Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo, divulgazione informatica, uso consapevole tecnologia, e fatti miei

L’importanza di lottare per i diritti degli altri

Tempo di lettura 3 minuti

L’impegno per il bene comune è qualcosa tutti vorremmo in una società civile e democratica, ma spesso le persone tendono a lottare solo per le cause personali, dimenticando l’importanza dell’impegno collettivo. Ci sono miriadi di temi che stanno a cuore a ognuno di noi, il tema dei femminicidi, il tema delle grandi migrazioni, il tema delle discriminazioni etniche o di genere, il tema del lavoro precario, il tema delle morti sul lavoro, il tema del tombino intasato davanti a casa, il tema di non c’è sufficiente crema pasticcera nei cornetti del bar che frequento.

Non importa quale sia il tema di fondo, ognuno ne ha uno o più che ritiene fondamentali, necessari, importanti sopra ad ogni altro. Il problema è che la gran parte delle volte quello che manca per risolvere la problematica è l’impegno collettivo. Si organizza una manifestazione, un incontro, una raccolta di firme e quasi invariabilmente il risultato è poco più che nullo.
Molte manifestazioni sono fatte in maniera che fa quasi imbarazzo, dieci persone con un cartello, impianti voce da cui non si sente nulla se non si è a un metro dall’oratore, scelte di orario che impediscono a chiunque abbia un lavoro di partecipare.

Perché è così difficile trovare la motivazione per l’impegno collettivo? Esiste un individualismo dilagante nella società o ci sono altre cause ancora più profonde?
Senza un impegno comune è davvero difficile cambiare le cose, spesso impossibile. Ci si trova a sentirsi la classica goccia ma senza qualcuno che ci aiuti a diventare oceano e mi ricorda l’eterno dilemma del musicista dilettante:
-“Nessuno viene a vedere i nostri concerti
-“Tu sei andando a vedere quelli degli altri?

Promuovere l’impegno collettivo non è solo un dovere morale, ma anche una scelta strategica per costruire una società più inclusiva, più felice per tutti. Sia quelli che la pensano come te, sia quelli che la pensano diversamente da te.

La tendenza a lottare solo per le cause personali, probabilmente, è il risultato di una società che incentiva l’individualismo e la competizione. Le pubblicità, gli sport, la cultura tendono a spingere per farci sentire unici, per farci acquistare qualcosa che ci farà sentire migliori degli altri. L’uso strumentale dei social, la propaganda politica, la visione distorta dello sport ci hanno portati sempre più a una polarizzazione, a una logica del tipo o sono il migliore o faccio schifo, e se io sono il migliore a fare schifo sei tu.
Ma non è tutto qui, sono la burocrazia, le difficoltà a comunicare con le istituzioni a far si che i problemi sociali sembrino troppo grandi e complessi, a scoraggiare, a far pensare che tutto sommato sia meglio starsene sul divano a guardare una serie tv piuttosto che metterci la faccia e provarci con il rischio di aver solo speso energie inutilmente. Meglio occuparsi di problemi più concreti e diretti, altro che povertà, riscaldamento climatico, pace nel mondo.

Eppure proprio maggiore impegno porterebbe diversi vantaggi, non solo quelli legati alle dirette istanze ma anche a livello individuale e collettivo. Si tornerebbe a sviluppare un senso di appartenenza e di identità condivisa, aiuterebbe a creare una comunità coesa e solidale, permetterebbe di condividere risorse e competenze, rendendo più efficace la soluzione dei problemi sociali. Quelli che ci interessano direttamente oltre che quelli che non ci toccano nel profondo.

Ogni battaglia potrebbe essere resa più forte dalle persone, dai mezzi che le persone possono mettere a disposizione per le altre cause, anche solo materialmente, le casse audio, la capacità di organizzare, la voce. La gran parte delle altre battaglie finiranno per avere una ricaduta anche su chi ora non è interessato, basti pensare all’eterno disinteresse dei giovani per i problemi legati alle pensioni che prima o poi finiranno per dover affrontare, quello sui problemi del lavoro in cui chi non è direttamente toccato non si impegna ma che si stanno allargando a macchia d’olio, quello sulle discriminazioni di genere che potrebbero ricadere su sé o sulla propria prole o i propri cari, quello della gestione delle grandi migrazioni che ci coinvolge tutti anche se non siamo noi a spostarci, quello della sanità di cui poco ci interessa finché stiamo bene ma di cui ci lamentiamo ogni volta che abbiamo bisogno di cure, si potrebbe andare avanti ore ad elencarne.

L’assenza di impegno in tutte queste istanze ha essenzialmente una forte e semplice causa comune: l’affermazione che ci sono cose più importanti.

Ci sono sempre cose più importanti. Siamo bravissimi a lamentarci quando un problema passa vicino e ci sfiora, siamo ancora più bravi a dimenticarcene e ignorarlo appena esce dal contatto ravvicinato. Soprattutto di fronte a un aperitivo, o un fine settimana in montagna, o una bella partita di pallone.

Perché mai perdere tempo con un’istanza poco interessante o lontana nel futuro quando posso portare avanti un’attività che crei piacere nell’immediato? Meglio un uovo oggi, che una gallina domani. Si riduce a questo.

Solo se l’uovo si rompe alziamo la testa, controlliamo attorno e iniziamo a lamentarci che nessuno si impegna.
-“Nessuno viene a vedere i nostri concerti
-“Tu sei andando a vedere quelli degli altri?

Questo blog non è solo sull'Uso Consapevole Delle Tecnologie

Questo è un blog politico. Che piaccia o no. Ma difficilmente mi si vedrà schierato a favore di un partito, o contro un partito… per partito preso.
Politica è essere o non essere razzisti, essere o non essere a favore dei diritti e delle libertà, politica è scegliere di buttare per terra una cartaccia o di raccoglierla e metterla in un cestino della differenziata, politica è scegliere tra accogliere o discriminare, sono tutte cose che non sono di destra o di sinistra, che non dovrebbero appartenere a l’uno o all’altra fazione politica. Sono “cosa pubblica”, sono bene pubblico.
Qui puoi leggere di più sulla mia idea di politica

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