Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Perché é necessaria un’educazione all’uso delle tecnologie

Tempo di lettura 3 minuti

Il bisogno di una forte educazione all’uso delle tecnologie è un argomento che sostengo da ormai molto tempo. Non è solo questione di ignoranza o di stupidità, anzi non è quasi mai la causa principale (Stupidità e ignoranza non sono la causa. https://wp.me/pQMJM-1Zy). Il problema è essenzialmente che ci siamo dimenticati quanto sia importante imparare a usare uno strumento, prima di iniziare a usarlo.

Credo che tutti conoscano Corrado Augias: ha scritto 41 libri, ha ricevuto le onorificenze di grande ufficiale dell’ordine al merito e cavaliere di gran croce dell’ordine al merito dall’Italia e di cavaliere della legion d’onore dalla Francia. È stato autore di 14 programmi televisivi e di 6 spettacoli teatrali. Ha 86 anni, da 52 giornalista professionista ed è ancora ampiamente sulla piazza. Insomma, chiunque abbia dell’onestà intellettuale, contrariamente a chi lo sta prendendo in giro sui social, non può certo dire che sia uno stupido.

Eppure, ieri 30 gennaio 2021 su Repubblica risponde a un utente raccontando la propria esperienza con una mail ricevuta apparentemente da Enel.

Giovedì mi arriva per mail un avviso dell’Enel […] che trascrivo verbatim: “ENEL — si tratta di un ultimo sollecito si dispone di un rimborso incompiuto il rimborso di 92,72€ ancora valido fino al 28/01/2021”. Notare che la data di scadenza coincide con quella del sollecito. Vado verso l’incredibile, il messaggio prosegue così: “Questa mail vi informa che l’importo non rimane
disponibilité (sic). Fare clic sul seguente link: Accedi a MyEnel”. Oramai sgomento faccio
clic, si apre una finestra dalla quale trascrivo ancora una volta alla lettera. Prima casella:
“Unsolicited e-mail or cell phone numer” (?) seconda casella: “Password”. Non ho quella password ma per fortuna una piccola scritta sottostante mi rassicura col benevolo
imperativo “Recover Password” — accanto un’altra scritta avverte “Recovers Username”

Corrado Augias, Repubblica 20 Gennaio 2020
30 gennaio 2021 
di Corrado Augias 
Commenti 
(a postilla tutta italiana 
e inefficienze 
it 
Gentilissimo DottorAugias, in un recente 
programma tv lei ha citato un episodio di circa 
trent'annifa su un progetto difinanziamento 
spedito a Bruxelles rifiutato perché illeggibile. 
Ecco una vicenda accaduta pochi annifa. 
Dopo 45 anni in Italia ho deciso di chiedere la 
cittadinanza, mantenendo quella svizzera. 
Nonostantefossi dipendente statale in Italia 
da 40 anni e vedova di un marito italiano ho 
aspettato 3 anni. Un ostacolo era l'estratto 
dell'atto di nascita rifiutato perché non a 
norma Ue. Vani i tentativi di dimostrarne la 
validità mettendo in contatto il consolato 
svizzero di Milano e l'anagrqfe di meste. 
Unica soluzione: una "postilla "sull 'estratto da 
parte dell'anagrafe del mio luogo di nascita. 
L 'impiegato svizzero, meravigliato, mi ha 
spiegato che non era possibile aggiungere una 
postilla su un documento. ha chiamato Berna 
che ha contattato l'Ambasciata italiana. Nel 
frattempo mi hafatto vedere tanti documenti 
illeggibili, in parte scritti a mano, che arrivano 
al suo ufficio da varie località italiane, 
confessandomi che l'hanno messo li perché, di 
origine italiana, è thmicocapace di "decifrare" 
quei rudimentali pezzi di carta. 
Monika Verzér — Trieste 
oiché ognuno ha le sue pene facciamo 
come al bar. La signora Verzür mi ha 
raccontato la sua disavventura, io raccon to la 
mia. Giovedì mi arriva per mail un avviso 
dell'Enel — sottolineo Enel non 
l'amministrazione di un piccolo borgo 
sperduto — che trascrivo verbatim: "ENEL — si 
tratta di un ultimo sollecito si dispone di un 
rimborso incompiuto il rimborso di 92,72 C 
ancora valido fino al 28/01/2021". Notare che 
la data di scadenza coincide con quella del 
sollecito. Vado verso l'incredibile, il 
messaggio prosegue così: "Questa mail vi 
informa che l'importo non rimane 
disponibilité (sic). Fare clic sul seguente link: 
Accedi a MyEnel". Oramai sgomento faccio 
clic, si apre una finestra dalla quale trascrivo 
ancora una volta alla lettera. Prima casella: 
"Unsolicited e-mail or cell phone numer" (?) 
seconda casella: "Password". Non ho quella 
password ma per fortuna una piccola scritta 
sottostante mi rassicura col benevolo 
imperativo "Recover Password" — accanto 
un 'altra scritta avverte "Recovers Username" 
(notare la "s" finale che trasforma 
l'imperativo nella 30 persona di un presente 
indicativo). Comunque, clicco sulla dicitura 
"Recover password", non succede nulla, 
sembra di legno. Non mi scoraggio, 
un 'ulteriore scritta aggiunge: "Ifhai problemi 
di accesso clicca qui". Ifhai? Ripeto: ifhai? 
Non succede nulla nemmeno lì. Pazienza, ho 
perso 92,72 euro, in compenso ho vissuto 
un'esperienza di forte intensità. È l'Enel che 
non capisco. Con la bella pubblicità che fa, 
cosi moderna, dinamica, apparentemente 
amichevole, non ha una persona in grado di 
scrivere un messaggio in un italiano 
comprensibile? Né un tecnico capace di 
organizzare una finestra di dialogo? Visto che 
ci sono ne aggiungo un'altra. Da circa un 
mese i lampioni stradali della mia zona 
(Roma Flaminio) rimangono sempre accesi. 
Non so se appartengano all'Enel o all'Acea, so 
che l'inefficienza — là linguistica, qui tecnica 
— è la stessa. Operatori che non operano, capi 
reparto con non sorvegliano, dirigenti che 
non dirigono. Che cosa dicono questi segnali?

Dopo di che, si perde nel raccontare dei vari tentativi che ha fatto per onorare quanto richiesto in questa mail e prendendola per vera se ne lamenta come inefficienza strutturale.

La mail conteneva praticamente tutti i problemi base che possano essere utilizzati per riconoscere una mail di phising che ho indicato nell’articolo Come proteggersi da un attacco informatico? (https://wp.me/pQMJM-24l): la richiesta di login da mail, l’urgenza che non ti fa ragionare, l’italiano stentato, scommetterei anche che l’indirizzo da cui arrivava non fosse propriamente quello del sito Enel.

Parodiando il finale dell’articolo che cosa ci dicono questi segnali? Diverse cose.

La prima è che chiunque, anche con una grande formazione culturale può sbagliare se non correttamente formato. Spesso anche le persone più intelligenti danno per scontato di poter governare le cose ma possono cadere in errori grossolani.

La seconda è che ancora una volta il giornalismo non funziona come dovrebbe. Parlare di un argomento come l’informatica andrebbe fatto fare agli informatici, e le redazioni dovrebbero avere qualcuno che valuti quanto dichiarato da altri. Anche da colossi universalmente conosciuti come Augias, per ogni tipo di notizia. Vanno bene anche collaboratori esterni. Senza di questo il rischio è quello di scivoloni di questo genere, come ce ne sono di continuo. Fatti anche in buona fede, certo. Ma comunque gravi.

La terza è che ognuno di noi ha bisogno di capire lo strumento che sta usando. Dell’uso consapevole delle tecnologie si dovrebbe parlare a scuola, sul lavoro, in televisione. Dovrebbe essere parte fondamentale della formazione di ogni cittadino. Per imparare a riconoscere le Fake News, per proteggere sé stessi da truffe, per evitare il diffondersi di situazioni che ad oggi son ancora endemiche della rete. Basti pensare che il 55% delle mail che girano in rete sono spam (https://tinyurl.com/y2xdskv6), ossia posta indesiderata e in questa percentuale il phishing ha un peso molto rilevante.

Difendersi è importante, anzi fondamentale.

Leggendo questo articolo ti sono venute delle domande a cui potrei rispondere nei prossimi articoli?

Qui puoi trovare tutte le domande semplici: www.staipa.it/blog/LeDomandeSemplici


Conferenze

Sono disponibile per l'organizzazione di conferenze su Uso consapevole delle tecnologie, e su Come riconoscere le Fake News, o altri temi analoghi. Potete contattarmi attraverso i miei contatti su questo sito. Le conferenze possono essere declinate per formazione per adolescenti, formazione per genitori o formazione per insegnanti. Potete visitare l'apposita pagina Conferenze e Corsi per maggiori informazioni.

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