Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Kurt Vonnegut, consigli per scrivere racconti e scrivere con stile

  1. Usa il tempo di un perfetto sconosciuto in modo tale che lui o lei non sentirà che il tempo è stato perso.
  2. Dai al lettore almeno un personaggio per il quale possa fare il tifo.
  3. Ogni personaggio dovrebbe volere qualcosa, anche fosse solo un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una delle due cose: rivelare il personaggio o anticipare l’azione.
  5. Inizia il più vicino possibile al finale.
  6. Sii un sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi protagonisti, fai accadere loro cose terribili – in modo tale che il lettore possa vedere di cosa sono fatti.
  7. Scrivi per accontentare solo una persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo, tanto per dire, la tua storia prenderà la polmonite.
  8. Dai al tuo lettore più informazioni possibili e il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una così completa comprensione di ciò che sta succedendo, dove e perché, che potrebbero finire la storia da sé, gli scarafaggi dovrebbero mangiare le ultime pagine.

TROVA UN SOGGETTO A CUI TIENI
Trova un soggetto a cui tieni e a cui, senti nel tuo cuore, gli altri potrebbero tenere. Questo interesse genuino, e non i tuoi giochi di linguaggio, sarà l’elemento più convincente e seducente nel tuo stile. A proposito, non ti sto spingendo a scrivere un romanzo – anche se non mi dispiacerebbe se ne scrivessi uno, a patto che tu sia sinceramente interessato a qualcosa. Una petizione al sindaco per una buca di fronte alla tua casa o una lettera d’amore per la ragazza della porta accanto lo saranno.

MANTIENILO SEMPLICE
Per quanto riguarda l’uso del linguaggio: ricorda che due dei più grandi maestri della lingua, William Shakespeare e James Joyce, scrivevano frasi quasi infantili quando i loro soggetti erano più profondi. “To be, or not to be?” domanda l’Amleto di Shakespeare. La parola più lunga è di tre lettere. Joyce, quand’era vivace, poteva mettere insieme una frase tanto intricata e sfavillante quanto la collana di Cleopatra, ma la mia frase preferita nel suo racconto Eveline è questa: “Lei era stanca”. A quel punto della storia, nessun altra parola avrebbe potuto spezzare il cuore del lettore come hanno fatto quelle tre parole.

SUONA COME TE STESSO
L’inglese era la terza lingua di Conrad e ciò che sembra arguto nel suo uso della lingua inglese è stato senza dubbio colorato dalla sua prima lingua, il polacco. Ed è infatti fortunato lo scrittore che è cresciuto in Irlanda, perché l’inglese parlato lì è così divertente e musicale. Io stesso sono cresciuto a Indianapolis, dove il linguaggio comune suona come una sega a nastro che taglia dello stagno galvanizzato, e si avvale di un vocabolario tanto disadorno quanto una chiave inglese. […] Non importa quale sia la tua prima lingua, dovresti farne tesoro per tutta la vita. Se per caso non è l’inglese standard, e se si manifesta quando la scrivi in inglese standard, il risultato è di solito delizioso, come una ragazza molto carina con un occhio verde e uno blu. Mi ritrovo a fidarmi di più della mia scrittura, e anche gli altri sembrano fidarsi di più, quando suono più come una persona da Indianapolis, che è ciò che sono. Quali alternative ho?

DÌ QUELLO CHE VUOI DIRE
I miei insegnanti volevano che scrivessi con precisione, sempre selezionando le parole più efficaci, e relazionando le parole tra di loro senza ambiguità, rigidamente, come parti di una macchina. Speravano che sarei diventato comprensibile – e quindi compreso. E là andavano i miei sogni, fare con le parole quello che Pablo Picasso faceva con la pittura o quello che qualsiasi idolo del jazz faceva con la musica. Se avessi rotto tutte le regole della punteggiatura, in modo che le parole significassero ciò che volevo che significavano, e le avessi infilate insieme su una corda alla rinfusa, semplicemente non sarei stato capito. I lettori vogliono che le nostre pagine assomigliano molto alle pagine che hanno visto in precedenza. Perché? Perché essi stessi hanno un lavoro duro da fare, e hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile da noi.

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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