Dic 012008
 

La mia camicia è ad impolverarsi nell’armadio.
Ma nell’armadio, non in uno scatolone.
Estote Parati, son sempre pronto a tirarla fuori.
Il mio fazzolettone è attaccato al muro, si, su una parete con altri trenta fazzolettoni di colori diversi, accanto al mio cappellone.
Pronti per essere indossati.
Il mio zaino è lì nell’armadio, con dentro il sacco a pelo, la torcia con le batterie sempre cariche e il necessario per essere pronto a partire.
Ho comprato degli scarponi nuovi, per quando tirerò fuori lo zaino. E con gli scarponi ci sono le calze dell’uniforme.
Il mio coltellino è sempre qui, nel mio cassetto, con il suo cordino pronto per legarlo alla cintura, pulito e curato.
La mia cintura è allacciata ai pantaloni, e i pantaloni piegati sotto la camicia appesa.
La mia camicia, quella che è lì a prendere polvere.
Il mio cuore… il mio cuore è lì dove non è la mia camica, il mio fazzolettone, il mio zaino, i miei scarponi, il mio coltellino, la mia cintura, i miei pantaloni.
Il mio cuore non è dov’è la mia camicia ma è dov’è la promessa che ho pronunciato tanti anni fa e che rinnovo continuamente.
Il mio cuore sta aspettando qualcos’altro.



Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

  Nessuna risposta a “La mia camicia”

  1. ti sorrido… tu mi piaci perchè credi… tu credi ancora…

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