Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Greta Thunberg

Se stai guardando Greta Thunberg stai guardando un dito

In questi giorni si fa un vociare enorme su una ragazzina di sedici anni o giù di lì. Parlano tutti di lei. Chi la osanna come salvatrice del mondo e i dintorni, chi dice che sia controllata dai poteri forti, chi sospetta che ci sia una dietrologia segreta, chi si lamenta che non abbia citato questa o quella nazione perché loro inquinano di più di noi.
Di nuovo come ormai tutto in questa società si sta riducendo la situazione ad un tifo. O sei a favore di Greta o sei contro Greta. Giornali sprecano pagine e pagine a lamentarsi o osannarla. Moltissimi giovani (e non) sono scesi in piazza a manifestare la propria opinione sull’argomento di cui Greta parla e tutti hanno cominciato a parlare di questi giovani. Chi li apprezza per l’impegno, chi si lamenta che vogliono solo saltare scuola, chi nota il fatto che abbiano tutti un cellulare o che inquinino, tutti che discutano sul fatto che siano le persone adatte o non adatte a questo genere di manifestazione, a questo genere di argomenti.

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T-Shirt Radical Chic

I buonisti, Bibbiano e la Sea Watch

Un paio di giorni fa ho condiviso su Facebook un articolo che ho trovato interessante dal sito Linkiesta. Il titolo, decisamente provocatorio, era “Due americani hanno ammazzato un buonista. E voi razzisti avete perso un’altra occasione per stare zitti” (link: https://tinyurl.com/y4mdugnd). Avevo trovato molto buono il titolo, nonostante apparentemente offensivo perché aveva la capacità di mettere in cortocircuito il cervello di buona parte dei lettori. Un po’ per le stesse ragioni per cui probabilmente tu stai leggendo questo articolo. “I buonisti, Bibbiano e la Sea Watch” mi aspetto che attiri chi mi conosce che penserà mi si sia fuso il cervello e chi non mi conosce che sarà pronto a scagliarsi contro una a caso delle fazioni che oggi dividono il mercato della comunicazione di massa. Il problema è che funziona così davvero.

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Punti di Vista

Da che parti guardi il mondo tutto dipende.

Oggi la pagina Facebook @abolizionesuffragiouniversale ha pubblicato un’immagine che ho trovato particolarmente esplicativa di quello che ogni giorno vedo bollire nella pentola del populismo e del sovranismo. Non è tanto questione di posizioni partitiche quanto di posizioni identitarie legate al diritto. Alla libertà di essere.

Trova le Differenze

Se a sinistra il “popolo” si scaglia contro la libertà di una ragazza di vestirsi come le piace difendendo a spada tratta una madre collerica che arriva a farle violenza per insegnarle come ci si comporta, a destra un “popolo” poco diverso si scaglia contro una madre straniera che non lascia alla propria figlia la libertà di emanciparsi e vestirsi come desidera.

La differenza? Il modo di porre la stessa notizia. Tra l’altro non importa il contenuto dell’articolo, conta l’immagine ed il titolo.

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Carola Rackete

Carola Rakete e la disobbedienza civile

Ciò che tutti noi vorremmo è una disobbedienza civile di massa. Ma questa non può essere forzata. Deve essere spontanea, per meritarsi tale nome e avere successo.

Mahatma Gandhi

Credevo non ci fosse molto da dire su Carola Rakete e la sua disobbedienza civile. Non credevo neppure ci fosse molto da dire sulla disobbedienza civile in sé. Eppure quando si prova a parlarne con le persone reali, quelle che ci circondano, ci si trova a scontrarsi con una forma di ignoranza o di renitenza.
Frasi come “sì, capisco le persone, poverette, ma le leggi vanno rispettate”, “No no, è vero ma se ritengono che le leggi siano sbagliate devono provare a cambiarle secondo le vie giuste”. Devono, tra l’altro, non dobbiamo.
Credevo fosse oggettiva l’assurdità di non far sbarcare 45 migranti da una nave di una ONG ignorando completamente gli altri 300 circa arrivati nella stessa settimana autonomamente.

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Dove ci sta portando l’attuale politica economica (secondo me)

Era il novembre del 2018 quando l’Europa ha aperto la procedura di infrazione contro l’Italia.
Ma cos’è una procedura di infrazione? Cosa comporta? Perché l’Europa ce l’ha con l’Italia? Che cosa gli abbiamo fatto di male?

Intanto bisogna distinguere la demagogia dalla realtà. Da anni i vari leader politici italiani cercano di dare ai loro elettori una visione di Europa che è quanto mai lontana dal vero. Viene disegnata nei loro discorsi quasi come un ente astratto e lontano che elabora, decide e manda punizioni. Una sorta di Dio antico testamentario. La realtà è ovviamente ben diversa. L’Europa è un organismo democratico, guidato dalle persone che noi votiamo alle elezioni europee, poi queste possono decidere di collaborare, cercare di cambiare le leggi, fare proposte, oppure non presentarsi agli incontri, fare opposizione stantia con eterni no.

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Perché odi gli immigrati. O gli omosessuali. O le donne. O i tossici. O…

Il cambiamento sta avvenendo ormai da qualche anno, prima sottovoce quando al bar la gente diceva “Io non ce l’ho con loro ma…“, poi complice una certa politica tutti quei “io non sono [omissis] ma..” è diventata nella pratica la formula di una nazione tanto da arrivare al governo e venire sdoganata come normale, ampiamente accettata. Conosco perfino persone che pur lavorando nel sociale e con poveri e stranieri non provano nessuna pietà per chi arriva in barcone, e questo vale per ognuna delle minoranze che vengono regolarmente vessate. Non è solo questione del fatto che vessare una minoranza sia più semplice, che faccia sentire un’appartenenza, che aiuti a distrarci da problemi più immediati o ci faccia sentire migliori. Forse esiste un altro meccanismo insito nell’uomo a spingere la massa in quella direzione.

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Congresso Mondiale delle Famiglie, perché è bene scendere in piazza.

Dal 29 al 31 marzo di quest’anno come ormai già arcinoto si svolgerà il tredicesimo Congresso Mondiale delle Famiglie.
Il tredicesimo dovrebbe accendere nella testa di qualcuno che non si tratta di un’idea estemporanea del ministro Fontana o del cattivone di turno. Il tredicesimo. Il primo risale al 1997.
Quest’anno i temi ufficiali saranno secondo il sito ufficiale (https://wcfverona.org/it/about-the-congress/)

  1. La bellezza del matrimonio
  2. I diritti dei bambini
  3. Ecologia umana integrale
  4. La donna nella storia
  5. Crescita e crisi demografica
  6. Salute e dignità della donna
  7. Tutela giuridica della
  8. Vita e della Famiglia
  9. Politiche aziendali per la famiglia e la natalità

Tutti temi positivi. Chi non sarebbe d’accordo con questi temi? Ed allora perché tante polemiche? Perché tante lamentele? La cosa è presto detta.

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Adrian: un’occasione persa tra machismo e cliché

Ci ho provato, davvero. Ho anche una discreta stima in alcune produzioni di Celentano, lo apprezzavo perfino da piccolo quando faceva i film con Ornella Muti.
Ogni volta che vedo Nino Frassica però devo ammettere di avere un effetto benefico. L’idea che una qualità comica del genere sia comunemente accettata mi fa rivalutare le scenette che fanno i ragazzini agli scout. Sono di gran lunga migliori di lui. In tutto il programma di lancio del cartone se non ci fosse stato Natalino Balasso, di cui in genere non sono un grande amante, il tutto sarebbe stata un’accozzaglia di cliché con battute trite e ritrite, con la bella donna che può solo cercare di lavorare nel mondo dello spettacolo e che ovviamente deve essere incapace di qualunque cosa, con l’inno americano alle spalle di un corruttore pieno di soldi, con due frati che scelgono chi salvare sull’arca di Noè con i soliti dialoghi copiati nel peggiore dei modi da copie delle copie di copie di Totò.

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La vittima è il colpevole

Prendo spunto da un articolo pubblicato su TGCom, “Due turiste scandinave violentate e sgozzate in Marocco, arrestato un uomo” (https://goo.gl/shkffz).

Screen Dell’Articolo
(https://goo.gl/shkffz)

Non leggo TGCom in genere ma sono stato attratto da questo articolo in quanto in quei giorni ero io stesso in Marocco. L’articolo è semplice, parla della violenza e l’uccisione perpetrate su due turiste scandinave, il titolo dice già più che a sufficienza. Sono i commenti che mi inquietano.

“Leggo che le turiste hanno preso le relative precauzioni per la sicurezza. Mi sfugge in che modo!!? In quelle zone si va in giro con una guida o almeno in comitiva di 5-6 persone e non due ragazze da sole.”

“30 viaggi in Marocco. nel 1981 ho fatto un giro in moto con la mia ragazza stavo attento perchè conosco la mentalità di una buona parte degli abitanti, comunque ci sono stati momenti poco simpatici.



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“Restiamo umani”? Ma anche no.

Negli ultimi anni, sempre più spesso sento usare come slogan “restiamo umani”, o dare del disumano  a personaggi -soprattutto politici o pseudo tali- che si rendono colpevoli di atti contro l’umanità, contro gli altri umani. Restiamo umani si dice, siate umanitorniamo umani. Quando sento queste espressioni mi viene sempre da sorridere.


umanità s. f. (ant. umanitade) [dal lat. humanĭtas -atis, der. di humanus «umano»; nel sign. di «genere umano» ricalca il fr. humanité]. – 

1. Natura umana: […] L’essere uomo, condizione umana, soprattutto con riferimento ai caratteri, alle qualità, ai vantaggi e ai limiti inerenti a tale condizione […] 

2. Sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri uomini […] 

Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/umanita/)

Il primo punto sulla Treccani è ovvio, non se ne discute, è il secondo su cui avanzerei qualche dubbio.

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Harry Potter e il fascismo dilagante

Il primo libro di Harry Potter è uscito quando io ero grandino, nel 1998 (anno dell’uscita italiana) avevo sedici anni anni e troppa saccenza per leggere un libro per bambini. Molti della mia generazione e di quella che sta iniziando ora a votare, a partecipare alla vita politica e a fare la differenza nel mondo invece sono cresciuti con lui, da parte mia invece avevo giurato che non li avrei mai letti. Quest’anno tuttavia, una volta uscita la versione in audiolibro (https://goo.gl/62ZyA5 ) il mio voto è venuto meno e così ho appena terminato di ascoltarne l’ultimo capitolo.
Devo ammettere che se da un lato mi spiace non aver vissuto da bambino l’emozione una saga con un personaggio della mia età o quasi, non mi spiace affatto averne letto l’ultima parte da adulto. Alla fine sono comunque cresciuto con Tom Sawyer, Huckleberry Finn, i Goonnies e quello che c’era qualche anno prima ma la cosa che mancava a gran parte di questi era appunto la visione adulta del mondo.

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Credevo che gli antiabortisti fossero i personaggi di un libro

Sono sempre stato un vorace lettore di Stephen King, lo amo e l’ho amato per le storie, per il modo di scrivere e per lo sguardo antropologico che spesso i suoi romanzi contengono. Quando molti anni fa ho letto Insomnia provavo un piacere divertito nella sua descrizione drammaticamente reale del movimento antiabortista americano. Una affermazione in particolare mi era rimasta impressa:

“Noi non siamo antiabortisti, noi siamo per la vita!” proruppe Dalton “C’è un enorme differenza, che voi giornalisti evidentemente non riuscite a vedere!”

La trovavo ridicola. Avevo sì e no diciassette anni e pensavo quanto fossero fuori di testa gli americani. Poi pensandoci bene avevo giustificato quel personaggio pensando “Ok, ok, è sicuramente un esagerazione di King. Non può essere davvero reale, soprattutto non potrebbe mai diventare reale dove vivo io.”
Invece no.

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