Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Cos’è una sextortion?

Tempo di lettura 3 minuti

In Cos’è il Revenge Porn? (https://wp.me/pQMJM-2hM) ho parlato dei reati di diffusione delle immagini private, di come in genere funzioni e di alcune cose da sapere per cercare di limitare il rischio. Esiste tuttavia anche un tipo di truffa piuttosto codificata legata al concetto di Revenge Porn, la sextortion: l’estorsione con utilizzo di immagini private.

Come funziona la sextortion?

In generale si parla di sextortion nel momento in cui qualcuno minaccia qualcun’altro di diffonderne immagini intime. In alcuni casi pubblicamente in altri inviandole a parenti, amici, datori di lavoro o altro.

Esistono principalmente due situazioni in cui si verifica una sextortion, una è la tipica aggravante del revenge porn, quando per esempio la persona che intende perpetrare l’estorsione ha ricevuto in buona fede l’immagine o il video privato e decide di minacciare la vittima di diffonderlo. Come spiegato in Cos’è il Revenge Porn? (https://wp.me/pQMJM-2hM) ci sono parecchie cose da conoscere per limitare il rischio in quanto questo può avvenire anche rubando le immagini da servizi come Snapchat, Telegram o WhatsApp che prevedono l’utilizzo di immagini a tempo, o da dispostivi prestati, venduti, o rubati.

L’altra situazione invece è più tipica del sesso maschile, seppure non sia da escludere anche per il femminile. In questo caso la vittima viene invitata a chattare e in seguito a spogliarsi o fare atti di tipo sessuale attraverso la webcam del computer o dello smartphone, magari mentre a sua volta chi invita fa -o sembra fare- lo stesso. A quel punto gli atti verranno registrati e la vittima subirà le minacce della conseguente diffusione.

Seppure esistano persone nell’ambito del sex working che fanno questo genere di servizi in modo totalmente leale, esistono anche parecchi malintenzionati che fanno questo per estorsione. Spesso lavorano in zone del mondo dove la giurisdizione della nostra polizia postale non può arrivare facilmente e spesso utilizzano come attore della truffa filmati preregistrati invece di persone reali. In alcuni casi i falsi sono talmente ben congegnati che il truffatore ha la possibilità di comandare il video e fargli fare un certo numero di azioni specifiche, un po’ come nel famoso film Black Mirror: Bandersnatch dove è possibile scegliere le scene del film senza apparenti tagli di scena.

Il truffatore in questi casi è naturalmente in grado di dire chi siano gli amici o parenti della vittima a cui inviare il materiale una volta registrato, ne ho parlato in Cosa può scoprire una persona dai miei profili social? (https://wp.me/pQMJM-2ab).

Cosa fare in caso di sextortion?

Se siete vittime di sextortion e conoscete chi minaccia di diffondere le immagini o chi le ha diffuse la prima cosa da fare è denunciarla alle autorità. Si può fare online alla Polizia Postale (https://www.commissariatodips.it/segnalazioni/segnala-online/index.html) ma è probabilmente più veloce andando direttamente a sporgere denuncia fisicamente. Se le immagini sono già state diffuse è probabile che servirà solo a rallentarne la diffusione, e punire i diffusori iniziali, in caso contrario una volta che l’estorsore verrà contattato dalle forze dell’ordine è improbabile che voglia procedere con la diffusione.

Se invece non si conosce la persona e si tratta di una “normale” estorsione la cosa migliore da fare probabilmente è non pagare, magari fingendo di non essere per nulla preoccupati della diffusione delle immagini o che non abbiate modo di procurarvi i soldi richiesti. Molto probabilmente siete una delle moltissime vittime dell’estorsore e tipicamente l’estorsore passerà ad una vittima più facilmente convincibile.
Se doveste cedere, non avrete mai garanzia che i file in suo possesso vengano eliminati e potrà chiedere ulteriori soldi e fare ulteriori minacce: se avete ceduto una volta perché non dovreste cedere una seconda? Inoltre, se il truffatore è disposto a pubblicare davvero il video lo farà al prossimo tentativo di spillarvi altri soldi, o al successivo.
Inoltre, diffondere le vostre immagini espone anche il truffatore al grave rischio di essere rintracciato qualora voi facciate denuncia e se per lui l’affare è su vasta scala ha un minor rischio cambiando vittima che proseguendo con voi.

Se infine il video fosse rilasciato su siti come YouTube, o analoghi siti di diffusione video, anche pornografici, segnalando l’abuso agli stessi e chiedendone la rimozione in genere vengono rimossi in tempi estremamente ridotti.

Leggendo questo articolo ti sono venute delle domande a cui potrei rispondere nei prossimi articoli?

Qui puoi trovare tutte le domande semplici: https://short.staipa.it/ledomandesemplici


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