Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Il giappone, il nucleare, il nostro referendum del 14 giugno e l'opinione pubblica.

Tutti sappiamo cosa sta accadendo in Giappone in questi giorni, terremoto, tzunami, disastro.

La domanda che mi pongo è quanto le notizie girano realmente? Anzi, nello specifico, quanto le notizie girano in Italia?
Ormai 25 anni fa in Italia abbiamo fatto un referendum a favore o contro il nucleare, all’epoca si è votato contro e a causa di questo tutt’ora siamo privi di tali centrali? La scelta è stata positiva? Negativa? Fino ad oggi non avevo un opinione certa, ci ho pensato molte volte ma la mia bilancia non si è mai spostata a sufficienza.

Da un lato il fatto che comunque i paesi vicini sono pieni di centrali, dall’altro il modo di gestire italianamente strutture di questo genere risparmiando sui materiali e sui dipendenti, da un lato l’enorme fabbisogno di energia non soddisfatto dall’altra la mancanza di uno sviluppo serio sulle energie alternative come il solare, l’eolico e soprattutto l’uso di onde e maree, da un lato lo smaltimento dei materiali radioattivi di scarto (anche considerata la nostra incapacità di smaltire già i materiali tradizionali) dall’altro… emm nulla. Da un lato il disastro di Chernobyl seguito dai tumori che ancora oggi stiamo prendendoci e dalla mia tiroide e dall’altro l’incremento dei sistemi di sicurezza e della tecnologia moderna.

Su quest’ultimo punto voglio soffermarmi prima di passare alla violazione della libertà di opinione pubblica che sta accadendo.
Di energia atomica mi sono sempre interessato, già agli esami delle medie ho portato la fissione nucleare, e una spiegazione (ovviamente semplicistica) del rallentamento della reazione attraverso l’acqua pesante (H2O2 invece di H2O), le conseguenze fisiche, la radioattività.
Bene il disastro di Chernobyl, di cui per altro ho già parlato tempo fa è ben documentato, la causa del problema non era così imprevedibile e le colpe sono ben chiare, fu disabilitato il sistema di sicurezza per un test e fatto un errore nel periodo di tempo in cui tale sistema di sicurezza era disabilitato.
Per sopperire a questo genere di problematiche ora esistono dei sistemi di sicurezza “naturali” ossia invece di essere come ai tempi di Chernobil un sistema tradizionale disattivabile che all’innalzarsi della temperatura rilascia in sistema di raffreddamento i sistemi moderni sono costruiti da barre che trattengono i sistemi di raffreddamento e che all’inalarsi della temperatura si spezzano rilasciando il raffreddamento. Volente e nolente. Insomma non un sistema come l’allarme di casa che a una certa situazione manda un impulso ma un qualcosa di simile ai fusibili che quando è ora si spaccano e attivano fisicamente la soluzione al problema.

Gli involucri dei reattori oggi sono molto più resistenti che nel 1986, la sicurezza è infinitamente più alta e come è noto per quanto riguarda le tecnologie e la modernità il Giappone è sempre al top.

Aggiungo qualche informazione che utilizzerò più tardi. Uno degli elementi che determinano i danni di un incidente nucleare è il cesio. Il Cesio è un elemento utilizzato negli orologi atomici e in altre applicazioni, è uno dei principali prodotti di scarto ottenuti nelle reazioni nucleari ed è radioattivo è un potente esplosivo se messo a contatto con l’acqua, ed è altamente tossico. Alcuni suoi radioisotopi sono ancora più pericolosi, in particolare l’idrossido di cesio è una base estremamente forte e può corrodere anche il vetro.
In tutti gli incidenti atomici gravi è una delle costanti.

Bene puntualizzato cosa sia il Cesio e il fatto che il Giappone sia il top della tecnologia possiamo passare al referendum del 14 giugno e l’opinione pubblica.

Sui giornali stranieri si parla moltissimo del rischio di incidente atomico, della presenza di Cesio rilevata sui terreni e nell’aria, si parla del parziale collasso di alcuni nuclei, in Italia si parla di lievi perdite di radiazioni e di situazione sotto controllo, all’estero si parla di situazione in evoluzione,  di allargamento delle zone di evacuazione, si parla di possibilità di somministrare alla popolazione di iodio non radioattivo che ha la funzione di limitare i danni alla tiroide, il primo organo che se ne va a causa delle radiazioni. In Italia il Tg4 non parla neppure delle centrali nucleari, molti altri giornali parlano genericamente di lievi fughe radioattive circoscritte senza parlare di rischi, senza parlare di nulla di più specifico.

E tra tre mesi qui, in Italia voteremo pro o contro il nucleare, voteremo pro o contro qualcosa che possa darci energia -per nulla pulita- tale da poter -in una ventina di anni- essere indipendenti dalle produzioni degli altri, una tecnologia che sta creando problemi anche al Giappone per qualcosa di non prevedibile. A quel paese che ogni giorno ha terremoti di livelli migliaia di volte superiori a quello de l’Aquila senza subire alcun danno.

Se prima di oggi non avevo un’opinione sto cominciando a farmela. Sul nucleare e sul modo dei nostri media di dare le informazioni per spingere i nostri voti o per limitare la conoscenza della realtà.

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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