Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Microchip impiantati nel corpo. Di cosa si tratta?

Tempo di lettura 6 minuti

Una delle paure di questi ultimi anni è legata alla possibilità che qualche potere forte ci impianti dei microchip all’interno del corpo. I metodi di cui si parla e i risultati sono molteplici, ovviamente quello più comune in epoca di pandemia è la vaccinazione allo scopo di controllare le nostre menti.

Cos’è un microchip?

Innanzi tutto, per comprendere il fenomeno è fondamentale capire che cosa sia un microchip.
In linea generale un cosiddetto circuito integrato, in elettronica, è un circuito dove i vari componenti sono stati creati in un unico momento attraverso un unico processo.

Un chip, dall’inglese pezzetto, è un componente elettronico composto da una piccola piastrina di silicio sul quale poi viene costruito un circuito integrato. In pratica il supporto che contiene gli elementi che costituiscono il circuito integrato stesso. Spesso viene usato però come sinonimo del circuito integrato completo.

Un microchip è un chip piccolo piccolo.

Esistono diversi tipi di circuito integrato, ma la cosa fondamentale è che per fare qualcosa devono essere alimentati da corrente elettrica, e per trasmettere qualcosa devono consumare parecchia energia.

Come funziona il Chip per animali domestici?

Il chip per gli animali domestici è un cosiddetto chip passivo, questo significa che non ha alcuna forma di alimentazione interna ma può essere alimentato solo dall’esterno. Di fatto il chip è inerte e solo nel momento in cui viene eccitato da una sorgente esterna è in grado di rispondere con delle informazioni. Le informazioni sono già salvate all’interno del chip e non hanno nulla a che fare con informazioni che possano essere reperite all’interno dell’animale stesso: di fatto contengono solo un numero identificativo che serve all’operatore per recuperare informazioni sull’animale stesso salvate in un database esterno e centralizzato. Tale meccanismo funziona solamente a distanza di pochi millimetri dal chip stesso.

Vista in questo modo il fatto che governi o organizzazioni più o meno autoritari volessero impiantarci un chip di questo genere sarebbe poco diverso dall’obbligarci ad avere sempre dietro la carta d’identità. Avremmo un aggeggio che può identificare chi siamo al contatto con un apposito dispositivo. Potenzialmente un aggeggio che in caso potremmo usare anche per i pagamenti contactless, aprire la porta di casa, accendere l’automobile o altro, semplicemente appoggiando la parte del nostro corpo che contiene il chip ad un apposito sensore, un po’ come si fa ora con alcuni braccialetti smart. La differenza è che i braccialetti smart monitorano davvero le nostre attività, un chip di questo genere non potrebbe mai farlo. Sono comunque grandi circa 11 millimetri per due, quindi qualcosa che non passerebbe di certo nell’ago di una semplice siringa e che noteremmo sotto la pelle, come la notiamo negli animali domestici.

Come funziona il Chip per animali domestici con GPS?

La prima risposta che mi viene è “molto male”, ma la risposta reale è che tale chip gps non esiste per i problemi sopra citati. Per esistere dovrebbe avere un’alimentazione molto potente, un’antenna di ricezione del segnale GPS e una di trasmissione. Attualmente un aggeggio del genere molto molto piccolo ha una lunghezza di circa sette centimetri per una larghezza di un paio. E viene applicato esternamente sui collari degli animali domestici.

I pacemaker come sono alimentati?

Un tipico circuito elettronico installato nel corpo umano è il pacemaker. Ha lo scopo di regolare il battito cardiaco ed è un circuito attivo alimentato da una batteria.

Ma le dimensioni dei più piccoli non vanno sotto il centimetro e hanno una durata di batteria che si aggira attorno ai 7-10 anni occupandosi “solo” di elaborare informazioni e inviare minuscole scariche elettriche, quindi senza inviare dati a grandi distanze o fare compiti più complessi. In ogni caso la dimensione è decisamente inadatta non solo ad essere iniettata ma anche ad essere installata senza che la vittima se ne accorga. Basterebbe passare in un aeroporto o peggio, molto peggio, fare una risonanza magnetica.

Durante una risonanza magnetica un dispositivo a batteria, se non schermato a sufficienza -cosa che ne incrementa le dimensioni- potrebbe surriscaldarsi fino a creare gravi danni, dare scariche elettriche, o molto peggio. Oltre al fatto che ovviamente verrebbe facilmente rilevato.
Questo in ogni caso lo spiegherebbe sicuramente meglio di me @lasignoraconiglio.

Ma in Svezia non stanno adottando l’uso dei chip sottocutanei?

Uno degli spauracchi delle persone spaventate dall’idea dei Chio Sottocutanei è l’esempio della Svezia. Sembra che il governo voglia obbligare le persone ad averlo e che molti lo abbiano già. Cosa c’è di vero?
Come nella gran parte delle Fake News si parte da una piccola parte di verità e la si condisce con la giusta dose di paura e castronerie.

Il sito theconversation.com riporta che almeno 3.500 Svedesi si sono installati un dispositivo sottocutaneo, un chip se così vogliamo chiamarlo. Li usano per pagare contactless, per aprire le porte di casa, per sbloccare dispositivi e cose del genere. Questo cosa ci fa capire? Si tratta di quello che è possibile fare con un chip passivo, la stessa tecnologia impiantata negli animali domestici, o negli adesivi NFC che si possono incollare in giro. A chi lo fa in genere piace chiamarsi biohacker, ossia un modificatore della biologia. In Svezia ce ne sono molti, probabilmente per una certa propensione alla fiducia nella tecnologia, ma si tratta ancora comunque di dispostivi passivi. Nulla che possa creare segnali, o controllare menti. Il governo stesso ha legalizzato questa pratica nel 2018. Non è molto più pericolosa di uno smart watch, proprio perché passiva.

Esistono tecnologie futuribili per impiantare chip nel corpo umano?

Va tenuto conto, per dovere di cronaca, che comunque esistono ricerche in tal senso.
Gli ingegneri della Columbia University School of Engineering and Applied Science, guidati dal professor Ken Shepard hanno sviluppato fino ad ora il più piccolo circuito integrato completamente funzionante, visibile solo al microscopio. Il progetto è stato realizzato dallo studente di dottorato Chen Shi, che è il primo autore dello studio.

Si tratta del momento in cui lasciarsi prendere dal terrore e accettare ogni forma di affermazione di carattere complottistico?

Sono in grado di impiantarci davvero un chip attraverso le vaccinazioni?

Il chip contiene in sé anche l’antenna per la comunicazione bidirezionale; tuttavia, come era facile aspettarsi non la batteria. Il sistema viene alimentato esternamente tramite onde ultrasoniche (le lunghezze d’onda del suono possono essere notevolmente più corte di quelle elettromagnetiche in quanto il suono è estremamente più lento) per tanto anche con questa nuova tecnologia il chip necessita della vicinanza di un oggetto in grado di alimentarlo/comunicare con lui. Non è in grado di comunicare a grandi distanze e non è in grado di funzionare se non sotto alimentazione.

In pratica potrebbe essere usato in medicina per avere informazioni dall’interno del corpo, nelle immediate vicinanze del chip, e solo nel momento in cui questo venga interrogato da un dispositivo esterno a poca distanza.
Un misto tra il chip per animali domestici che abbiamo visto e un sensore tipo un termometro o in grado di leggere qualche altro parametro.

Una rivoluzione per la medicina, ma poca cosa per un potere forte che ci voglia controllare.

Da dove viene la paura dei Chip Sottocutanei

Ma quindi da chi vengono messe in giro queste voci? Ne ho parlato in Come funzionano la propaganda no-vax e quella pro-putin? ma il meccanismo essenziale è sempre lo stesso. Usare le paure innate e mescolarle a cose che un cittadino medio non ha modo di conoscere o approfondire, approfondirle per loro ma infarcendole di fandonie spaventose e poi guadagnare un sacco di soldi dalle visite a siti e video.
Tutte cose che i ricercatori veri non hanno tempo o interesse a fare.


Conferenze

Sono disponibile per l'organizzazione di conferenze su Uso consapevole delle tecnologie, e su Come riconoscere le Fake News, o altri temi analoghi. Potete contattarmi attraverso i miei contatti su questo sito. Le conferenze possono essere declinate per formazione per adolescenti, formazione per genitori o formazione per insegnanti. Potete visitare l'apposita pagina Conferenze e Corsi per maggiori informazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.