Staipa’s Blog

Il Blog di Stefano Giolo

L'Aquila, protesta "delle 1000 chiavi" in centro

Iniziativa simbolica “1000 chiavi per riaprire la città” capoluogo d’Abruzzo

L’AQUILA – Gli aquilani sono tornati in centro, molti di più rispetto ai trecento della scorsa settimana, per appendere simbolicamente delle chiavi sulle transenne del corso e dire così “riprendiamoci la città, si riapra per quanto possibile il centro storico, si comincino i lavori di ricostruzione”. Ma stavolta non si sono accontentati di oltrepassare le barricate per raggiungere piazza Palazzo, la piazza del Comune, ma hanno proseguito oltre raggiungendo vicoli e vicoletti per 10 mesi interdetti ai cittadini dopo il terremoto del 6 aprile.

Vicolo dopo vicolo, senza ordine, a piccoli gruppi: i cittadini aquilani sono poi ritornati – molti per la prima volta dal giorno del terremoto – nella zona rossa.

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L'Aquila aspetta il miracolo

di Primo Di Nicola

Sfollati a quota 40 mila. Macerie ancora da rimuovere. Rischi inquinamento. È lungo l’elenco dei problemi irrisolti. A dieci mesi dal sisma

Vigili al lavoro davanti al palazzo del Governo

VIDEOINCHIESTA L’Aquila, l’emergenza continua
La nomina a ministro annunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una commossa lettera di addio agli abruzzesi su una pagina del ‘Centro’. Così Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, alla fine di gennaio ha passato le consegne al nuovo commissario per la ricostruzione, il presidente della Regione Gianni Chiodi e al suo vice, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Se ne è andato con la riconoscenza dei terremotati per il modo in cui la Protezione civile ha offerto i suoi generosi aiuti e l’orgoglio per quanto realizzato per avviare

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L'Aquila, in 300 nella zona rossa: "Io non ridevo"

Appalti G8, quegli imprenditori che ridono del terremoto

Gli aquilani si sono ritrovati in piazza con cartelli con scritto “Io non ridevo” e “Riapriamo la nostra città” in segno di protesta alla luce delle intercettazioni divulgate negli ultimi giorni relative all’inchiesta fiorentina sugli appalti del G8, ed hanno forzato un posto di blocco all’altezza dei Quattro cantoni, nel cuore della zona rossa, per entrare a Piazza Palazzo, considerata inaccessibile.

Dopo aver creato su Facebook il gruppo “Quelli che a L’Aquila alle 3:32 non ridevano” i cittadini hanno organizzato la mobilitazione a scopo dimostrativo per riappropiarsi del centro storico distrutto dal sisma e

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Terremoto in Abruzzo: 30mila persone ancora fuori città

10/11/2009, ore 22:12
Intanto Bertolaso annuncia il suo possibile ritiro
Terremoto in Abruzzo: 30mila persone ancora fuori città
di: Elisa Scarfogliero

L’AQUILA – Procede la ricostruzione post terremoto in Abruzzo. Anche se, stando agli ultimi dati, un po’ a rilento. Sono infatti 30mila gli aquilani costretti a vivere ancora lontano dalla loro città. In molti poi, pur di non lasciare il capoluogo, hanno preferito restare nelle tendopoli nonostante il freddo che già si fa sentire in questo avvio della stagione invernale.
Ad esporre i numeri e a spiegare lo stato attuale dei fatti, è il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Il primo cittadino aquilano, infatti, dopo la presentazione di questa mattina a Montecitorio di un’iniziativa per raccogliere fondi per la ricostruzione, ha tracciato il quadro della situazione.


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Polemipolitica (Partitica?)

Questo blog è partito con un accezione decisamente politica ma non partitica, ultimamente questa scelta sembra apparentemente essersi invertita, ma non è così.
Seguendo dal primo articolo in ordine cronologico la sezione "Polemipolitica" si può notare però -come ammetto- uno spostamento da un modo di esprimersi il più politicamente corretto possibile ad uno sempre più diretto e "cattivo" nei confronti dell’attuale presidente del consiglio. In un primo tempo si trattava di qualche leggera canzonatura e di molti articoli che esulavano dalla sua persona, ultimamente invece sembra esserci un’accentratura su di lui.
Voglio chiarire tuttavia una cosa importante: questo blog non ha cambiato il suo spirito di una virgola, e mai la cambierà, non è -ne il blog ne io lo siamo- schierato partiticamente, non è un blog ne di destra ne di sinistra, ne di centro, ne di sopra ne di sotto, tuttavia ritengo giusto e doveroso schierarsi contro ciò che porta danni alla nazione in cui vivo, alla gente con cui vivo, è semplicemente dovuto a questo il polemizzare sulle notizie false sull’Abruzzo o sull’avere un presidente del consiglio palesemente colluso con fatti illeciti.

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La tendopoli chiude: l'ira degli sfollati

L’AQUILA – La notizia rimbalza di tenda in tenda. “Ci mandano via, ci deportano come gli ebrei”. C’è paura, nella tendopoli di piazza d’Armi. “Per ora – raccontano alcuni sfollati in attesa del pranzo in mensa – non ci sono conferme ufficiali, solo annunci di prossime riunioni. Ma noi sfollati abbiamo già capito che qui stanno smobilitando tutto. Ci sono già i primi segnali: hanno smontato alcuni bagni e lavandini e altri servizi. E poi – ecco un altro segnale – sono arrivate le televisioni, come se sapessero che sta per succedere qualcosa. In tenda si sta male ma fuori si può stare peggio. C’è già chi minaccia di incatenarsi da qualche parte per non farsi deportare. Le voci sono tante. “Ci portano nella caserma della Guardia di

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Abruzzo… articoli interessanti

Tre articoli interessanti…

L’Aquila moribonda: un SOS all’Europa

Siamo agli inizi del quinto mese dal rovinoso sbriciolamento díuna intera città e dalla fuga in massa dei suoi abitanti. Il motto più diffuso, variamente utilizzato in questa o quellíoccasione, è stato ìLíAquila feritaî. Dalle ferite si può guarire o, invece, morire per infezione: ed è purtroppo questa seconda terribile ipotesi che sta consolidandosi sullo spettrale sfondo della città, la cui

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Ecco perché all’Aquila non si ricostruisce

Il Cavaliere di nuovo a Coppito, ma la ricostruzione è ancora in alto mare.

Sale sul montacarichi e si fa portare sul tetto di una casa in costruzione dove scioglie il nastro che tiene chiusa una bandiera italiana. Il tricolore, una volta liberato, garrisce al vento, con accanto il volto sorridente del presidente del consiglio.
Il palcoscenico è quello di Bazzano, una delle zone dove sorgeranno le tremila casette destinate ai terremotati aquilani. Attore protagonista, Silvio Berlusconi,


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Sul giornalismo moderno.

Giornalismo.
In questi tempi sono entrato volente o nolente a contatto con il giornalismo, nel bene e soprattutto nel male.
Essere laggiù in Abruzzo nelle tendopoli, o a vedere la morte di una persona conosciuta, o a sentire la verità di una città bistrattata dai media come quella in cui vivo, vedere le realtà dei fatti, toccarle con mano e poi leggere i giornali, guardare la televisione, ascoltare la radio talvolta mi provoca un senso come di conati di vomito.
Mi chiedo dove sia finita la libertà di parola che essi stessi professano, ed ormai diventa normale intervistare la donna piangente per chiederli “cosa prova

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