Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Karol Józef Wojtyła

Karol Józef Wojtyła (Wadowice, 18 maggio 1920 – Città del Vaticano, 2 aprile 2005)

Come al tempo delle lance e delle spade, così anche oggi, nell’era dei missili, a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell’uomo. (dal messaggio agli scienziati riuniti ad Erice nella prima sessione (1981) dei Seminari di Erice sulle Guerre Nucleari)

Garantiamo il diritto a non emigrare. Costruire condizioni concrete di pace per i migranti e i rifugiati significa impegnarsi seriamente a salvaguardare anzitutto il diritto a non emigrare, a vivere cioè in pace e dignità nella propria patria. (citato ne Il Messaggero, 24 dicembre 2003, p. 12}}

In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo – opera di giustizia è la pace – mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti. (dal Redemptor hominis, n. 17)

L’amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano. (dall’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio, 22 novembre 1981)

Lo stupore

Seno di bosco discende
al ritmo di montuose fiumare.
Questo ritmo mi rivela Te,
il Verbo Primordiale.
Com’è stupendo il Tuo silenzio
in tutto ciò che da ogni dove propala
un mondo reale…
che assieme al seno di bosco
scende giù da ogni versante…
tutto ciò che con sé trascina
l’argentata cascata del torrente,
che dal monte cade ritmato,
trasportato dalla propria corrente…
– dove trasportato?

Che hai detto, torrente di monte?
In che luogo t’incontri con me?
Con me che sono altresì perituro
come te, siffatto…
Ma cosiffatto come te?

(Di fermarmi qui, acconsenti –
consentimi di fermarmi al varco,
ecco uno di questi semplici portenti. )
Non si stupisce una fiumara scendente
e silenziosamente discendono i boschi
al ritmo del torrente
– però un umano si meraviglia.
Il varco che un mondo trapassa attraverso l’uomo
è dello stupore la soglia,
(una volta, proprio questo portento fu nominato “Adamo”. )
Ed era solo, col suo stupore,
tra le creature senza meraviglia
– per le quali esistere e trascorrere era sufficiente.
L’uomo, con loro, scorreva sull’onda dello stupore!
Meravigliandosi, sempre emergeva
dal maroso che lo trasportava,
come per dire a tutto il mondo:
“fermati! – in me hai un porto,
in me c’è quel luogo d’incontro
col Primordiale Verbo” –
“fermati, questo trapasso ha un senso,
ha un senso… ha un senso… ha un senso!”

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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