Set 142018
 

Da Agès a Burgos

L’importante è che i miei baffi si volgano sempre verso il cielo come le torri della cattedrale di Burgos.
-Salvador Dalí-

Ieri sera abbiamo scoperto un piccolo angolo culinario, un ristorantino in cui solo io, Niobe e i due proprietari abbiamo passato la serata tra cibo cucinato sul momento nelle stesse pentole che ho a casa e chiacchere tra gesti e spagnolo stentato. Tutto il resto dei pellegrini erano nell’altro ristorante o in Albergue. Forse è stato bello anche per questo.

Oggi è stata l’ultima giornata di strada. Non tanto la conclusione quanto una pausa indefinita fino a quando torneremo qui a finire il cammino. Abbiamo incontrato di nuovo i compagni di viaggio di cui avevamo perso le tracce, come le bergamasche ricomparse a sorpresa sane e scattanti.

Sarà un po’ strano non rivedere nessuno di loro ma sarà bello serbare il ricordo di questi momenti.

Domani partiremo alla volta di Madrid, questa volta in pullmann, e il giorno dopo torneremo in volo a casa.

Più avanti i nostri piedi e i nostri cuori chiederanno ancora di calcare queste strade, e allora sarà il momento di vivere tutto questo ancora.

Set 132018
 

Da Espinosa del Camino ad Agés

Il paese più vicino è a 70 miglia da qui. Se risparmia il fiato uno come te ce la può fare.
– Il Buono Il Brutto e Il Cattivo, Sergio Leone –

Oggi la camminata è stata semplice, ma soprattutto divertente. Dopo aver dormito un un piccolo Albergue con annesso un ristorante che sembrava di stare a casa, abbiamo fatto una abbondante colazione con frittata, caffè latte e succo di arancia. Il tutto era gestito da una coppia piacevole e divertente che si vantava di stare assieme da quaranta anni. Ci hanno raccontato di essersi conosciuti quando lei aveva sei anni e lui sette e lei non voleva giocare con lui perché era brutto. C’è speranza per tutti.

Dopo aver mangiato la prima cosa che abbiamo notato è stato l’ultimo dei cowboy. Un ragazzo con cappello da cowboy, e un gigantesco zaino con un bastone infilato per reggere degli scarponi di riserva. Atteggiamento da vero duro. Vero.

Non sarebbe stato così importante se poco più avanti non lo avessimo incontrato fermo a togliersi la maglia e camminare a petto nudo come un verissimo duro. Verissimo. Accanto a lui un fido scudiero a seguirlo a ruota, un asiatico ben più minuto. Nella mia testa in quel momento li ho visti come il comandante Matthew e il fido scudiero Gìggin del Cambiamiento.

Non sarebbe stato così importante se poi dopo averci nuovamente sorpassato non lo avessimo nuovamente trovato fermo. Questa volta a fare piegamenti sulle braccia, sempre con il fedele scudiero a guardarlo.

Dopo averci nuovamente sorpassati li abbiamo trovati fermi a giocare con un drone.

Dopo averci nuovamente sorpassati li abbiamo trovati al bar e con il drone, per poi perderli forse definitivamente, chissà.

Ah. Nel frattempo siamo passati anche da Villafranca, lì si mi è parso di essere a casa!

Da una pellegrina abbiamo saputo che la mamma è arrivata a destinazione a Burgos per tornare poi a casa.

Ora siamo arrivati in questo piccolo e caratteristico paesino, dove un piccolo ristorante bar pasticceria market tuttoquellochevuoi aperto 24 ore al giorno ci ha accolto con dolci sopraffini.

Set 122018
 

Da Grañón a Espinosa del camino

Un sorriso è una curva che raddrizza tutto
-Phyllis Diller-

Oggi siamo stati nell’albergue La Casa De Las Sonrisas. Un piccolo albergue gestito da un ragazzo simpatico che parla bene almeno spagnolo, inglese e italiano. Fiero del proprio posto vuole solo una donazione in cambio di un letto, e colazione e cena abbondanti. Fino ad ora il migliore in cui siamo stati. Un problema tipico del cammino sono gli insetti, che per essere chiari noi non abbiamo mai incontrato, e una ragazza presa dall’isterismo da visione insettiva ha spaventato tutto l’albergue terrorizzando i presenti. Il risultato è stato quello di avere tantissimo spazio per noi, tantissimo cibo da condividere con i pochi rimasti e due letti comodissimi. Credo che Chthulu abbia voluto con questo premiarci dopo giorni di fatica.

Se potete andate La Casa De Las Sonrisas non ve ne pentirete. (https://m.facebook.com/lacasadelassonrisas)

All’Albergue abbiamo incontrato un misterioso personaggio che non vuol dire il suo nome, non usa il cellulare e cammina con un piccolo carrello al posto dello zaino. Simpatico e logorroico. Il misterioso uomo con le ruote. Oltre a lui El caveon, un ragazzo partito a maggio da Praga con i suoi lunghi e fluente capelli, a dire il vero un po’ in disfacimento. Però grande scorza e capacità di mangiare oltre ogni limite. Dice che taglierà la barba alla fine del cammino.

Oggi, durante il cammino di altri 27 km, abbiamo scoperto il segreto del Nano Gigante. Si muove in auto (a parte alcuni giorni) facendo da supporto alla moglie che fa il cammino zaino in spalla. Lo abbiamo beccato a salire su una station wagon con porta bici e bici annessi.

Una nota di colore è stata la bellezza di un campo di girasoli che alcuni pellegrini hanno pensato di decorare con facce, scritte e smile! Il più bello è sorridente ha colpito Niobe per la simpatia, e anche a me è piaciuto: mi ricordava IT.

Set 112018
 

Da Najera a Grañón

Mio zio ha vissuto fino a 100 anni e lo deve tutto ai funghi. Non ne ha mai mangiati.
-Leopold Fechtner –

Ieri siamo andati a mangiare in un ottimo ristorante locale. Non mi dilungheró nei dettagli ma racconterò solo un episodio chiave, quello che mi vede protagonista nell’ordinare una zuppa di verdure e chiedere nonostante i funghi non siano verdure se la zuppa ne contenesse. Chi mi conosce ben sa. A questa richiesta la cameriera, convinta, ha affermato non essercene salvo poi servirmi un piatto che ne conteneva uno enorme al centro sostenendo che non fosse un fungo, ma uno champignon. Non vorrete mica dirmi che uno champignon è un fungo!? Molti altri gli avvenimenti al ristorante che tacerò, basti sapere che questa mattina ho incontrato un simbolo chiaramente rappresentante un occhio e Cthulhu che mi guardava come a dire “Eh, lo so, ho visto tutto, ma il cammino è anche questo”.

Abbiamo poi incontrato il nano gigante che percorreva la nostra strada a ritroso, già arrivato e allegro leggendo qualcosa. Nello stesso punto, a 22 km dalla partenza abbiamo incontrato compagni di viaggio distrutti e noi li abbiamo salutati con la fierezza di chi sa di star per fare altri 7 km.

Poco dopo Chan, il nostro amico vietnamita del primo giorno, è passato salutando felice e avvisandoci di voler raggiungere un paese 20 km più avanti. Temo non lo rivedremo mai più.

Oggi stupendo ostello donativo, cena comunitaria, mal di piedi.

Set 102018
 

Da Logroño a Najera

Polvere, fango, sole e pioggia, è il cammino di Santiago.
Migliaia di pellegrini, e più di migliaia di anni.

Pellegrino chi ti chiama? Quale forza oscura ti attira?
Non il cammino delle stelle, né le grandi Cattedrali.

Non la selvaggia Navarra, né il vino dei Riojani,
né i frutti di mare galleghi, né i campi della Castiglia.

Pellegrino chi ti chiama? Quale forza oscura ti attira?
Non la gente del cammino, né gli usi rurali.

Non la storia e la cultura, né il gallo della Calzada,
né il palazzo del Gaudì, né il castello di Ponferrada.

Tutto questo vedo passando e vederlo è una gioia,
ma la voce che mi chiama è molta più profonda.

La forza che mi spinge, la forza che mi attira,
non so spiegarla neanche io, solo chi arriva lo sa.

-Eugenio Garibay-

Questo è un piccolo poemetto che si trova all’inizio della città di Najera.

Di oggi c’è poco altro da dire se non di scoiattoli che sembrano domestici tanto ti stanno accanto, di un cane che per qualche decina di minuti è stato il nostro migliore amico, di un’alba magnifica sulla città e di sudore, fatica, soddisfazione.

Set 092018
 

Da Torres del Río a Logroño

A volte la migliore musica è il silenzio, diciamo.

-Zucchero Fornaciari, Ghost Track di Miserere-

Oggi è stato un giorno di festa. E con questo intendo a partire da ieri alle 22. Festa grande a Torres del Río, con un magnifico palco di fronte alla finestra del nostro Albergue. Il momento più importante quello dalle 2 alle 5 di notte, fuochi di artificio, musica, danza, balli e soprattutto Despacito.

Partecipare alla festa ci è stato impossibile da dentro al sacco a pelo, irresistibile voglia di ballare e di invocare gli dei.

Durante la camminata credo che Cthulhu abbia voluto lasciarmi un segno per la mia devozione indicandoci il cammino con un nuovo simbolo che a tutti gli altri sembra sempre una conchiglia ma sono sicuro essere il suo ritratto.

Giunti a Viana la festa è continuata, questa volta con un piacevole corteo con bimbi ed enormi statue semoventi, in pieno pomeriggio come si conviene.

La nostra amica francese oggi finisce il suo cammino, il fico giapponese oggi si è portato lo zaino e dorme di nuovo accanto a me, la mamma ancora in forma è tenace come un mastino. Abbiamo due nuovi personaggi, il Nano gigante, un uomo con la barba da nano che superiamo continuamente e poi ci riappare davanti a leggere un libro e il coreano volante (sosia di Psy) che fa lo stesso ma senza il libro. Seguiranno sviluppi.

Set 082018
 

Sono pronto ad andare. Ho uno zaino!

-Chuck, Serie TV-

Oggi è stata dura. Dopo

  • Saint Jean Pied De Port – Roncisvalle (in realtà Burguette)
  • Roncisvalle – Zubiri
  • Zubiri – Pamplona
  • Pamplona – Puente De La Reina
  • Puente De La Reina – Estella

Oggi toccava a Estella – Los Archos, che però ci sembrava corta con i suoi 22km e allora siamo andati fino a Torres del Río facendone 29. Ci sono state cose strane come una fontana di vino ed abbiamo incontrato due pazzi che sono in viaggio da due mesi da Marentino, vicino a Torino e stanno andando a Santiago (https://www.facebook.com/incamminodamarentino/). Ragazzi fantastici e simpatici che consiglio di seguire. E poi abbiamo incontrato il giapponese fico. Il giapponese fico è un ragazzo che cammina bulleggiandosi perché si sente forte, può saltellare davanti a te che ansimi. Lui però non ha lo zaino. Abbiamo scoperto con somma tristezza che non solo gli anziani, giustamente, fanno il cammino con l’aiuto dei furgoni porta zaino ma anche i ventenni. Bullandosi.

È stato comunque un altro giorno di nuovi incontri e di scoperte. Ad esempio mamma e figlia si sono divise: figlia ha rinunciato tornando a casa, mamma lenta e tenace ha incrociato di nuovo il nostro cammino. Mi sono sentito fiero di lei ultra cinquantenne che sopravvive alla figlia trentenne quando i nostri pronostici puntavano sulla situazione inversa.

Il mio ginocchio per la prima volta ha urlato pietà, ma domani grazie alla tirata di oggi dovremmo avere meno problemi, Niobe invece con le scarpe nuove sembra una gazzella. Stiamo aumentando il ritmo di camminata e prendendo confidenza con questo mondo.

Anche l’albergue di oggi ha la piscina. Il mio ginocchio è molto più felice.

Adesso posso andare a cenare in pigiama.

Set 072018
 

Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia esserne grato.
-Gabriel García Márquez-

Io non sono razzista però…
-Il leghista medio-

In questi giorni stiamo facendo un sacco di incontri. Alcuni rapporti si stringono in un solo sorriso come con un ragazzo Israeliano che dopo una foto scattata per lui abbiamo continuato ad incontrarlo, come Chann, il ragazzo di Ascoli in Corea. Abbiamo incontrato Paolo, un veneziano che vive a Bassano ed ha una storia piena di avventure ed esperienze, Nana, che è alta quasi quanto me e come Chann viene dalla Corea. Nana però non conosce Ascoli, ma conosce Venezia quella in Italia questa volta. E poi abbiamo conosciuto i quattro italiani di cui una è tedesca, uno vive in Germania con lei e gli altri due vivono a Fuente Ventura. La Mamma e La Figlia, i Vecchi senza zaino, i Romani, le Bergamasche che chissà che fine hanno fatto tutti, forse perduti indietro o scappati avanti. E abbiamo conosciuto la simpatica signora francese che ogni volta prova a fregarci il posto e che è l’unica a dire Bonjour invece di Buen Camino o Buenos Días.

Per tornare alla seconda citazione se prima ero convinto che solo i francesi pretendessero di parlare la loro lingua senza provare neanche lontanamente l’inglese ora ho scoperto che qui sul cammino la gran parte degli spagnoli parla solo spagnolo. Ma almeno ci provano tra gesti, mezze frasi in altre lingue e tentativi vari. Forse in Italia siamo messi meglio di quanto credessi, almeno nelle strutture ricettive.

In ogni caso qui sulla strada le amicizie si creano in pochi istanti e si perdono nello spazio di pochi chilometri, ma a volte sembrano più sincere di quelle che nascono nelle case.

Set 062018
 

Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino.
-Jean Giono-

Per fortuna oggi non c’era sole.

La giornata di oggi è iniziata ieri sera, dimenticando che portare le donne in vacanza è pericoloso, Niobe mi ha portato in una sfrenata serata di shopping a Pamplona in cerca di nuove calzature. Ho accettato solo perché cercava delle nuove scarpe da montagna. Ha accettato solo perché le ha prese fucsia. Ma il risultato è ottenuto, nuove scarpe di ottima qualità per lei, stress a gogò per lui. Come in ogni coppia che si rispetti.

La giornata di cammino è stata caratterizzata dal tempo variabile e mediamente fresco, soprattutto passando accanto a dei giganteschi ventilatori che producevano un vento pazzesco. Qui le chiamano aerogeneradores, che immagino stia per generatori di aria, ma mi dicono che in Italia si chiamano pale eoliche.

Il percorso era nell’insieme piuttosto semplice fino a tre quarti dopo di che la fatica è andata via via aumentando fino alla morte psicofisica. Il primo ostello era chiuso e questo ci ha abbattuti. È stato poi leggendo che ce ne era uno libero con piscina allo stesso prezzo che abbiamo trovato energie interiori per affrontare altri due km e una difficile salita il tutto fatto correndo sulle ali del vento.

Ora quindi andiamo in piscina. O più probabilmente ci siamo già stati.

Nota di colore. Nella foto il nostro nuovo amico di Ascoli, una città in Corea, o almeno così abbiamo capito.

Set 052018
 

Acqua azzurra, paraparappa, acqua chiara paraparappa.

-Lucio Battisti-

Oggi il tempo non è stato tiranno, sei ore di strada, forse sette, partendo il mattino presto, davvero ottimo se non per il tempo. L’altro.

La giornata inizia con un temporale notturno che non si distinguevano i tuoni dai nasi russanti. Se non altro erano quasi sincroni ai lampi e questo ci raccontava qualcosa. Durante il camino la pioggia è stata clemente facendoci mettere e togliere la giacca solo due o tre volte mentre Niobe con i suoi sandali sostitutivi agli scarponi gioiva di cotanta freschezza tra le dita.

Alla fine ci troviamo a Pamplona. Ehi. Ma non siamo scesi in Aereo a Pamplona? Sì ma gli zaini non c’erano ancora stati e così…

Nota tecnica: L’acqua di rubinetto in Spagna è buonissima, se per buona si intende il gusto dell’acqua di piscina con troppo cloro. Sicuramente sarà priva di fonti batteriche e forse potrebbe essere un ottimo coadiuvante nello sbiancamento dei denti. Da domani comincerò ad osservare il sorriso degli spagnoli per capirne di più.

© Staipa's Blog: esercizi di stile, poesia o urla. Privacy Policy Grafica sviluppata da Marika Petrizzelli
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