Nov 072018
 

In questi c’è al cinema First Man – Il Primo Uomo dal regista premio Oscar Damien Chazelle e con Ryan Gosling come protagonista nei panni di Neil Armstrong. Si tratta ne più ne meno di un accurato Biopic sull’astronauta che per primo mise piede sulla luna. 
Fantastico.
Semplicemente Fantastico.

Non mi capita spesso di uscire dal cinema emozionato e di passare tutto il film agganciato ai braccioli. Lasciamo stare la mia grande passione per questa storia, per gli uomini (tutti, non solo Neil) che hanno costruito la più grande avventura della storia dell’uomo, lasciamo perdere anche il fatto che di quella storia conoscessi già tutto in termini tecnici e cronografici. Questo film colma pienamente il  vuoto emozionale che ha necessariamente chi come me non era nato negli anni 60 e non era davanti alla tv quel 20 luglio 1969. 

Questo film racconta i fatti ma anche le emozioni degli astronauti e delle loro famiglie, delle mogli a casa in attesa, della vita che si creava nel campus nel quale viveva chi lavorava alla Nasa con mogli, mariti, figli. Mostra la paura di essere lanciati in una minuscola capsula da cui dal piccolo finestrino non si può vedere altro che una porzione di cielo, le fiamme del propulsore, il buio, la luna, il pianeta da cui si è partiti.

Ma non c’è solo questo, c’è la paura di una moglie a casa, dei figli. La quasi certezza di non rivedere mai più il proprio padre e l’inconsapevolezza dell’eroicità della missione che sta per compiere. Il dolore di veder morire compagni di avventura perché scelti al tuo posto a fare la stessa missione, il dolore delle famiglie di quei compagni. La tenacia. Soprattutto la tenacia di non arrendersi di fronte all’impresa più epica, il sogno di infinite generazioni di toccare il cielo.

Nonostante questo il film non è una consacrazione, ne un elogio. Mostra i pregi ma anche i difetti di un uomo che di fronte alle richieste dei giornalisti di che cosa avrebbe voluto portare con sé è in grado di rispondere solo “Dell’altro combustibile”, di un uomo che seppure all’apice del coraggio non ha il fegato di parlare con i propri figli e dargli quello che potrebbe essere l’estremo saluto.
Pregi e difetti, coraggio e paure.  
Ci insegna qualcosa che nessuno meglio di Gene Cernan, che invece è stato l’ultimo uomo a camminare sulla luna ha espresso:

Io sono riuscito a camminare sulla Luna. Cos’è che non puoi fare tu?

Gene Cernan, The Last Man on the Moon (https://goo.gl/9Ei7Xj)

Andarlo a vedere non può che insegnarci che per raggiungere i sogni più grandi è necessario non arrendersi mai.



Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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