo.” risposi “Non è questione di rischio di incidente. So perfettamente che i casi di smembramento sono meno di 10-15, e tutti dovuti al non aver seguito le norme di sicurezza, ma non ha nulla a che fare con quello che sto cercando di spiegarti. Io sono convinto che ad ogni singolo teletrasporto la persona muoia, o gli succeda comunque qualcosa di terribile. Ogni singola vol..”
“Non essere ridicolo” mi interruppe “io l’ho fatto ormai decine di volte e sono qui. Migliaia di persone lo fanno tutti i giorni e anche loro sono al loro posto, che senso ha dire che ogni singola volta il passeggero muoia?”
“È così invece! È per forza così! Quando entri nella macchina il tuo corpo viene smembrato, molecola per molecola, atomo per atomo. Poi dall’altra parte un oggetto non molto diverso da una stampante 3D genera una tua copia, atomo per atomo, molecola per molecola. Ma la tua anima? La tua vera essenza dove rimane?”
“Qui!” rispose lui, “che poi non credo funzioni così, viene creata una specie di Wormhole che ti trasporta fisicamente attraverso una connessione spazio-temporale”
“No, possono dirci quello che vogliono ma ci vorrebbe troppa energia per creare un wormhole e sarebbe troppo instabile, non può essere che come ti sto spiegando io. Distruzione, ricostruzione. Per questo non ci vogliono spiegare il funzionamento.”
“Dai, non essere complottista, l’ho usato decine di volte. Anche fosse come dici tu io sono me stesso, la mia anima è la somma dei miei atomi, è come dire il software che gira nell’hardware del mio cervello, viene ricreata tale e quale”
“Questo è il punto! Viene ricreata. L’essere che viene creato dalla stampante  è una copia perfetta di te, ha i tuoi ricordi, ha la tua mentalità, ha una perfetta continuità con te, è convinto di essere te. Ma tu dove sei? Tu sei la copia della copia, di un altra copia di te. Per tutte le volte in cui sei entrato in quella macchina infernale. E tu? Il primo te che fine ha fatto? Cosa ha provato venendo smembrato?”
Rimase a guardarmi in silenzio alcuni secondi. Per un momento credetti che mi avrebbe preso sul serio. Poi intervenne nuovamente.
“Non dire cazzate. Non ha alcun senso quello che dici. Prima di tutto l’anima non esiste, ed in secondo luogo pensi che se fosse così non avrebbero bloccato il tutto?”
“No, non se nessuno ci ha pensato prima, perché comunque chi passa dall’altra parte non ne ha percezione. Cosa pensi accadrebbe se quella che chiamo stampante facesse più copie di te? Quale saresti tu?”
“Lo hanno vietato, dicono che ricreando due volte uno stesso essere umano siano successi dei problemi tecnici che hanno costretto ad abbattere entrambi”
“E che senso avrebbe questo? Se l’anima non esiste ed è solo il software che gira nel cervello riprodurne due sarebbe possibile no? Che prove ci sono che non sia stato fatto ma che non lo vogliano dire per evitare danni? Tutti i teletrasporter sono di proprietà governativa, non si può aprirli, vedere come funzionano, provare a riprodurli. Perché se è un mezzo così normale e sicuro? Perché non è come le vecchie automobili che ormai le puoi costruire in kit di montaggio? Perché il presidente viaggia ancora in jet-x?”
Non era stato in grado di rispondermi ma non aveva mai smesso di viaggiare con il teletrasporto e io non vi avevo mai viaggiato.
La prima volta mi accadde sei anni dopo. Era un emergenza, mia madre era stata male. All’epoca vivevo a cinquemila chilometri da casa dei miei e viaggiavo comunque in jet-x per spostarmi. Il viaggio durava poco più di due ore escluso il tempo perso in aeroporto e trovavo stupido dover risparmiare quelle due ore. Non lo trovai stupido quel giorno. La società per cui lavoro era una delle poche dotate di un teletrasporter, era permesso l’utilizzo solo da parte dei dirigenti ma mi permisero di viaggiarvi per l’occasione. Mia madre sarebbe probabilmente morta in meno di quaranta minuti ed io ebbi il tempo giusto di firmare le liberatorie e farmi teletrasportare nell’ospedale. Mi lasciava perplesso, nella convinzione che sarei morto, l’idea che negli ospedali ci fosse un teletrasporter per far arrivare malati che sarebbero comunque stati uccisi nel tragitto. 
Riuscii a salutare mia madre prima che partisse per il suo viaggio e solo dopo ebbi il tempo ed il modo di chiedermi chi io fossi. Ero davvero l’uomo che era partito da cinquemila chilometri o ne ero la copia? Mia madre mi aveva incontrato prima di morire o aveva incontrato un me morto qualche minuto dopo nell’aldilà? All’epoca non ero neppure sicuro esistesse un aldilà. Io stesso non credevo in una vera anima e ritenevo che fosse solo legata al corpo, quello che mi lasciava dubbi era la coscienza del sé. Cosa sarebbe successo alla coscienza del sé del teletrasportato?
Solo anni dopo avrei capito la verità, ossia che all’epoca della morte di mia madre io non esistevo ancora.

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Ott 102018
 

Il primo libro di Harry Potter è uscito quando io ero grandino, nel 1998 (anno dell’uscita italiana) avevo sedici anni anni e troppa saccenza per leggere un libro per bambini. Molti della mia generazione e di quella che sta iniziando ora a votare, a partecipare alla vita politica e a fare la differenza nel mondo invece sono cresciuti con lui, da parte mia invece avevo giurato che non li avrei mai letti. Quest’anno tuttavia, una volta uscita la versione in audiolibro (https://goo.gl/62ZyA5 ) il mio voto è venuto meno e così ho appena terminato di ascoltarne l’ultimo capitolo.
Devo ammettere che se da un lato mi spiace non aver vissuto da bambino l’emozione una saga con un personaggio della mia età o quasi, non mi spiace affatto averne letto l’ultima parte da adulto. Alla fine sono comunque cresciuto con Tom Sawyer, Huckleberry Finn, i Goonnies e quello che c’era qualche anno prima ma la cosa che mancava a gran parte di questi era appunto la visione adulta del mondo. Il parallelo con una realtà che il bambino-ragazzo si troverà ad affrontare una volta fuori dal librofuori da lì
In tutto questo, nel mondo odierno, nel mondo che ora è nelle mani di quei bambini che sono cresciuti con Potter, la cosa che mi ha fatto di più alzare i peli sulla nuca è stata la catastrofica visione politica e la forza con cui l’unione di tanti possa opporvisi. Come il leader scelto dal popolo e dalle contingenze finisca per vincere non elevandosi ma umiliandosi, lasciando spazio agli altri. Neville, un personaggio secondario, uccide Nagini e senza questo il mondo sarebbe stato conquistato da Voldemort. Senza questo Harry Potter avrebbe fallito, avrebbe finito per morire come aveva scelto di fare e la sua morte sarebbe stata comunque inutile. Forse sì, c’è qualcuno destinato a cambiare il mondo, ma non potrà mai farlo da solo e non potrà mai farlo imponendosi come leader e incensandosi.
C’è una parte in particolare che leggendo mi è rimasta terribilmente impressa, più di una Azkaban che con la sua scritta “Per il bene superiore” ricorda una Auschwitz con il suo “Il lavoro rende liberi”, più dei continui richiami al razzismo e alla discriminazione inutile del diverso che sia mezzosangue, elfo domestico o goblin, della lotta per una razza pura, più l’ammiccamento sul fatto che Silente abbia sconfitto Grindelwald nel 1945. Si tratta di una parte del capitolo 13: La commissione per il censimento dei Nati Babbani (The Muggle-Born Registration Commission)

«Quindi i Mangiamorte si sono impadroniti anche della Gazzetta del Profeta?» chiese Hermione, rabbiosa. 
Lupin annuì. 
«Ma la gente sa cosa sta succedendo, vero?» 
«Il colpo di mano è stato abile ed è passato praticamente inosservato» rispose Lupin. «La versione ufficiale dell’assassinio di Scrimgeour è che ha dato le dimissioni; è stato sostituito da Pius O’Tusoe, che è sotto la Maledizione Imperius». 
«Perché Voldemort non si è proclamato Ministro della Magia?» chiese Ron. 
Lupin rise. 
«Non ne ha bisogno, Ron. È lui il Ministro a tutti gli effetti, ma perché dovrebbe stare dietro una scrivania? Il suo burattino, O’Tusoe, si occupa delle faccende quotidiane, lasciandolo libero di estendere il suo potere ben oltre. 
«Naturalmente molti hanno capito cosa è successo: la politica del Ministero è cambiata troppo bruscamente negli ultimi giorni e si mormora che dietro ci dev’essere Voldemort. Ma è questo il punto: si mormora. Nessuno lo dice apertamente, nessuno si fida di nessuno; hanno paura di dire le cose come stanno, perché se i loro sospetti fossero fondati le loro famiglie sarebbero prese di mira. Sì, Voldemort sta giocando in modo molto astuto. Se fosse uscito allo scoperto avrebbe provocato un’aperta ribellione: restando nell’ombra ha creato confusione, incertezza e paura». 
«E in questo brusco cambiamento nella politica del Ministero» domandò Harry «è compreso il fatto di mettere in guardia il mondo magico da me invece che da Voldemort?» 
«Ne fa certamente parte» rispose Lupin, «ed è una mossa da maestro. Dopo la morte di Silente, tu – il Ragazzo Che È Sopravvissuto – eri destinato a diventare il simbolo e il punto di raccolta di ogni forma di resistenza a Voldemort. Ma insinuando che sei coinvolto nella morte dell’eroe, Voldemort non solo ha posto una taglia sulla tua testa, ma ha anche seminato dubbio e timore tra i molti che ti avrebbero difeso. 
«Nel frattempo, il Ministero ha cominciato a muoversi contro i Babbani per nascita». 
Lupin indicò La Gazzetta del Profeta. 
«Vai a pagina due». 
Hermione voltò la pagina con la stessa espressione disgustata che ostentava nel maneggiare Segreti dell’Arte Più Oscura. 
«’Censimento dei Nati Babbani’» lesse ad alta voce. «’Il Ministero della Magia ha avviato un’inchiesta sui cosiddetti “Nati Babbani”, per meglio comprendere come siano entrati in possesso di segreti magici. 
«’Le ultime ricerche condotte dall’Ufficio Misteri hanno rivelato che la magia può essere trasmessa da mago a mago solo per via riproduttiva. Là dove non sussistono dimostrate ascendenze magiche, dunque, è probabile che il cosiddetto Nato Babbano si sia procurato il potere magico con il furto o con la forza. 
«’Il Ministero, al fine di snidare questi usurpatori del potere magico, ha diramato l’invito a tutti i cosiddetti Nati Babbani a presentarsi per un interrogatorio davanti alla neonata Commissione per il Censimento dei Nati Babbani’». 
«Non glielo permetteranno» commentò Ron. 
«Sta già succedendo, Ron» ribatté Lupin. «In questo stesso momento sono in atto retate contro i Nati Babbani». 
«Ma come è possibile che abbiano ‘rubato’ la magia?» domandò Ron. «È folle, se si potesse rubare la magia non esisterebbero i Maghinò!» 
«Lo so» rispose Lupin. «Ma a meno che tu non possa dimostrare di avere almeno un mago tra i parenti stretti, oggi si sostiene che tu abbia ottenuto il tuo potere magico illegalmente e che tu debba essere punito per questo». 

[…]

«Che piani ha Voldemort per Hogwarts?» chiese a Lupin. 
«Frequenza obbligatoria per tutti i giovani maghi e streghe» rispose Lupin. «L’annuncio è di ieri. È una novità, perché non è mai stata obbligatoria. Naturalmente quasi tutti i maghi e le streghe della Gran Bretagna hanno studiato a Hogwarts, ma i loro genitori potevano scegliere di istruirli a casa o all’estero. Così Voldemort avrà l’intera popolazione magica sotto controllo fin dalla giovane età. Ed è anche un altro modo per estirpare i Nati Babbani, perché tutti gli studenti dovranno avere lo Stato di Sangue – cioè dovranno aver dimostrato al Ministero la loro ascendenza magica – prima di essere ammessi». 

-Harry Potter e i doni della morte- J. K. Rowling
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Ott 052018
 

Sono sempre stato un vorace lettore di Stephen King, lo amo e l’ho amato per le storie, per il modo di scrivere e per lo sguardo antropologico che spesso i suoi romanzi contengono. Quando molti anni fa ho letto Insomnia provavo un piacere divertito nella sua descrizione drammaticamente reale del movimento antiabortista americano. Una affermazione in particolare mi era rimasta impressa:

“Noi non siamo antiabortisti, noi siamo per la vita!” proruppe Dalton “C’è un enorme differenza, che voi giornalisti evidentemente non riuscite a vedere!”

La trovavo ridicola. Avevo sì e no diciassette anni e pensavo quanto fossero fuori di testa gli americani. Poi pensandoci bene avevo giustificato quel personaggio pensando “Ok, ok, è sicuramente un esagerazione di King. Non può essere davvero reale, soprattutto non potrebbe mai diventare reale dove vivo io.”
Invece no. Invece a Verona, proprio dove abito io la città viene dichiarata dalla giunta comunale “Città a favore della vita” (https://goo.gl/oeCkCz). La città in cui vivo si trova a schierarsi contro una legge 194 approvata ormai quarant’anni fa, si trova a scegliere di finanziare associazioni cattoliche affinché facciano proselitismo contro l’aborto, contro la libera scelta, contro i diritti che le donne hanno lottato per ottenere, diritti per cui molte sono morte, hanno subito violenze, continuano a subire violenze.

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© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Privacy Policy Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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