Apr 062010
 

Credo sia e resti per sempre una delle esperienze più forti della mia vita, una delle esperienze di vita che più mi hanno segnato, con voi, Tommaso, Davide, Marco, Sofia, Chiara, Alice, Stefano e con tutti i ragazzi che c’erano alle tendopoli.

Ricordo i loro sguardi, le loro parole, a volte straniti, persi a volte svegli come pochi.
Ricordo l’unione che solo la vecchia buona banda di B.P. crea in pochi istanti. Fratelli, fratelli mai visti prima ma che tali resteranno per tutta la vita. Fratelli.

Fratelli a lavorare accanto a me per altri fratelli che ancora mi cercano dopo questi mesi, con cui ancora si scambiano parole, opinioni, emozioni.

Dopo mesi ancora devo rielaborare tutto, tutte le emozioni, i ricordi, i sentimenti forti provati, sentimenti emozioni e ricordi che confrontati ad altri momenti, a quelli che pensavo i momenti più importanti del mio passato sono invece gradini, metri, chilometri sopra.

E penso a come è ancora la vita attorno a quelle piazze, quelle case crollate, a come tutto questo sia stato strumentalizzato dai media, nel bene e nel male, da una parte e dall’altra, di come la realtà filtrata sia spesso radicalmente diversa dalla realtà vissuta, a come sia difficile portare con chiarezza la propria esperienza vissuta in quei momenti a chi non può vedere i miei occhi mentre ne parlo, penso a come invece restino colpite le persone che mi guardano negli occhi mentre racconto gli occhi dei ragazzi ci Civitatomassa, dei ragazzi di Piazza D’Armi, e degli adulti, degli anziani, e di Francesca, e di quella bimba dolce e al contempo agitata, nervosa, di quei genitori disperati senza un futuro che rendevano comunque la vita dei loro figli il migliore possibile nei limiti di quanto si potesse.

Penso alla forza degli uomini in quei momenti e penso anche alla debolezza, alla voglia di arrendersi, agli eccessi di ira o di sconforto, alle unioni e alle divisioni che le difficoltà creano negli animi.

Penso a come certe cose se non le hai vissute non le puoi capire, a come io stesso che ero lì non potevo e non posso pretendere di capire gli animi delle persone che hanno vissuto il terremoto vero, quello devastante.

Penso però al tremore delle gambe dopo un terremoto, alle gambe molle del calo di adrenalina, alla sensazione che la terra sotto i piedi avesse perso la consistenza improvvisamente, a come ogni certezza nel mentre di quel tremore fosse improvvisamente in un’istante scomparsa, a come la potenza della terra la forza si in grado di farti sentire schiacciato, piccolo, infinitesimo, impotente, e come il sorriso di un ragazzo invece ti faccia comprendere quanto l’uomo sia infine più forte di ogni forza del mondo, di ogni terremoto o alluvione, l’uomo in quanto gruppo, l’uomo in quanto società, l’uomo in quanto umanità.

Ho visto esempi di umanità immensi, ho visto esempi di persone immense, o visto la vita nascere proprio perché scontrata con la morte, la vita nascere proprio perché in quel mentre era necessario non arrendersi, ho visto l’anima della gente, ho visto cose che noi umani non sospettiamo di avere dentro, e con me molti altri le hanno viste.

Non lasciamo che tutto questo però resti un’esperienza personale, un qualcosa di “vissuto da me” un qualcosa “che mi porto dentro”, facciamo fruttare tutto questo, facciamolo crescere, condividiamolo.

E grazie ragazzi, grazie di aver cambiato la vita mia e di molti altri volontari, grazie con la vostra sofferenza e il vostro male, e con la vostra forza, e con il vostro animo di aver aiutato noi delle varie protezioni civili ad essere, spero, persone migliori.

Grazie.

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

  4 Risposte a “Ricordi d'Abruzzo”

  1. grazie per aver reso parole i sentimenti di tutti!

  2. grazie a voi x tutto quello ke avete fatto x i bei momenti passati insieme durante la nostra missione, oggi 6 aprile 2010 a un' anno da quella tragica notte per non dimenticare mai quello che è successo e sperando in un futuro migliore

  3. Grazie caposquadra! Rileggere i tuoi pensieri fa rivivere le emozioni fortissime… Vorrei tornarci…

  4. grazie per il tag stefano… intenso. 🙂 un abbraccio

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