Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

Sull’emozione pt.2

“Le emozioni sono l’esclusione di alcune funzioni del cervello rispetto ad altre.” Si tratta di una semplificazione enorme, forse. Ma forse potrebbe essere una focalizzazione al limite del perfetto. Questa frase l’ho sentita in questi giorni mentre camminavo e vivevo il mondo.

Secondo Treccani l’emozione è:

emozióne s. f. [dal fr. émotion, der. di émouvoir «mettere in movimento» sul modello dell’ant. motion]. – Impressione viva, turbamento, eccitazione: l’e. della vincita, di quell’inatteso incontro; le e. del viaggio; andare in cerca di nuove e.; essere in preda all’e., a un’intensa e.; essere preso, essere sopraffatto dall’e.; la forte e. gli impediva di parlare. In psicologia, il termine indica genericamente una reazione complessa di cui entrano a far parte variazioni fisiologiche a partire da uno stato omeostatico di base ed esperienze soggettive variamente definibili (sentimenti), solitamente accompagnata da comportamenti mimici.

Secondo Wikipedia l’emozione è:

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.
In termini evolutivi, o darwiniani, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.
Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche).

Mi piace molto la parte di Wikipedia in cui è scritto “In termini evolutivi, o darwiniani, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.”.
Credo che al netto delle modifiche fisiologiche i rilasci di ormoni e le reazioni fisiche all’emozione il grosso dell’emozione sia l’essere un processo che permette al cervello di escludere altri processi nel cervello. In ogni momento il numero di pensieri e processi che il cervello gestisce sono moltissimi, non esiste alcun momento in ci sia calma piatta, l’emozione è uno di questi processi che ha una energia tale da riuscire a sospendere gli altri. Certamente in uno stato emozionale di paura la gran parte degli altri processi mentali vengono spenti ed il rilascio di adrenalina aiuta sì il corpo ad agire con maggiore forza e velocità ma a sua volta nuovamente il cervello ad escludere una serie di altri pensieri. Così credo si possa dire delle altere emozioni di cui molte positive escludono i pensieri negativi e viceversa.
Quello che cerchiamo o a cui dovremmo ambire è l’equilibrio delle parti, il nostro equilibrio personale, ovunque esso sia.
Credo sia possibile anche creare un processo o uno stato in grado di escludere altre emozioni, crearlo e dargli un nome. Io il mio lo chiamerei nulla:

  • “Cos’hai?”
  • “Nulla”

perché non voglio escluda l’ironia, voglio invece riesca ad evocarla.
La capacità di escludere pensieri creando nella testa qualcosa di più ampio, la capacità di togliere lo spazio a ciò che ha già troppo spazio, la capacità di escludere la paura, il senso di mancanza, l’ansia, la malinconia. Non credo si possa essere così selettivi da riportare attivi i pensieri che questi hanno escluso, ma se almeno l’ironia non riescono ad escluderla nulla può davvero evocarla.
“Le emozioni sono l’esclusione di alcune funzioni del cervello rispetto ad altre.”
Se così fosse nulla sarebbe l’emozione più forte.

Disclaimer

Tutto ciò che leggi qui dentro è una libera rielaborazioni di vissuti, sogni e immaginati. Non rispecchia necessariamente la mia realtà. Se chi legge presume di interpretare la mia vera persona sbaglia. Se chi legge presume che tutto sia inventato sbaglia parimenti. Se tu che leggi mi conosci, leggimi come leggeresti uno scrittore sconosciuto e non chiederti altro di diverso di ciò che chiederesti di questo.

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