Set 012018
 

Quando iniziammo il pellegrinaggio, pensai di avere realizzato uno dei più grandi sogni della mia gioventù. Per me, tu eri lo stregone Don Juan, e io rivivevo la saga di Castaneda in cerca dello Straordinario.
Ma tu hai resistito arduamente a tutti i miei tentativi di trasformarti in eroe. Ciò ha reso molto difficile il nostro rapporto, finché ho capito che lo Straordinario risiede nel Cammino delle Persone Comuni. E oggi questa comprensione è quanto possiedo di più prezioso nella vita: mi permette di fare qualsiasi cosa, e mi accompagnerà per sempre.

– Paulo Coelho, incipit de Il Cammino di Santiago –

Inizia così anche il mio, il nostro cammino. Non che sia diverso dal cammino di milioni di altri pellegrini che lo percorrono ogni giorno o che la nostra esperienza sia migliore o peggiore o diversa da quella di chiunque altro. Ma abbiamo deciso, io e Niobe, di cristallizzare questo cammino passo per passo. Il ricordo di un sogno che abbiamo covato ognuno per se per tanti anni e che ci ha fatti in qualche modo incontrare. Lo inizieremo assieme, da San Jeam Pied De Port dove arriveremo non lo sappiamo con certezza, forse Burgos. “Non è importante la meta, ma il cammino“, la meta potremo raggiungerla più avanti quando sarà il tempo.

Set 022018
 

Lo zaino è fatto, tutto è pronto, un nuovo giorno è sorto già.

E con il ritmo dei nostri passi il nostro tempo misureremo.

– Canto di marcia (canto scout) –

Oggi è l’inizio del cammino e l’inizio di un cammino, si va inconsapevoli di cosa accadrà come bambini che iniziano qualcosa di nuovo, con gli occhi pieni di meraviglia e la mente vuota di immagini.

Nella pratica un treno, un autobus, due aerei, un taxi, un letto.

Domani si cammina sul serio.

Set 032018
 

Non esiste buono o cattivo tempo, esiste buono o cattivo equipaggiamento.

-Baden Powell-

Questo ovviamente se hai un equipaggiamento e non è disperso in un aeroporto di Madrid. In quel caso esiste il buono e il cattivo tempo.

Il tempo meteorologico è stato ottimo, quello che scorre tiranno come non mai. Partire il pomeriggio per un cammino che gli altri iniziano la mattina potrebbe essere un’idea azzardata, ma noi si sa, se ci lanciamo ci lanciamo davvero. Poche le persone incontrate e solo qualche ora dopo avremmo capito il perché, e in compenso molti cani. Uno mi ha morso la coscia ma non sono riuscito a ricambiare il favore, credo fosse il suo modo di dirmi che sa che in fondo sono buono quindi spero non si sia offeso.

Dopo indicibili traversie telefoniche ed inenarrabili momenti di terrore abbiamo recuperato i nostri bagagli al grande ostello di Roncisvalle. Pieno. Tutti quelli che non abbiamo incontrato erano lì, di cani invece nessuno.

Finalmente qualche chilometro dopo abbiamo trovato la pace.

Tutto sommato un buon inizio, e se lo si bilancia con la sfiga direi che è un ottimo risultato. Vai che si va avanti!

Nella foto, esempi di equipaggiamento.

Set 042018
 

Il piede umano è un’opera d’arte e un capolavoro di ingegneria.
-Michelangelo Buonarroti-

Io aggiungerei che se i miei piedi potessero parlare sarebbe meglio stessero zitti. Il tema del giorno è stato senz’altro quello dei piedi.

Abbiamo iniziato ieri sera con una uscita romantica con sandali e calzini. Non avrei mai creduto di farlo, ma dopo secondi e secondi di estreme valutazioni abbiamo compreso che piuttosto di uscire con gli scarponi…

A proposito di scarponi quelli di Niobe sono implosi. Niente di grave eh? Piedi a parte.

Piccola nota pittoresca per non seguire troppo pedissequamente il tema dell’articolo: ad un chiosco raccoglievano indumenti intimi usati dai pellegrini promettendo in cambio di trovare marito o moglie. Io ovviamente non ho lasciato nulla. Niobe ha usato come scusa l’averne troppo pochi per sacrificarne.

Infine 21,5 km dopo, il fiume, un ponte, acqua fredda per piedi infiammato, e una birretta per lo spirito.

Tappa stupenda, grandi panorami, tanti sguardi visti e rivisti, felici, stanchi, tanto quasi da conoscersi. Sarà bello incontrarli ancora.

Nota storica: Saint Jean Pie De Port credo che si chiami così perché storicamente al ritorno dal cammino la gente diceva “Bello il cammino, eh? Piedi a parte…”

Set 052018
 

Acqua azzurra, paraparappa, acqua chiara paraparappa.

-Lucio Battisti-

Oggi il tempo non è stato tiranno, sei ore di strada, forse sette, partendo il mattino presto, davvero ottimo se non per il tempo. L’altro.

La giornata inizia con un temporale notturno che non si distinguevano i tuoni dai nasi russanti. Se non altro erano quasi sincroni ai lampi e questo ci raccontava qualcosa. Durante il camino la pioggia è stata clemente facendoci mettere e togliere la giacca solo due o tre volte mentre Niobe con i suoi sandali sostitutivi agli scarponi gioiva di cotanta freschezza tra le dita.

Alla fine ci troviamo a Pamplona. Ehi. Ma non siamo scesi in Aereo a Pamplona? Sì ma gli zaini non c’erano ancora stati e così…

Nota tecnica: L’acqua di rubinetto in Spagna è buonissima, se per buona si intende il gusto dell’acqua di piscina con troppo cloro. Sicuramente sarà priva di fonti batteriche e forse potrebbe essere un ottimo coadiuvante nello sbiancamento dei denti. Da domani comincerò ad osservare il sorriso degli spagnoli per capirne di più.

Set 062018
 

Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino.
-Jean Giono-

Per fortuna oggi non c’era sole.

La giornata di oggi è iniziata ieri sera, dimenticando che portare le donne in vacanza è pericoloso, Niobe mi ha portato in una sfrenata serata di shopping a Pamplona in cerca di nuove calzature. Ho accettato solo perché cercava delle nuove scarpe da montagna. Ha accettato solo perché le ha prese fucsia. Ma il risultato è ottenuto, nuove scarpe di ottima qualità per lei, stress a gogò per lui. Come in ogni coppia che si rispetti.

La giornata di cammino è stata caratterizzata dal tempo variabile e mediamente fresco, soprattutto passando accanto a dei giganteschi ventilatori che producevano un vento pazzesco. Qui le chiamano aerogeneradores, che immagino stia per generatori di aria, ma mi dicono che in Italia si chiamano pale eoliche.

Il percorso era nell’insieme piuttosto semplice fino a tre quarti dopo di che la fatica è andata via via aumentando fino alla morte psicofisica. Il primo ostello era chiuso e questo ci ha abbattuti. È stato poi leggendo che ce ne era uno libero con piscina allo stesso prezzo che abbiamo trovato energie interiori per affrontare altri due km e una difficile salita il tutto fatto correndo sulle ali del vento.

Ora quindi andiamo in piscina. O più probabilmente ci siamo già stati.

Nota di colore. Nella foto il nostro nuovo amico di Ascoli, una città in Corea, o almeno così abbiamo capito.

Set 072018
 

Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia esserne grato.
-Gabriel García Márquez-

Io non sono razzista però…
-Il leghista medio-

In questi giorni stiamo facendo un sacco di incontri. Alcuni rapporti si stringono in un solo sorriso come con un ragazzo Israeliano che dopo una foto scattata per lui abbiamo continuato ad incontrarlo, come Chann, il ragazzo di Ascoli in Corea. Abbiamo incontrato Paolo, un veneziano che vive a Bassano ed ha una storia piena di avventure ed esperienze, Nana, che è alta quasi quanto me e come Chann viene dalla Corea. Nana però non conosce Ascoli, ma conosce Venezia quella in Italia questa volta. E poi abbiamo conosciuto i quattro italiani di cui una è tedesca, uno vive in Germania con lei e gli altri due vivono a Fuente Ventura. La Mamma e La Figlia, i Vecchi senza zaino, i Romani, le Bergamasche che chissà che fine hanno fatto tutti, forse perduti indietro o scappati avanti. E abbiamo conosciuto la simpatica signora francese che ogni volta prova a fregarci il posto e che è l’unica a dire Bonjour invece di Buen Camino o Buenos Días.

Per tornare alla seconda citazione se prima ero convinto che solo i francesi pretendessero di parlare la loro lingua senza provare neanche lontanamente l’inglese ora ho scoperto che qui sul cammino la gran parte degli spagnoli parla solo spagnolo. Ma almeno ci provano tra gesti, mezze frasi in altre lingue e tentativi vari. Forse in Italia siamo messi meglio di quanto credessi, almeno nelle strutture ricettive.

In ogni caso qui sulla strada le amicizie si creano in pochi istanti e si perdono nello spazio di pochi chilometri, ma a volte sembrano più sincere di quelle che nascono nelle case.

Set 082018
 

Sono pronto ad andare. Ho uno zaino!

-Chuck, Serie TV-

Oggi è stata dura. Dopo

  • Saint Jean Pied De Port – Roncisvalle (in realtà Burguette)
  • Roncisvalle – Zubiri
  • Zubiri – Pamplona
  • Pamplona – Puente De La Reina
  • Puente De La Reina – Estella

Oggi toccava a Estella – Los Archos, che però ci sembrava corta con i suoi 22km e allora siamo andati fino a Torres del Río facendone 29. Ci sono state cose strane come una fontana di vino ed abbiamo incontrato due pazzi che sono in viaggio da due mesi da Marentino, vicino a Torino e stanno andando a Santiago (https://www.facebook.com/incamminodamarentino/). Ragazzi fantastici e simpatici che consiglio di seguire. E poi abbiamo incontrato il giapponese fico. Il giapponese fico è un ragazzo che cammina bulleggiandosi perché si sente forte, può saltellare davanti a te che ansimi. Lui però non ha lo zaino. Abbiamo scoperto con somma tristezza che non solo gli anziani, giustamente, fanno il cammino con l’aiuto dei furgoni porta zaino ma anche i ventenni. Bullandosi.

È stato comunque un altro giorno di nuovi incontri e di scoperte. Ad esempio mamma e figlia si sono divise: figlia ha rinunciato tornando a casa, mamma lenta e tenace ha incrociato di nuovo il nostro cammino. Mi sono sentito fiero di lei ultra cinquantenne che sopravvive alla figlia trentenne quando i nostri pronostici puntavano sulla situazione inversa.

Il mio ginocchio per la prima volta ha urlato pietà, ma domani grazie alla tirata di oggi dovremmo avere meno problemi, Niobe invece con le scarpe nuove sembra una gazzella. Stiamo aumentando il ritmo di camminata e prendendo confidenza con questo mondo.

Anche l’albergue di oggi ha la piscina. Il mio ginocchio è molto più felice.

Adesso posso andare a cenare in pigiama.

Set 092018
 

Da Torres del Río a Logroño

A volte la migliore musica è il silenzio, diciamo.

-Zucchero Fornaciari, Ghost Track di Miserere-

Oggi è stato un giorno di festa. E con questo intendo a partire da ieri alle 22. Festa grande a Torres del Río, con un magnifico palco di fronte alla finestra del nostro Albergue. Il momento più importante quello dalle 2 alle 5 di notte, fuochi di artificio, musica, danza, balli e soprattutto Despacito.

Partecipare alla festa ci è stato impossibile da dentro al sacco a pelo, irresistibile voglia di ballare e di invocare gli dei.

Durante la camminata credo che Cthulhu abbia voluto lasciarmi un segno per la mia devozione indicandoci il cammino con un nuovo simbolo che a tutti gli altri sembra sempre una conchiglia ma sono sicuro essere il suo ritratto.

Giunti a Viana la festa è continuata, questa volta con un piacevole corteo con bimbi ed enormi statue semoventi, in pieno pomeriggio come si conviene.

La nostra amica francese oggi finisce il suo cammino, il fico giapponese oggi si è portato lo zaino e dorme di nuovo accanto a me, la mamma ancora in forma è tenace come un mastino. Abbiamo due nuovi personaggi, il Nano gigante, un uomo con la barba da nano che superiamo continuamente e poi ci riappare davanti a leggere un libro e il coreano volante (sosia di Psy) che fa lo stesso ma senza il libro. Seguiranno sviluppi.

Set 102018
 

Da Logroño a Najera

Polvere, fango, sole e pioggia, è il cammino di Santiago.
Migliaia di pellegrini, e più di migliaia di anni.

Pellegrino chi ti chiama? Quale forza oscura ti attira?
Non il cammino delle stelle, né le grandi Cattedrali.

Non la selvaggia Navarra, né il vino dei Riojani,
né i frutti di mare galleghi, né i campi della Castiglia.

Pellegrino chi ti chiama? Quale forza oscura ti attira?
Non la gente del cammino, né gli usi rurali.

Non la storia e la cultura, né il gallo della Calzada,
né il palazzo del Gaudì, né il castello di Ponferrada.

Tutto questo vedo passando e vederlo è una gioia,
ma la voce che mi chiama è molta più profonda.

La forza che mi spinge, la forza che mi attira,
non so spiegarla neanche io, solo chi arriva lo sa.

-Eugenio Garibay-

Questo è un piccolo poemetto che si trova all’inizio della città di Najera.

Di oggi c’è poco altro da dire se non di scoiattoli che sembrano domestici tanto ti stanno accanto, di un cane che per qualche decina di minuti è stato il nostro migliore amico, di un’alba magnifica sulla città e di sudore, fatica, soddisfazione.

© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Privacy Policy Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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