Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Punti di Vista

Da che parti guardi il mondo tutto dipende.

Oggi la pagina Facebook @abolizionesuffragiouniversale ha pubblicato un’immagine che ho trovato particolarmente esplicativa di quello che ogni giorno vedo bollire nella pentola del populismo e del sovranismo. Non è tanto questione di posizioni partitiche quanto di posizioni identitarie legate al diritto. Alla libertà di essere.

Trova le Differenze

Se a sinistra il “popolo” si scaglia contro la libertà di una ragazza di vestirsi come le piace difendendo a spada tratta una madre collerica che arriva a farle violenza per insegnarle come ci si comporta, a destra un “popolo” poco diverso si scaglia contro una madre straniera che non lascia alla propria figlia la libertà di emanciparsi e vestirsi come desidera.

La differenza? Il modo di porre la stessa notizia. Tra l’altro non importa il contenuto dell’articolo, conta l’immagine ed il titolo.

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Laudate Hominem

C’è una diatriba interna ormai tra quello che è il cristianesimo, il messaggio contenuto nei vangeli -apocrifi o meno poco importa- e la vita reale di chi lo professa. Non dovrebbe neppure servire farne esempi ma quando esponenti politici portano alta la bandiera di un cattolicesimo convinto e si trovano a rifiutare tutto ciò che è caritàaccoglienzaamore per il prossimo, quando parte dei cattolici stessi portano la bandiera di questi politici convinti che incarnino i loro valori diviene chiara la dicotomia tra il messaggio che un giovane uomo predicava in giudea duemila anni fa e quello raccolto oggi. Parlarne in maniera asettica, senza abbassarsi allo stesso livello non è mai facile ma qualcuno prima di me, ha trovato il modo elegante e razionale di esprimerlo con un eleganza oggi ancora irraggiunta.

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Attendo

Resto qui,
sulla riva del tempo.
Lo osservo scorrere.

A volte lento
come come la sabbia
erosa dal vento
dalla cima di un monte.

Altre veloce,
come un incedere di fiera.

Resto qui e lo osservo.
Scorre davanti a me
mentre attendo il mio cadavere passare.

Resto qui e aspetto di saltarci sopra,
nuovo battello a proteggermi dall’annegare.

 

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I bei tempi andati

Ricorda che saranno questi
i bei tempi andati,
non la ricerca di un futuro irrealizzabile,
non amare un passato ideale
non sacrificare giorni per un forse.

Ricorda che saranno questi
i bei tempi andati,

quando tra qualche anno ti guarderai indietro,
quando dovrai fare i conti con quello che è stato,
quando non potrai più avere un futuro davanti

Ricorda che saranno questi
i bei tempi andati
e vanno vissuti come tali,
ogni istante,
ogni istante.

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L’ombra davanti

C’è qualcosa in più dell’ombra lunga che si trova davanti a te al mattino
o di quella che si trova alle tue spalle man mano che il sole tende all’orizzonte.

E non importa a che punto della volta celeste sia il sole
-tanto non lo saprai che all’ultimo-
fai che sia sempre alle tue spalle,
e se sarà alto in cielo fermati e guardati dentro.

Sia l’esperienza a prendere e l’esperienza a creare.

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L’irrazionale in una mente razionale

Quante volte si parla di razionale ed irrazionale? Si parla delle ragioni del cuore e di quelle della mente, si dice che sia meglio affidarsi all’istinto o al ragionamento. Io stesso sono stato per anni rinchiuso in questa categorizzazione passando da un tempo in cui tutto era emozione, cuore, pulsione ad uno in cui tutto era ragionamento, calcolo, precisione. Oggi sono una mente razionale, questo sì, ma amo, scrivo, seguo desideri, mi chiedo cosa voglio del mio futuro e dove mi spingano i sogni. Mi chiedo da dove vengano i sogni, dove vadano, dove spingano. Con raziocino. Con il calcolo della mente. Non esiste il cuore, voglio dire, esiste una pompa di muscolo che spinge il sangue e lo fa girare nel corpo ed è questo il suo unico scopo e probabilmente neppure la mente esiste se non sotto forma di comunicazioni elettriche e configurazioni dei neuroni.

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Nel mezzo del cammin di nostra vita

35 anni. Era l’età di Dante quando scrisse la sua Commedia. Quella che chiamiamo Divina. Era un tempo di bilancio, per dividere cosa fosse il prima e il dopo. Mi guardo indietro e guardo avanti. Ho imparato qualcosa in questi anni. Negli ultimi tre forse. Ho imparato cosa significa qui e ora. Tutto il resto della mia vita è stato un guardare indietro a quello che avevo vissuto, guardare avanti quello che avrei dovuto vivere, privarmi dell’oggi.
Era così nella mia testa sebbene la vita, la realtà siano assolutamente diverse. Oggi vedo la vita come un fiume che scorre impetuoso pieno di diramazioni, infinite diramazioni, ovunque. Dietro e davanti, prima e dopo. Non vedo un futuro ma infiniti. Guardando alle mie spalle vedo infiniti me stessi, tanti da non poter seguire una linea unica lineare, infinite esperienze linee e non so quali di tutte queste hanno reso di me ogni sfaccettatura.

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Sull’Odissea, su Ulisse, sull’uomo moderno

L’argomento è vasto, tanto che ci ragiono da settimane, tanto che non mi ci sta tutto dentro la testa, tanto che probabilmente non riuscirò ad esprimerlo. Non vuole essere una recensione di un libro che tutti dovrebbero leggere e non solo conoscere o che tutti dovrebbero conoscere davvero e non solo averne sentito parlare. Ho letto l’Odissea di Omero in questi giorni. Non propriamente letto essendo un audio book e ne ho tratta una quantità enorme di riflessioni. La prima, ovvia, è che la costrizione a scuola rende noiosa anche la cosa più avvincente e spesso fruire autonomamente di qualcosa che ci è stato fornito come costrizione ci fa capire perché, sbagliando, ci hanno costretti. La seconda è senza dubbio che l’opera intera è completamente un’altra cosa rispetto a studiarne pezzetti ed ancor più rispetto ai film, almeno quelli che ho visto, che sono completamente sbilanciati.

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Itaca

Non li ho compiuti oggi trentacinque anni, è già passato qualche giorno.
Era un tempo del bilancio nella mia testa, di progetti di sogni, di desideri, di obbiettivi.
Sono falliti tutti. Dal primo all’ultimo.
Eppure sono felice.
In procinto di cambiare lavoro abbandonando un progetto che amo ancora durato quasi dieci anni, in procinto di proseguire sul mio grande sogno nonostante le mura alte che lo hanno circondato, in procinto di provarne un’altro più incredibile e assurdo, in continuo cambiamento.
In continuo cambiamento.
Oggi mi è ricapitata in mano, Itaca di Costantino Kavafis, o più precisamente mi è stata fatta ricapitare in mano, è curioso se penso quando e come ne sia venuto a contatto la prima volta. Era l’inizio della mia libertà, della mia vita in qualche modo adulta. La leggevo e sognavo che la mia vita sarebbe stata un viaggio incredibile e pieno di avventure, esperienze viaggi metaforici e non.

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Il mondo al di là della porta

Ero seduto su quel marciapiede l’altro giorno, sembrano secoli, sembra ripetersi ancora ed ancora da secoli ma ero lì. Pensavo di nuovo a Childe Roland alla Torre Nera giunse mentre aspettavo con una porta chiusa alle spalle. Il rumore lieve infinitesimo dello spioncino dall’altra parte della porta lo sentivo, sì. Anche se quel vialetto sembrava allargarsi nel tempo, allontanarsi. A volte lo spazio ed il tempo si dilatano e altre restringono. Lo sentivo dilatarsi come se fossero passati secoli, come se a dividermi da quella porta fossero migliaia di chilometri. Ero lì. Seduto sul ciglio della strada. Pensavo di nuovo a Childe Roland alla Torre Nera giunse con il mio Moleskine aperto a scrivere e stavo scrivendo quello che tu ora stai leggendo, perché a volte il tempo e lo spazio si dilatano o restringono fino a farci essere nello stesso luogo, nello stesso istante nonostante il tempo e lo spazio ci dividano.

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Fare l’amore con la scrittura

L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità, – si vorrebbe morire.
-Cesare Pavese-

Ho sempre creato un legame nella mia mente tra la scrittura e altri tipi di piacere, in particolare l’orgasmo (ne ho già scritto). Nel tempo ogni cosa evolve, cresce matura. Crescono tutte di pari passo con l’esperienza. Quando paragonavo il piacere della scrittura all’orgasmo non conoscevo a fondo nessuna delle due, erano le prime esperienze i primi momenti, le prime cose brevi ed intense. Fossero scritte o provate. Nella vita ci sono momenti in cui il desiderio più forte è quello di provare nuove cose, diverse l’una dall’altra, bruciare come lampi o fuochi fatui in una forma di bulimia compulsiva.

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La paura di fallire

Fallire. Il mondo è zeppo di paura di fallire, di provare a fare qualcosa e non arrivarci in fondo. Fallire in uno sport in cui non sei sicuro di eccellere, fallire provando ad imparare a suonare uno strumento musicale, fallire un esame all’università, fallire la scelta degli studi, fallire in un rapporto di coppia, fallire un colloquio di lavoro, fallire l’organizzazione di un viaggio ambizioso, fallire un’attività lavorativa, fallire nello scrivere un libro, fallire nel dichiarare il proprio affetto, fallire nel coltivare un fiore, fallire nel fare un dolce. Fallire.
Fallire fa paura.
Io l’ho fatto un milione di volte. L’ho fatto anche oggi. Anche ieri. Sono abbastanza sicuro che lo farò anche domani, ormai mi conosco abbastanza per conoscere dove andrò a schiantarmi miseramente, come mi sentirò, quale sarà il livello di sofferenza.

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